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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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« una gran pazienza e qualche niese, tanto« che si sieno dimesliuuti i monti e am-« muestrali gli uomini ».

Manca in quella lettera !a data cronica,lanto che non si sa se fu scritto da Ser-ravezza nei noveinbre del 4518 o nel prin-cipio del 4520, quando vi tornö; poichenel 40 gennajo di detto anno (Stile fio-retitino , 4524 slile comune), egli standoin casa del inaestro Donato ßenli, pagöde’ denari a due inaestri scarpellini di Set-tignano per conto di marmi, ed un altropagamento di ducati dieei di oro fu fattoin quello stesso giorno al pudrone di easa,maestro Donato Benli, per conto di ma?'-mi (dice il ricordo) clte mi fa caricareper Pisa e per VOpera di S. Lorenzo , chesi cavano a Serravezza ,

Arroge a ciö l’asserto di Giovanni C'am-bi nelle sne Cronache, il quäle ne avvisa,che le prime colonne di marmo cavate daimonti di Serravezza per la facciata diS. Lorenzo arrioarono in Firenze nell’an-uo 1520, Ma in quell’anno medesimo (dopoil gennajo del 4521) il pontefice Leone X ,ordinö si rescindesse il contralto del 49gennajo 4548 concluso fra detto ponteficee Michelagnolo Buonarroti rispetto allafacciata della chiesa di S. Lorenzo in Fi-renze . E d’ aliora in poi quella facciata ,sebbene da egregi artefici ed ingegneri invario modo piu volle disegnata, pure essatrovasi da tanti secoli ridotta ad un desi-derio al pari di quella della metropolitanafiorentina; e le cave de’marmi sopra Serra-vezza furono per inolti anni abbandonate.

Avvegnache passarono piu di 8 lustriinnanzi che Giorgio Yasari si recasse costie sotto Stazzema per esaminare le brecceed i marmi mischi di cotesta contrada,siccome apparisce.da una lettera del di 8gennajo 4364 (slile comune) al provvedi-tore generale del duca Cosimo I , in questeparole: « Tornai jeri da Pietrasanta edabbiamo trovato una cava di mischi bellis-sima e grandisima, che S. E. vuol fare diquella 1’opera di S. Lorenzo; similmenteuna cava di marmi bianchi che n’ha avutoS. E. grande allegrezza ». (Gaye, Carteg-gio inedito di artisti, vol. III).

Infatti due mesi dopo il duca Cosimodiede ordine al provvedilore di Pietra-santa di far cavare sotto Stazzema mar-mi mischi delle maggiori dimensioni esaldezze possibiii ; e I’ anno appresso in-viö a Serravezza Francesco Moschinoper esaminare la qualita de’ marmi bian-chi che si seuoprivano sul Monte Altissi-mo; finalmcute da una lettera del duca

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stesso, scritto li 48 giugno del 4565, sirileva che In strada de’carri non solo eroavanzata dall’aiitico caricalojo di marmisotto la cappella fino a pie del Monte Al-tissimo, sotto l’ispezione di maestro Gio-vanni da Montaceto, siccome rilevasi dauna iscrizione ivi posta; ma che si eranocavati dal Monte Altissimo i primi pezzidi marmo per farne tre ritratti. ( Arch ,segreto Mediceo nell’Arch. delle Biformag.di Fir.

Era intenzione di Cosimo I di esone-rare il suo Stato del dovere ricorrere al-1’ estero per qualsiasi prodotto di suolo,per il che egli bramava che si cavasseroi marmi dall’Alpe Pietrasantina, piultostoche dalla Carrarese. AI quäle effetto Co-simo I scriveva al suo provvedilore a Pie-trasanta una lettera in data deli’44 ngo-sto 4569, nella quäle sono da notarsi leseguenti parole: per noi , e per cose deinoslri Slati non vogliama a modo alcunosi lavorino marmi di Carrara .

Frattanto dallo stesso duca si mandavaa Serravezza pel Monte Altissimo lo scul-tore perugino Vincenzio Dante, proposloda Giovanni Bologna, da quello stesso cheimprese fino del 4568 a cavar marmi daquella montagna; siccome apparisce da unalettera del di 8 giugno 4568 scritta dalprovvedilore di Pietrasanta al gran prin-cipe ereditario Francesco che lo inforinava,come nel sabato antecedente si gettö giüil primo pezzo di marmo cavalo dal MonteAltissimo , che fu calcoluto maggiore di60 carrate, rotto perö nella caduta in di-versi pezzi, ma grossi tanto che in unoesce la figura che deve fare Vincenzio pe-rugino (la statua di Cosimo 7), ed in unaltro pezzo, al marmo al quäle non restavamolto a fare per gettarlo giü dalla cava,si disegnava cavare la figura di Gio. Bo-logna (la statua di Fiorenza che vedesi nelSalone di Palazzo Vecchio, ) Ma due giornidopo Cosimo I , con lettera del 40 giu-gno 4568, informava il suo provveditoredi Pietrasanta che il pezzo di marmo as-segnato per la statua a Vincenzio scultorenon riesciva buono, per essere livido; cheperö bisognava far diligenza di cavarneun altro pezzo che sia bianco. [Op. cit.)

Dalle espressioni poi di altra lettera diVincenzio Danti diretta da Serravezza li5 luglio 4568al gran principe Francesco, sirileva che le prime escavazioni s’intrapre-seronello sprone delMonle Altissimo, deno-minato la Costa de’Canij e costä era in-tenzione del Danti di condurre il vecchio Mi-chelagnolo, per la strada fatta da Cosimo I ,