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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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alcuni poderi posti in Settimo di proprietädella chiesa di S. Benedetto, ch’era di pa-tronato della mensa vescovile di Lucca e non di giurisdizione. — V. SettimoS. (Benedetto a).

Ma tanto in quest’ ultima come nellaprecedente dell’881, si rammenta la con-trada di Settimo e non il villaggio ne lachiesa di S. Casciano a Settimo.

La prima volta probabilmente che trale carte deH’^rcft. Arciv. Pisano compa-risce la pieve di S. Casciano a Settimo,fu probabilmente quando il vescovo Al-berico nel 42 aprile del 970 concede adenfiteusi la metä dei beni della pieve di SanCasciano sita*loco et finibus prope fluvioArno, compresa la metä delle decimedovute dagli abitanti delle ville di Sesto,di S. Casciano, di Argile, di Lajano, diPaccianula, di Tavola, di Cassianula, diScorno, di Vbignano, di Pagnatico, diMoscalonima, di Cerata, di Marciana , diFerrajano, di Settimo, ecc.

Fra le molte villette e luoghi di questopiviere vi era oltre la villa di S. Casciano,quella di Sesto e di Settimo, dall’ ultimadelle quali prese il titolo non solo lachiesa plebana e molte sue filiali, ma an-cora una villa signorile della prosapia deiconti della Gherardesca,

Una porzione del castello di S. Cascianoa Settimo, ossia dei suoi beni, furono do-nati alla mensa di Pisa li 12 ottobre del1120. — (Muratori, loc. cit.)

Per quanto sin supponibile che fossedella consorteria de’conti della Gherarde-sca qnel Guido il quäle nelF ottobre del4120 donö alla mensa di Pisa una por-zione dei beni che possedeva nei castellie distretti di S. Casciano, di Cenaja, diCalci, di Vecchiano , ecc., non essendoviindicazione alcnna resta assai incertaTipotesi; meno incerto perö h l’atto scrittocosti nella sua villa di S. Casciano, a Set-timo li 46 agosto del 4159, dalla Con-tessa Erminia moglie di un conte Ranieridella Gherardesca, col qnale detta donnaacconsenti ad una prceedente donazionefatta dal marito allo spedale di Stagno.

Io non saprei per altro decidere se allastessa prosapia od altre riferisca una cartadel secolo precedente pubblicata dal Mac-cioni e dal Camici poco dopo la mortedella contessa o duchessa Beatrice, controi Lambardi del Castel di S. Casciano, conla quäle gli uomini di Cascianola ricor-rendo al capitolo della primaziale di Pisa per rammaricarsi delle sevizie che riceve-vano da quei nobili dichiaravano di es-

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sere stati sempre uomini liberi e di avereavuto refugio e case nel castel di S. Ca-sciano, Donec inlegrarum fuit, . . . Post-quctm vero castellum esset destruclum. . ,

Dalle quali espressioni e da altre chene seguono risulta che il Castel S. Ca-sciano fu distrutto innanzi la morte dellacontessa Beatrice, nel quäl tempo la dettacontessa investi i padri nostri del bando,cui soggettö quei Lambardi nella penaledi mille lire d’oro.

Ma in seguito dice il docuraento « om-nis potestas perdidit virtutem , et justitiamortua est, et periit de terra noslra , ecc. »

A cotesto documento non solamentemanca il nome de’Lambardi di S. Cascia-no, ma perfino la data cronica, cui rife-rire deve quell’ atto che suppongo fattointorno all’ epocn della morte della grancontessa Matilde.

In ogni caso il castel di -S, Casciano aSettimo era staito disfalto fino dal seco-lo XI, vale a di re, molto innanzi che nellasua villa di Set timo risiedesse nel 4459 lacontessa Emilio„ moglie del conte Ranieridella Gherardes'Ca, villa che fu ceduta nel■1178 dai coniugi conte Ugolino del fuconte Tedicio della Gherardesca e donnaGottilda Rossel mini sua consorte.

Ma la celebritä maggiope dejja villaGherardesca a Settimo l’aequistö dal conteUgolino di Donoratico stato signor diPisa. — V. Pisa .

Fra le chiese di questo piviere inscrittenel catalogo del 4372 ne esistevano 33,ridotte oltualmente a dieei, due delle qualisulla ripa destra dell’Arno ,

Quelle esistenti sotto cotesto pivieresono le seguenti: 4. S. Jacopo a Movac-ehio; 2. SS. Benedetto e Lucca a Setti-mo; 3. S, Trediano a Settimo ; 4. S, Pro-spero in Viacava; 5. S. Lorenzo a Pa-gnatico; 6. S. Giorgio a Bibbiano; 7, S. Ste-fano a Macerata; 8. S. Michele a Marciana ;9. S. Michele a Casciava. 40. S. Salvatorea Uliveto. Questa ultima chiesa parroc-chiale, compreso l’oratorio di S. Martino alBagno, giä detto di S. Martino a Settimo,& situata a piä del Monte della Verrucaalla destra dell’Arno .

La pieve di S. Casciano a Settimo nel4845 contava 4046 persone,

SETTIMO (S. COLOMBAXO A)nel Val

d’Arno sotto Firenze_V , Colombano (S.)

a Settimo.

SETTIMO (S. FREDIANO a) nel Vald’Arno pisano . — Borgata nella contrada epiviere di Settimo, che porta il titolo dellasua chiesa parrocchiale prepositura, nella