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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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sul ripiano di due sproni di monli cheattaccansi presso Fonte Beccisano ve-nendo l’uno dal Monte Maggio da ponente,

1’ altro dai monti della Castellina , delChianti nella direzione di greco; i qualiuniti si avanzano in cittä per Porta Ca-nitillia fino passata la piazza Tolomei allastrada detta la Croee del Travaglio chetrovasi presso la gran piazza di Campo.Costi i due poggi riuniti si separano intre direzioni diverse, una a sciroceo versoPorta Romana, l’altra verso libeccio alDuomo e Porta S. Marco e la terza versoil Casato e al Castel Vecchio e S. Ago-stino a ostro della detta Croce, come puövedersi dalla pianta di detta cittä qui in-serita,

Trovasi Siena fra il grado 28° 69’ lon-gitudinale ed il grado 43° 49’ latitudinale,all’ elevatezza di circa 4300 piedi sopra illivello del mare, 39 miglia a ostro diFirenze, altrettante a lib. di Arezzo , ed agreco di Massa Marittima e circa 48 mi-glia a seltentr. di Grosseto .

Ad oggetto di dare un qualche riposoai nostri lettori il presente Art. storico sisuddiverrä in quattro epoche diverse peraccennare 4. Siena all’ epoca Romana;

2. Siena sotto i Longobardi e Carlovingi;

3. Siena Repubblica ; 4. Siena dall’ultimosuo assedio fino ai giorni nostri.

Siena dall’epoca Romana.

Per quanto l’origine di questa cittä siastata oggetto di lunghe controversie spe-eialmente fra scrittori di etä troppo mo-derna, contuttociö dobbiamo convenire colCellario dicendo, che quäle fosse Siena in-nanzi l’etä del primo imperatore romano(G. Cesare ) non apparisce, ne alcona me-moria e pervenuta sino a noi che possafar fede dello Stato suo primordiale, eo-mecche sia da credersi di origine assaipiü antica di quella etä.

Non so infatti, dirö con il chiarissimoBartolommeo Borghesi, che la Siena diEtruria sia ricordata da altri fra gli an-tichi scrittori, se non da Strabone e daTolomeo fra i Greci, da Plinio e da Ta-cito fra i Latini, i quali Ultimi ne assi-curano che cotesta Siena delF Etruria fucolonia romana, senza dirci perö se fucolonia di citladini, oppure colonia mili-tare, siccome propendeva a credere lostesso dotto Borghesi in una sua letteraa me gentilmente da San Marino direttali 23 ottobre del 4843, Della quäl colonia jdi Siena Etrusca non trovando noi fatta !

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nienzioine neppure ai tempi di Ponnpeo,dobbiaimo concludere che fosse una dellecolonie militari e non cittadine come tul’altra Siena sull’Adriatico (Sinigagliai), cheSena senza dittongo e non Saena comel’Etrusca si appellö. Alla quäle conelu-sione presta pure un appoggio il sopra-nome di Penatulia dato giä dalla tavolaPeutingeriana alla cittä di Siena nostra.Solamente, soggiungeva il Iodato Borghesi,resta da decidere a quäle delle tre dedu-zioni di colonie militari falte secondo lalegge Giulia questa sanese appartenesse,se alle colonie militari dedolte da GiulioCesare , ossivero a quelle de’triumviriappena terminata la guerra contro Bruto e Cassio, oppure alle terze colonie dedottein gran numero in Italia da Augusto .Parve perö al dotto Borghesi che la co-lonia militare di Siena si dovesse esclu-dere dalla terza deduzione, perche am-messo che anche le colonie fondate da Au-gusto assumessero il titolo di Giulia Au-gusta, ciö nondimeno quando le dette co-lonie spettavano a quest’imperatore pre-ferirono il nome solo di Augusta, comelo dimostrano gli esempi lapidarj del-l’Augusta Perusia , Augusta Taurinorum ,Colonia Civica Aug. Brixia, Col. AugustaArimin., ecc.

ln conseguenza di ciö, il nestore degliurcheologi ilaliani chiudeva la sua letteracon le seguenti parole : « La questionea sarä dunque ridotta a sapere se Siena « sia creata colonia militare da Giulio« Cesare, oppure dai triumviri, quesili« ora che per mancanza di monumenti« non si e ancora in istato di definire. »Dondeche si puö almeno per ora conclu-dere, che se la colonia militare della no-stra Siena non precede fu al certo coe-tanea a quella dedotta dai triumviri inFirenze dopo la vittoria riportata neicampi di Farsalia sopra i fautori di Bruto e di Cassio.

Ma i’indole vivace e caratteristica delpopolo sanese trovasi magistralmente pen-nelleggiata dallo storico romano C, Cor-nelio Tacito allorche scrisse del fatto se-guente accaduto in Siena al tempo del-Cimperatore Vespasiano :

« Riconciliö alquanto le eure de’ padrila cognizione di una causa trattata insenato secondo I’ uso antico, allorcheManlio Patruito dell’ordine senatorio siquerelö di essere stato in Siena picchialodi pugna dalla classe della plebe, consen-j ziente quel magistrato. Ne qui teuminöl’ingiuria fatta a quell’illustre personaggio,