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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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poichife dopo essere stato ben bene dai pu-gni battuto, i Sanesi gli fecero cerchio,ed a similitudine di un uoino defunto loesequ.iarono con piagnistei e lamenti, ol-tre inolii scherni ed altre contumelie stra-zianti tutto il Senato. Si citano a Roma gli accusati, e conoscinta in senato lacausa, si condannarono i rei; quindi colSenat us Consulto si decretö doversiammo-nire la plebe di Siena , affinche si com*portasse con piü modestia in avvenire. »

Ma per tornare a dire una parola sullacoionia militare Sanese, e cosa naturaleche una cittä nella quäle furono ripartitied assegnati fra quei militi de’ Sanesi, lacittä doveva innanzi quel tempo esistere,ed avere una qualche importanza, tosto-che anche ai tempi deU’imp. Vespasiano,vale a dire, circa 100 anni dopo la cittädi Siena per asserto di Tacito aveva i suoiinagistrati (Stör, Rom, lib. IV, cap. 45).

Arroge a ciö un marino del museo Va-ticano relativo al registro di varj soldatipretoriani che si prendevano sotto l’imperodi Adriano da varie cittä dell’Italia , fraJe quali due ne diede la cittä di Siena .

C'otesto inonumento ha servito di con-ferma ai detti antiquarj all’ortograßa an-tica della nostra Siena di Toscana , scrittacol dittongo Saena, e che solamente poii copisti della Geoqrafta di ToloMeo scris-sero cosi: Sxiva (Wva).

Una sola iscrizione epigraüca in appog-gio alla detta lezione poteva citarsi in-nanzi la scoperta del registro del MuseoVaticano . Essa consisteva in un frammentodi base esistente in Roma nplla Villa Mat-tei, nella quäle si legge: Sdenensium Ordo.Se quel frammento indicasse un’epoca piüantica noi sapremmo fino da quäl tempola cittä di Siena era distribuita in ordinie classi diverse. Ma la sola autoritä di eo-testo frammento era troppo debole prova,perche anche fatto non piü presto dell’an-no di G. C. 394.

Ora poi dopo la testimonianza del registromilitare surriferito, che rialza e confermail monumento epigrafico della Villa Mattei,non poträ piü dubitarsi che i soli copistidell’ antica Geoijrafia di Tolomeo fosseroaccurati nello scrivere rettamente la pa-rola Saena dell’Etruria, non giä Senaecome fu scrilto dippoi e diversamente daSena dell’Adriatico (Sinigaglia).

Se fossero poi da riferirsi alla nostracittä di Siena le iscrizioni lapidarie ripor-tale dal Gori nel vol, II delle sue iscri-zioni delle cittä dell'Etruria , noi avremmoragione da credere che Siena al tempo

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deU’irap. Vespasiano avesse anche lä l’or-dine sacro de’Seviri Augustali istituiti dal-l’itnp. Tiberio in onore del suo predeees-sore Augusto .

Quantunque perö scarseggino in quel-1’ eta inonumenti scritti non niancano inSiena avanzi di scultura greca e di ar-chitettura romana , fra i quali citansi perprimi il gruppo delle tre Grazie che am-mirasi.nella sagrestia del Duomo, un can-deiabro ed un capitello di antica archit-tettura scolpito in marmo, ed un’arca dimarmo con figure mitologiche ad alto ri-lievo, lavoro del tempo degli imperatoriAntonini, scavata presso l’opera del Duo-mo nel cui vestibolo vedesi tuttora a guisadi architrave murata.

Siena sotto i Longobardi e Carlovingi.

Se ä vero che in Siena ul pari che inmolte cittä mancano docuinenli sincroniatti a dimoslrare le sue vicende politichenei tempi Romani, e dei primi Barbari cheITtnlia occuparono, e altresi vero che il cam-biamentopiünotabile che n’ebbe arisentirela nostra patria», si manifeste» visibilmentenell’ anno 450 dopo la morte dell’ imp.Valentiniano II -I, poco innanzi cioe chel’estrema ruina dell’impero fosse riserbataal condottiere degli Erüli, Oloacre, chenel 47 0 prese il nome di re d’Italia . Duquel tempo in poi incominciö per la To-scana una serie di grandi sventure, talchedal regno di Odoacre in poi riesce as-sai doloroso il dover percorrere nel si-lenzio uno Studio di oltre sei secoli perarrivare dai tempi degli Antonini a seuo-prire quäle fosse lo stato politico ed ec-clesiastico di cotesta cittä.

E noto abbastanza che solo dal prin-cipio del secolo VIII la cittä di Siena eracostituita in Comune, ed aveva un vastocontado pubblico, mentre che la sua Dio -cesi era ristrettissima al punto che a po-che miglia dalla cittä sua penetravano alib. la Diocesi di Volterra, a sett. e grecoquella di Fiesoie ed a lev, e ostro l’altrapiü vasta di Arezzo ; ed e notoria ab-bastanza la controversia insorta fino dal-l’anno 742 a causa di diritti diocesani frail veseovo di Siena, e quello di Arezzo .Solamente mi giova di richiamare qui allamemoria i due atti piü importanti alloscopo, il primo cioe rispetto alla senlenzapronunziata in Siena neU’anno 715 nellacorte regia da Ambrogio, maggiordomo erappresentante del re Liutprando ; ed ilsecondo all’esame di circa 70 vecchi testi-