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Giovanni in Rancia), nel deposto del 745
giurö che aveva preso I’ ordine sacer-
dotale da Bonomo vescovo di Arezzo , pre-
via l’esibizione delle lettere del gastaldo
Willerat.
Non dirö del giudizio per ia stessa ac-cusa sotto Pimpero di Carlo Magno nel-1’801 proferito, non del placito pronun-ziato in Siena nell’833, ne di quello ema-nato in Romanell’853 dal pont. Leone IV ;ne tampoco parlerö della sentenza pro-nunziata nel 1039 nella pieve di SanMarcellino in Chianti; passerö sotto silen-zio un breve del pont. Alessandro II del1070, lutti relativi alla stessa causa; diröbensi che alla medesima impose silenzioperpetuo il pont. Pio II , dopo la metädel secolo XV.
II piü antico docuinento relativo a Siena sotto i Longobardi non e anteriore al-l’anno 678 quando governava politica-mente cotesta cittä il gastaldo NVillerat,quello stesso che restaurö la chiesa di S. An-sano a Dofana, che 37 anni inuanzi il 713fece ordinäre il pievano di S. Vito inCreta , siccome con giuramento deposenel 715 quel vecchio sacerdote. Daccheapparisce ancora che la nazione Longo-barda a quell’etä aveva abbracciato ii cri-stianesimo.
Inoltre fra i testimoni nel 715 esami-nati vi era un traspadano ed un luechese,venuli sino dall’anno 60 5 a stabilirsi nelterritorio sanese per esercitarvi le qualitädi coloni e di livellarj, entrambi poi dicondizione libera. Finalmente un altro diquei testimonj esaminati cuopriva la ca-rica di Scarione regio nella corte diSexiano (forse la corte di Sesta nel po-polo di S. Angelo in Colle), eppure nelpiviere di S. Restituta posta anch’essa infundo Sexiano o Sestano. E questa peravventura la prima volta che si facciamemoria nel regno de’Longobardi degliScarioni, specie d’ uomini addetti ai tri-bunali di prima istanza ed a tutelaf deiluoghi pii.
Concluderö che daU’atto importante dellaprocedura intrapresa nel 715 e dalle su-cessive sentenze si ha una nuova confermanon solo dell’ amministrazione economicae giuridica tenuta allora in Siena senzaconcorso di alcun duca, a forma dell’edittodi Rotari di giä accennato, ma che in ma-teria ecclesiastica esercitavasi dal gastaldoregio l’ußizio di patrono sopra le contro-versie eeclesiasticbe, come si praticö nelluechese, ecc., nelle permute di beni dichiese; e che dovendosi un chierico re-
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care fuori del contado, anche quando fossestato per ordinarsi da altro vescovo, do-veva esser munito di opportuna licenza,con piü rigore di quello che ora in To-scana si pratica dal segretario del regiodiritto. ln ultimo luogo da quell’ esamedel 715 si viene a conoscere qualmentele condizioni di coloni e di livellarj eranoinnanzi allora libere, al pari di quelle deichierici o de’ mercanti, ecc., prova im-portantissima a dimostrare, qualmentesessant’ anni dopo le parole pronunziatesull’oiribile governo de’Longobardi e se-gnatamente dopo l’editto di Rotari (anno643) il sistema politico di quei barbaridoveva essersi molto modificato.
Dopo aver visto che Siena fra il VII el’VIII secolo era governata da un giudicepolitico col titolo di gastaldo per contoed in nome direttamente del re, diversa-mente dall’altro gastaldo che amministravala parte economica dello Stato Sanese;dopo aver trovato in Siena gli arimanniche quali giudici assessoi'i assistere dove-vano il gastaldo politico nei giudicati, datinella corte presso S. Martino, chiesa forse,se non la piü antica, la piü centrale diSiena , la quäle rinnovata esiste tutlorapoco lungi dal palazzo del governo e dallagran piazza di Campo; dopo aver trovatonel contado sanese a Sesiano una corteininore con i suoi Scarioni e le classi de-gli uomini liberi ed esercenti, fra il cle-ro, i coloni ed i livellarj, venne in Italia nel 774 il nuovo re di Lombardia, CarloMagno ; e fu durante il dominio de’ Car-lovingi che in Siena si accolsero a pre-ferenza d’altri luoghi e costä amarono me-glio di restare molti seguaci di quell* im-peratore di legge ed origine salica, talchemölti magnati sanesi adottarono anch’essila legge medesima diversa dalla precedenteLongobarda, sulle condizioni della quäleCarlo Magno qualche anno dopo fece ilCapitolare in eui trattö delle leggi per-sonali delle varie razze, cioe: Longobarda ,Salica, Bavara , Ripuaria, ecc. Sembravache sotto il regno di cotesto Magno tuttotendesse a far godere ai popoli vinti d’unmigliore avvenire; ma queste speranzesvanirono sotto il regno de'figli e de’suc-cessori di quella prösapia. Quindi per altrodal debole barlume che dalla storia netrapela si puö appena conoscere che laconquista del regno Longobardo fatta daquei Magno portö una modilicazione nellaparte governativa, talche a pochissimecittä fu dato o conservato il titolo di du-cato, come a quella di Lucea, al che sopra-