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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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vedeva anche alla cittä di Pisloja, di Luni e di Pisa , compreso il littorale, tutto oquasi, della Toscana ; un duca fu dato allacittä di Chiusi ed uno a quella di Firenze .Tutte le altre cittä erano governate daun gastaldo o da un conte salico; e quandoesse avevano il gastaldo insieme ed ilconte, questo soleva presedere al politico,quello all’economico. Allora il conte avevaquasi le attribuzioni stesse de’duchi Lon-gobardi, quella di tnantenere l’ubbidienzaalle leggi dello Stato, di punire i mal-fattori, proteggere le vedove ed i pu-pilli, ecc. Era poi cura del gastaldo diriscuotere le entrate regie, amministrarei beni della lista civlle ed alla fine d’annofarne esatto rapporto al re. — (G. Troya,Storia del Medio Evo d’Italia , vol. 1,p. 5.)

La cittä di Siena pertanto, compresa lamnggior patte del territorio Grossetano,sotto il dominio, se non di Carlo Magno ,de’suoi successori, dove esser presiedutada un conte di legge salica.

Se i di lei governatori politici esten-dessero la loro giurisdizione anche in al-tre cittä del contado, come Chiusi , Soana,Roselle, ecc., resta sempre dubbioso, co-mecche rispetto a Roselle ne parlasseuna membrana dell’ anno 868 scrittain Roselle, dove si trovava non solo ilgastaldo di detta cittä, ma un contedella cittä di Siena , per nome Winigo,figlio di Ranieri di legge salica, quellostesso che Hell’ anno precedente avevafondato la badia della ßerardenga; marispetto al contado di Soana e quelli diRoselle, di Populonia e di Chiusi , doverisiedevano pure i rispettivi gastaldi restaindeciso il quesito.

Comunque sia, dopo la conquista delregno Longobardo parve si raffreddasserole promesse generöse fatle da Carlo Ma-gno al pont. Adriano I , mentre si sa cheegli o i suoi ufliziali in nome suo eserci-tarono il diritto sovrano sopra i distrettie cittä di Populonia , Soana, ecc., nellesanesi maremme.

lntanto s’ appressava un’ epoca impor-tante, quando il pont. Leone III posesulla testa di Carlo Magno una coronadichiarandolo imperatore di Occidente,cioe , di quell’ impero spento dall’ in-gresso in Italia del re Odoucre e che perun ardito moto Leone III fece risorgeresul capo di Carlo Magno .

Fu allora, al dire di molti, che il nuovoimperatore donö alla badia delle Tre Fon-tane (ad aquas salvias) la deserta cittäToscana

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di Costa, oggi dell’ Ansedonia, con (Drbe-tello, Sostegno, il suo distretto, e centomiglia di mare.

Allora si vide il nuovo codice longo-bardo corretto ed accresciuto de’ capito-lari riguardanti specialmente le successioni.

Dopo di avpr detto che sotto i re C.ar-lovingi le cittä della Toscana mancantidi conti avevano alla testa del governoun gastaldo, aggiungerö che al medesimosi ailidava il governo politico , siccomeappnrisce da un placito pronunziato nelluglio dell’anno 886 dentro le mura dellacittä di Soana da Stefano vescovo di dettacittä assistito da varj giudici maggiori eminori, fra i quali il gastaldo di Soana,due scabini della cittä di Siena , uno dellacittä di Chiusi ed uno di Pistoja ( Arch.Dipl. Fior., Carte della Badia Amiat.)

Arroge che il duca conte di Lucca an-che sotto i Carlovingi sopravvedeva alterritorio di Pisa ed alla stessa cittä, in-nanzi che costä e per la Toscana tuttafossero introdolti i marehesi iraperiali. —V. Pisa .

ln ogni modo la Serie dei conti di Siena sotto i Carlovingi trovasi piu interrottadi quella de’suoi gastaldi, avvegnache deiconti anteriori al conte SVinigo dell’ 867non si conosce che un altro conte Adal-rico, il quäle nell’anno 833 assistito davarj scabini presiede alla revisione del-l’antira lite insorta fra il vescovo di Arez-zo e 1’ abate di S. Antimo a cagione delgiuspatronato dell’ oratorio di S. Pietroin Asso; talche avremmo in quell’Adal-rico il conte piu antico di Siena ; cheperö oltre i scabini, cioe i giudici minorie notari de’ tempi in discorso, tra i qualidue scabini nell’ 833 assistevano in Siena al giudicato medesimo con quelli di Arez-zo, di Yolterrae di Chiusi; che oltre essi,diceva, continuassero' a reggere le cittäanche i gastaldi, ne abbiamo una confermanelle carte dei secoli VIII, IX e Xfinorapubblicate. E prima di tutte eiterö quelladel 782 di Volterra , dov’era gastaldo unRamingo, mentre forse fino d’ allora esi-steva costi il conte che diede poi il nomeal suo territorio e contado.

Dicasi lo stesso di Lucca e di Pisa ,alle quali cittä presiedeva fino dall’ 813quel conte Ronifazio, padre della badessaRichilda e di un potente conte Adalber-to I ed avo del march. Adalberto II , dettoil Ricco, il quäle si disse pure marcihesee duca di Lucca e di Pisa .

Ma innanzi che goveruasse questo 'ducaAdalberto II sopra le due cittä, trov'o in

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