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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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Lucca un conte Agano neli’ anno 838 , eche eg'i fosse amovibile e che governasseanche in Pisa e nel suo contado lo di-mostra una carta lucchese del 2 dicembre845 che ramraenta il vivente conte Aga-noso Aganone, con lo specifico Olim Co-mes, e rispetto a! secondo punto un placitotenuto in Pisa li 23 marzo dell’858 in salaOlim Aqanonis comitis pubblicato dalMu-JiATOül (Anl. M. /Eoi , t. Ul), alla pre-senza del gastaldo e di varj scabini didetta cittä.

Ma giä in quel secolo cominciava asostituirsi ad ogni altro titolo quello dicontado, talche nella carta dell’833 di so-pra citata ramroentando il mon. di S. An-timo non si dice piü nella diocesi, ma nelcontado di Chiusi.

Cosi in un nuovo giudieato tenuto inRoma nell’ 853 dal pont, Leone IV edall’imp. Lodovico II per la solita con-troversia fra il vescovo di Arezzo e quellodi Siena rispetto alle parrocchie che ilprimo aveva nel territorio sanese , dicequesta volta nel contado sanese: qum in-tra comitatum senensem sunt, (Muratori,Op. cit., Disserl, 74).

Col progredire poi degli anni il terri-torio di ciascuna cittä prese il nome dicontado.

Talche ciö che dicevasi nell’ 879 terri-torio, assunse presto il titolo di contado,Tali sono le carte del 43 novernbre 887nelle quali si nominano il territorio econtado liorentitio, il territorio e contadopistojese, il contado fiesolano ; tali sonoquelle lucchesi del 23 giugno 984 in cuisi rammenta il contado milanese, il con-tado di Parma (ivi), e nell’ 896 sottol’impero di Lamberto il contado di Abruz-zo e di Tortona , ranimentnto in un di-ploma edito dal Muratori ( Oper. cit .)lnentre nel maggio'908 e nel 42 luglio910 si parla del contado di Siena , delterritorio e contado di Firenze e del con-tado Populionense (Memor. Lucch., vol. F,p. 11 elll).

Quäle poi fosse il territorio compresonella giurisdizione civile , politica e giu-dicativa de’ conti o governatori di Siena sotto i Carlovingi difficile mi sembra, pernon dire cosa piü azzardosa che altro, ilgiudicarne. Quindi non saprei tampocoasserire che i suoi conti estendessero ildotninio sui contadi di Siena , di Roselle,di Populonia e di Soana, vale a dire, sututta la maremma grossetana.

Comunque sia di ciö, dico che due anninn anzi di trovare il conte Winigi al go»

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verno di Siena e di Roselle Io troviamoin Lucca nell’ 865 a pronunciare due pla-citi nella qualitä di misso dell’ imp. Lodo-vico II. Come pure e cosa incerta inda-gare, se egli cuoprisse la stessa carica digovernatore di Siena finche visse o du-rante un minor tempo. Certo e che ilconte Winigi o Winigisi, tanto in Lucca come in Siena ed in Roselle, ecc., lo tro-viamo assistito dai rispettivi gastaldi escabini, che trovavansi in Toscana anchenei secoii Carlovingi; siccome rispetto aigastaldi lo da a conoscere un istrumentolucchese del 937 , 8 marzo , rogato inLucca nel quäle si legge fra i testimonjun vice-gastaldo. Lo stesso titolo di vice-gastaldo viene conferito ad altro perso-naggio da una membrana del 40 maggio939 scritta in Lucca .

Frattanto in quest’ultima epoca sotto ilregno del provenzale Ugo e di Lottariosuo figlio la cittä stessa di Lucca ci offredue vice-gastaldi , ed in allre due mera-branedel secolo precedente (48 luglio 884)e del 4 marzo 897, si cita nella prima ilvisconte di Lucca , nella seconda quello diFirenze , vale a dire, che tanto i gastaldicome i conti qualche volta erano sosti-tuili dai loro rappresentanti.

Ma fino dal secolo IX er« gtfjto intro-dotto nel governo delle cittä d’Italia il ti-tolo non solo di conte, ma quello di ducae di marchese, talche il primo conte Adal-berto, figlio del conte Bonifazio di Lucca e nipote della badessa Richilda, figlio delfu conte Bonifazio, padre del conte Boni-fazio suddetto, la quäle badessa in unacarta lucchese nolissima scritta in Lucca il 5 ottobre dell’anno 823, si dicliiarö dinazione o legge bavara; quel primo conteAdalberto che governo in Lucca nella qua-litä di conte, si chiama in quelle carte, del-1’847 all’899 ähneno, ora illustre contesemplicemente, ora illustre marchese edanche duca di Lucca .

E giä il lodato Muratori aveva detto(Op. cit., dissert. VIII) che anche sotto iLongobardi i conti facevano da giudicisupremi nelle cittä, sotto ai quali erano iVisconti, i gastaldi, i loro vice e gliscabini, ossiano i giudici minori.

Ma due istrumenti dati in Lucca , unonel 25 aprile 875 e l’altro nel 26 maggio884, ci scoprono la seconda moglie viventedel conte Adalberto, e non marchese comesi qualifica tale nella seconda carta, cioe:Rolilda comitissa coniux Jdalberti co-mitis, mentre piü sotto nella stessa cartatrattandosi di una permuta di beni di