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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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concesso nel marzo dell’ anno successivoin Lucca, l’anno I del suo impero, a fa-vore de’ canonici di quella cattedrale, di-mostrerebbero che fra la fine di febbrajoed il principio di marzo del 962 1’ impe-ratore Ottone 1 passasse da Siena .

In tal guisa l’impero romano, dopo unavacanza di quasi mezzo secolo, dalla mortecioe dell’imperatore Berengario I passödagli Italiani nei re di Germania .

La scarsitä delie memorie toscane mas-simamente dalla morte del potente mar-chese, conte e duca Adalberto II , che fuquasi l’arbitro di qtiel torbido e scostu-matissimo secolo, mi ha spronato a rive-dere molte pergamene lucchesi pubblicatedi certo nel vol. IV, pag. 2 e vol. V,pag. 2 e 3 di quelle memorie, arrestan-domi al 963 quando comparisce il 31marzo del secondo anno dell' imperatoreOttone . Awegnachö sotto quest’ ultimosovrano e fama che le cittä d’Italiu t’ice-vessero piü utili e liberali forme.

G'omunque sin di ciö, sernbra certo chefino da quella etä una grau parte se nontutle le cittä d’Italia fossero rette dailoro vescovi am;he nelle ingerenze seco-lari, sieche se non erano la facevano daconti e da gastaldi politici.

Un esempio ce Io förnisce e vero Iostesso imperatore con un diploma li 13marzo del 962 e primo di quell’ Au-gusto in Italia , col quäle appena ar-rivato a Lucca di ritorno da Roma coucedette il Contado di Parma ai ve-scovi di quella cittä; e siccome potrebbelärlo dubitare nitro privilegio dato inqueH’anno stesso 962 appena orrivato inPuvia li 6 ottobre dell’indiz. VI a favoredel vescovo di Modena cui cede in si-gnoria finche visse la ßadia di Nonantola con tutte ie sue pievi e possessioni, con-fermando tutto ciö che l’imperatore Carloil Calvo aveva donato al vescovo di Ve-rona , con tutte le minacce di scomunicaal clero e vescovo Veronese del ponteficeGiovanni VIII .

Ma rispetto a ciö sarebbe d’uopo averedocumeuti sincroni piü precisi per deci-dere la quistione, inentre sappiamo chele italiche cittä, e segnatamente quelle dellaToscana , fino dalla fine del secolo IX ave-vano riformato, come si disse, i loro ter-ritorj in contadi, e che lo stesso impera-tore Ottone I con diploma del 28 marzo973 dato in Germania ( Quinlileburg ), con-fermö al vescovo di Cremona i privilegjconcessi a detta chiesa dagli imperatoriCarlo (il Grosso ), Lodovico 111 e Beren-

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gario, cui confermö: quidquid curature ,telonei, atque portatici de jatn prefataCremonensi civitate perlinuit , tarn deparle ipsius civitatis Comitatus, quam departe Curtis, nec non ripam cum metisi-bus et turribus ipsius civitatis, e di tuttociö che dai delti antecessori nostri fu datoai vescovi di Cremona , nominative circacioitatem undique per quinque miliarumspatia, etc,

Il chiarissimo Miiratori nel pubblicarecotesto importante diploma nella disserta-zione 72 delie sue Antichitä ilaliane fud’avviso, che le espressioni ultime signi-licassero che i diritti de’ conti di Cre-mona fossero stuti giä da qualche tempotraslatati ne’ suoi vescovi, confermati alvescovo Oldorico da detto imperatore Ot-tone I , ed in seguito nel 1004 dal re Ar-rigo i! Santo, nel 1031 dall’ imperatoreCorrado I , dall’imperatore Arrigo II nel1044 e da altri imperatori successivi(Loc. cit )

Ma per non stancare con gli esempi illettore, soggiungerö a questo proposito cheil lodato IVItiRATORi si iimita a riportarnetre soli docuinenti del 1153, 1164 e 1183relalivi ai tempi di Federigo I ed eslrattidaU’Archioio Jrciv. di Pisa .

Quindi mi sembra doversi rettifienrel’opinionedi coloro che dissero qualmenteOttone I favori piü apertamente de’suoiantecessori i nuovi Comuni, concedendoalle cittä il diritto di rialzare le mure at-terrate dai barbari e di potere armare iloro cittadini a difesa propria. —. Vedipadre Cereseto, p. I.

Ma per tornare alla cittä di Siena , chisotto l’impero di Ottone I la governasse,se un gastaldo, se un' conte, se un vesco-vo, io non azzarderei dirlo, siccome edillicile l’enumerare con sicurezza la stradache fece ['imperatore Ottone I nel 964,e quando nel 967 tornö in Toscana , perquanto sia da supporsi che nel 964, e forseanche nel 967, passasse da Siena ; pel primo,al suo ritorno da Roma a Pavia e quindiin Germania , ce ne forniscono una provadue diplomi dello stesso imperatore datiin Lucca nel 29 luglio e 3 agosto del-l’anno 964, mentre nel 23 giugno era sem-pre in Roma (Annali d’ltalia ad huncannum), di dove parti dopo la festa diSan Pietro; e la seconda volta allorche daRoma ritornando per Ravenna si recö inToscana , dove si trovava di giugno del967, Indiz. X, nel Monte Voltrajo del con-tado di Volterra , siccome lo dichiara unplacito iyi pronunziato dal rnarch, Oberto