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fluche fossero vissuti, e chiamando dopoessi Feta sorella del conte Winigi e Ri-childa sua figlia. Fiiio al principio delmille pertanto quel monastero fu abitatoda recluse, ma o che quelle monache te-nessero vita poco esemplare, o che fosseroin parte dissipati quei fondi dal conteWinigi al luogo pio donati, gli eredi e suc-cessori del fondatore dopo avere aumen-tato molto le rendite di quel monastero,misero fuori quelle donne, e consegnaronoil medesimo ai Camaldolensi, onde me-narvi vita esemplare, ed in caso diversodiscacciare anche costoro, ed introdurvialtri migliori.
Termins l’atto puhblico con la seguentedata cronica : Actum Comitnlo Senensefacto unc scriptum dotis in anno ab in-carnatione Domini nostri J. C. millesi-mo terlio (sic) meuse ijennajo, indict, XVfeliciter.
Cid che importa nella suddetta datacronica k di sapere che in quel tempol’Italia trovandosi minacciata da due so-vrani Arduino d’Italia e Arrigo il Zoppodi Germania che ne ambivano il regno,Siena sembrö neutrale in tanto conflitto,limitandosi a indicare gli anni daU'Incar-nuzione di N. S.
Seguono a quell’atto le sottoscrizionidei due fratelli, qitella della Ioro mogliee di otto testimoni, i piü de’quaii di leggesalica, ed uno solo vivente a legge Ion-gobarda,
Non saprei dire pcrö da quäl fonte Iostorico sanese Malavolti ricevesse la no-tizia che la cittä di Siena sotto l’imperodi Ottone III ottenesse il benefizio dellasua liberta, e che !o stesso imperatore par-tisse da Siena quando dalla Germania tornö a Roma , dove rimise sulla cattedradi S. Pietro l’espulso pont. Gregorio I (997 e 998), quando appare che l’iinp. Ot-tone III anche questa volta si recasse uRoma per la via di Ravenna , ossia di Ro-magna.
Siena dal secolo XI alla caduta
Le prime mosse fra contado e contado,fra cittä e cittä, quelle mosse di guerrafra un municipio e 1’ altro, causa di odjcontinui edi immense sciagure, ineomincia-rono per sventura nella Toscana , quandogiä i vescovi, i magnati e la plebe della Lom-bardia e della Venezia si erano divisi in duepartiti, gli uni per sostenere in Siena unprincipe italiano , gli altri per seguitareToscana
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a far tfesta ad un re tedesco . Kel 1003 o1004 l,a cittä e contado di Lucca sembrache ablbracciasse il partito nazionale, men-tre il vicino contado e cittä di Pisa mo-strare dovevasi, come lo fu in seguito,propensa per il pratito tedesco . II diplo-ma unico, ch’io sappia, inviato in Toscana l’anno 1002 dal re Arduino in favore delmon. di S. Grilflna di Lucca sembra ser-vire di appoggio alla mia congetlura ri-spelto al fatto d’armi accaduto nel 1003o 1004 fra i Lucchesi ed i Pisani pressoRipafratta in luogo detto Acqualonga, —V. Caldaccoli,
Comecche le memorie storiche delle Re-pubbliche comincino assai piü tardi, contutto ciö quelle relative al suo stato civilese non rimontano a prima del mille, pos-sono segnarsi dal secolo XI almeno.
Noi vedemmo altrove come le eittädella Toscana al pari che in quelle dellaLombardiu seguitarono anche nel seco-lo XI ad esseregovernate dai conti impe-riali, cui d’allora fu dato il titolo di mar-chesi.
Ma innanzi tutto rammenterü una scrit-tura del gennajo 1001 rogata in Siena rispetto alla compra e vendita di varjbeni di quella cittä fatta a diversi nobilidi legge salica; in secondo luogo un istru-mento del luglio 1010 scritto pur esso inSiena in luogo denominato tuttora il Ca-stei vecehio, col quäle il conte BerardoSalico liglio del fu conte Berardo (unoforse de’ fratelli che nel 1002 converti ilmon. della Berardenga in Badia di Ca-maldolensi) diede a titolo di enüteusialcune terre poste nel contado sanese, inin luogo detto Castagneto ( forse il Ca-stagno delle Masse presso Fontebecci), conl’onere ul fittuario di recare l’annuo censodi 8 denari d’argento in Siena nella casao palazzo di quel conte, situato presso lachiesa di S. Pietro , detta in seguito SanPietro dei Conti, presso il duomo e ve-scovato di Siena ( Arch. Dipl. Flor., Carledel maggio 1094, della badia di Passi-gnano).
Era fra i testirnonj delF istrumentodel luglio 1010 un visconte Ranieri figliodi Grifone, quello stesso cui appella altroatto pubblico del dicembre 1012 rogatoin Siena presso l’arco di S. Donato (pri-mo cerchio della cittä), relativo al fitto diun pezzo di terra con casa annessa, si-tuata dentro la cittä di Siena , nel popolodi S. Desiderio, lungo la strada che con-duce al vescovato (loc. cif.) Comeche ilsecolo XI in tanta desolazione di cose po-
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