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litiche ed ecclesiastiche mnnchi di storicie annalisti specialmente in Toscana ; contutto ciö la storia di Siena incomincia adalbeggiare qualche luce dopo la metä diquel secolo, e massimamente innanzi edopo la creazione fatta costi nel dicem-bre del <1038 di Gherardo vescovo di Fi-renze in soinino pontefice col nome diKicolö II, mediante le carte di quegliarchivj pubblici e privati, oltre quelle ve-nute nell’ dreh. Dipl. Fior. Tale, per es.,e un atto del <1037, consistente in un pla-cito pronunziato da Ermanno arcivescovodi Colonia nel 3 niaggio nel contado sa-nese, presso il borgo d’Arbia, insieme alconte Bentolfo, messi dell’ imp. Corrado I ,ed assistiti dal conte Berizzo liglio del fuconte Bernando e da altri, ecc, Tale e l’al-tra scrittura del 1074 rogata in G'olle-lungo della Berardenga nella villa signo-rile di Berardo Salico liglio del fu Wi-nigi e di Sofia Rapiti sua moglie, i qualidne conjugi si obbligarono di non innal-zare aleun edifizio a danno del capitolodi Siena , nel poggio di Monte Chiaro;lale e un istrumento del 44 febbrajo4072scritto in Siena nel Castel Vecchio e se-gnatamente nella chiesa di S. Quirico ,tuttora esistente nel Castel Vecchio diSiena , con la quäle due conti sanesi efratelli, Bernardino ed Ardingo figli delconte Ranieri vivente e consenziente al-l’atto suddelto, confermarono ai canonicidella cattedrale di Siena le donazioni fatteloro tempo innanzi dal conte Ranieriloro padre; conferma ripetuta piü tardinel castel Vecchio di Siena (4.° marzo 4079)da un nipote del primo donante, conteRanieri, per nome Ardingo. II Muratoriche pnbblicö nella dissert. 50 delle sueAntichitä Italiane il docnmenlo del feb-brajo 4072 , parlando del conte Ardingofiglio del conte Ranieri, pensa che essoabbia dato il nome alla casa Ardenghe-sca, o piuttosto degli Ardenghi, fondatoridi una badia presso Montalcino , mentrerispelto al Berardo o Bernardo Salico fi-glio del fu "NVinigi del 4071 crede questoultimo nato dal conte Ranieri di altroconte Ranieri di Berardo di Winigi figliodi Raghineri o Ranieri, che trovammonell’ 867 conte e governatore di Siena .(Muratori, Ant. M. JEvi, dissert. 50). Erispetto al conte Ranieri padre dei duefratelli nominati nell’ istrumento del feb-brajo 4072 e da credereche se allora nonfosse conte e governatore di Siena , fosseroslati i suoi antecessori; tanto piü che inun atto del 4079 si nomina conte un al-
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tro Ranieri figlio del conte Ardingo al-lora defunto, e tanto piü che i conti ru-rali o di contado non compariscono pri-ma dell’ impero di Corrado II , per quantoin Siena fino d’allora vi fossero piü contie Visconti, come si vedrä fra poco. Talee ancora un istrumento dell’ aprile 4074scritto nel castel di Montaperto, col quälel’arciprete Lamberto del capitolo di Siena diede ad enfiteusi a due coniugi il pa-tronalo della chiesa di S. Pietro in Barca con diversi beni (Op. cit.)
Lo stesso Muratori nella dissert. 64delle sue Antichitä Italiane pubblicö al-tro istrumento scritto nel 4 novembre del4081 col quäle Rodolfo vescovo di Sienadonö al suo capitolo, presieduto dall’arci-prete Lamberto varj beni della sua men-sa, a condizione che i canonici convi-vessero tutti insieme ad una mensa; ilquäl atto e firmato prima di tutti dal ve-scovo donante, poi da varj testimonjillustrij fra i quali due conti fratelli (Ugoe Ranieri), da un visconte Ugo , da unRanieri del fu Recci e da un Rollandinoo Orlandino del fu Ranieri di Motignanoo Montignano.
Seguono varie firme come quella di un• Uberto Visdomino del capitolo, di unGuido primicero, di un arcidiacono , diun abbate, di due medici, di un maestrodella sctiola ed altri distinti personaggi;quindi si leggono tra i sottoseritti i nomidi varj pievani e canonici-parrochi diquella Diocesi, fra i quali il pievano diCarli (di Murlo ) e quello di Ancajano(ora a Casenovole).
Dello stesso Archivio dell' Opera delduoino di Siena e un istrumento del pri-mo marzo 4079 scritto nel castel di SanQuirico nel Senese , col quäle il conteRanieri figlio del fu conte Ardingo e lasua consorte Berta figlia del fu Ranieridi Sissano (sotto Acquapendente ), di leggelongobarda, olfrono entrambi alla cano-nica di Siena , nelle mani dell’ arcipreteLamberto, la metä di una corte posta nelpiviere di S. Restituta e metä della corteche essi possedevano in S. Quirico , acqui-state dal detto conte Ranieri, fra i qualivenditori vi fu ancora un Guinigi Salicofiglio di Ranieri e marito di Berta,
Actum Sena , intus Castro de SancloQuirico.
Finalmente entrando noi nel secolo XIIciterö un istrumento dell’anno 4405, nelquäle per auentura si fa meazione del