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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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testamento die feee il conte Bernardo Sa-lico o Bernardino dell’ Ardenghesca , ilquäle lasciö al capitolo di Siena nellemani del preposto Gregorio molti luogliie poderi ivi in gran numero designati ,con le rendite annue dovute da varj fit-tuarj , i cui nomi antichi gioverebbe aidotti sanesi ricercare.

Tre anni dopo un altro signore di leggesalica offri alla canonica di Siena nellemani dello stesso preposto Gregorio, cheivi si qualilica rettore e custode di quellacanonica, tutto ciö che il donante pos-sedeva tarn in comitatu senense, quamquein Aretino et Florenlino, cioe quanto eglipossedeva in varj luoghi e castelli dellaBerardenga ed altrove, eccettuato la suaparte del castello e distretto di Montalto,

Aclum Sence in suprascripta canonica,anno <1108 mense iunii, indict, I. (Operacilata).

Sebbene in questo atto si rammentinoi contadi senese, aretino e liorentino neiquali il donatore possedeva de’beni o deicastelli, con tutto ciö la storia politica dellanostra cittä non acquista una qualchechiarezza se non che da alcune cartedella line del secolo XII e da un attopubblico del 4205 scritto nel castello diSan Quirico, pubblicati dal Muratorinella dissert. 50, delle sue Ant. llal.

II primo fu scritto nel 4494 o 95 li 3marzo, indiz. XII e XIII , rogato nellachiesa di S. Desiderio in Siena , che perla prima volta trovo scritto in pluraleSenis, e nel quäle trattasi di un lodo pro-nunziato dagü arbitri nominati dal pon-tefice , rispetto ad una controversia in-sorta fra il capitolo rappresentato dal-1’ arciprete, che diehiara rettore -della ca-nonica senese , e lo Spedalingo , ossia ilrettore del vicino spedale della Scala,

II secondo e una bolla spedita dal ponte-fice Celestino III dal Laterano , li 47 giugnodel 4493, in favore del rettore ed a tutti ifratelli obiati di detto spedale; mentre il terzoatto pubblico consiste in un rogito scritto inSiena nella Curia de’Consoli davanti la chie-sa di S.Pellegrino ed alla presenza di varjconsoli del popolo di Siena l’anno 4497, li48 febbrajo dell’indiz. I. (deve dire XY ma ).Merce il quäle atto pubblico diversi contidella Berardenga giurarono obbedienza esotlomissione al Comunedi Siena, in manodel rettore e consoli di detta cittä, cuipromisero di abitare alcuni per duö, altriper tre mesi deiranuo, dentro i muri dellastessa cittä, e di stare agli ordini dei con-soli o del rettore de’ inedesiini, qui pro

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tempore fnerint, e di teuere la franchigiadai consoli di Siena loro accordata, sicutin Brevi Consulum per singula capitula,e di pagare alle prossime calende di lu-glio 500 lire sanesi, ed il palio annuo perla festa di S. Maria d’ agosto di un cerodi sei libbre per il castello del MonteS. Maria; uno di libbre 8 per il castellodi Chiusure; uno di sei libbre per il ca-stello di Rapolano ; un mezzo cero per ilcastello di Petrojo; uno di sei libbre peril castello di Asinalunga ; il simile perquello di Montisi ; uno di 4 libbre per laTorre a Castello, ed altrettanto per il ca-stello del Poggio di S. Cecilia.

Sebbene in questo istrumento vi man-chino molti altri castelli della Scialenga(come Asciano) e della Berardenga (comeCastelnuovo, ecc., ecc.), con tuttociö quel-l’atto pubblico ö importante per la storiadi Siena , la quäle cittä non solo era cir-condata di mura, mn oveva i suoi consolied i suoi statuti (Brevi Consulum.)

Io non istarö a dire che in taie stotola trovasse nel 4480 anche il legato del-l’imperatore Federigo I, Cristiano arcive-scovo di Magonza , quando in detto annospedi da Monte Fiascone un privilegio di-retto ai Consoli ed al popolo di Siena , cuiconeede tutti i benefizj che una volta eranosoliti avere in comitatu vestro ante mei inItaliam ingressum (cioe innanzi che viscendesse l’arcivescovo suddetto); dirö so-lamente per ora che in quel privilegio fuceduto ai Senesi quanto l’imperatore Fe-derigo I aveva nel castel di S. Quirico esuo distretto,

Ma ciö che piü d’ogni altra cosa ci.faconoscere lo stato politico del Comune diSiena e una carta copiata da quelle dellospedale della Scala, ed ivi pubblicata dalMuratori con la data di S. Quirico ,nella quäle trattasi della quistione seil castello di Montepulciano era o no delcontado senese , per cui si adunarono nelcastel di S. Quirico i rappresentanti dellecittä di Siena, di Firenze, di Arezzo , diPerugia, di Pistoja , di Lucca e di Vol-terra, ed altri rappresentanti la Lega guelfatoscana , della quäle allora era capo Alde-brando Pannocchieschi vescovo di Volter-ra. La carta porta la data cronica del 5aprile 4205, giorno in cui furono esami-nati molti testimonj, presenti fra gli altrinobili quel Cacciaguerra e Cacciacontidella Scialenga, rannnentati nell’istrumen-to del 48 febbrajo 4497 di sopra citato.

A me sembra importante piü d’ogni al-tro quel documento in quantoche da esso