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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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si apprende che ad onta che le cittä fos-sero costituite in Comuni con i loro con-soli, potestä, rettoi'i econsoli dei mercanti,nobili, giudici, ecc., erano in primo gradogovernate dai conti, come sotto i Caro-lingi, non piü francesi ma che i rispet-tivi imperatori inviavano di Germania , eche quei conti dovevano essere amovibilianche dopo l’impero di Corrado II , giac?che dal conte Paltonieri che reggeva Siena ed il sno contado sotto quell’ imperatorenon meno di 4 conti si trovano uno dopol’altro a reggere quella cittä sotto il dilui successore Federigo I (dal 41S2 al 4480),i di cui nomi sono ivi indicati, e che fu-rono non meno di 4 conti di Siena sottol’imperio di Arrigo VI suo figlio (dal4490 al 4497). Finalmente da quel pro-cesso risulta che un altro conte Alemannoresse Siena ed il suo contado, compresoMontepnlciano, dove quei conti tenevanoun gastaldo a governare quegli abitanti,sulla fine del secolo XII, qoando regnavaFilippo fratello di Arrigo VI . (Oper, cit.)— V. Montagna di Cetona .

Del primo di quei conti, Paltonieri, indetto processo nominato, fa menzione unapergamena AeW’Jlrch. Dipl. Sauese del 44luglio 4454, dalla quäle apparisce che ilpadre di quei conte fu un altro conte dinome Forteguerra, il quäle in detto annoe giorno consegnö in pegno al Comunedi Siena i suoi castelli di S. Giovannid’Asso e di Avana , presso Chiusure, conle loro corti, a condizione di riprenderlidentro dieci anni.

L’Ughieri nel parlare di quei processo,disse che molti testimonj chiamarono ilconte Paltonieri comes et contadinus Co-mitatus senensis, spiegando la parola con-tadino per signore di qualehe luogo delcontado sanese.

Comunque sia, sembra certo che finodel 4454 il conte Paltonieri erasi stabilitoin Siena .

AI quäl fatto serve diconferma un istru-mento del 44 maggio 4437 scritto davantila chiesa di S‘. Cristofano in Siena , doveil popolo era adunato in comnni colloquio.Con il quäle atto diversi nobili di Staggia e Strove donarono a Ranieri vescovo diSiena la quarta parte di Monte Castelli,con altri beni posli nei castelli e borghidi Strove e di Moutagutolo sul Monte Mag-gio (Arch. Dipl. Sanese, vol. I delle Per-tjamene, n.° 24.)

Giä agli Art. Firenze, Pisa, Lucca , ecc.,si ä potuto rilevare che nei seeoli XIIe XIII, quando gl’imperatori Federigo I

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e II ed i loro figli facevano guerra allalibertä italiana, ed ai papi difensori diquesta sotto l’aspetto guelfo, i vescovi dimolte cittä della Toscana presiedevano'alledeliberazioni del loro Comune, e nel modoche trovammo in Firenze , nel prineipiodel secolo XIII, il vescovo Giovanni daVelletri; in Volterra il vescovo Ildebrandode’Pannocchieschi, troviamo quasi un se-colo innanzi a presiedere il popolo di Siena Ranieri I vescovo della stessa cittä dal4428 al 4466, talche il Pecci nella seriede’vescovi ed arcivescovi Sanesi, indicandole varie Offerte, accomandigie e donazionidi paesi fatti da diversi niagnati Sanesi alvescovo prenominato, non ebbe diflicoltädi qualificarlo capo della repnbblica nellospirituale e nel temporale.

INon parlerö della bolla del pont. saneseAlessandro III spedita da Roma nel 47maggio 4466 al popolo, ai consoli ed alvescovo di Siena , avvegnache in quellanon si tratta che di approvare i confinidiocesani, e quelli del contado di Siena con quelli della diocesi e contado di Fi-renze ; ne parlerö di due altre bolle del22 giugno 4476 e 48 giugno 1477, per-che la prima diretta da Anagni non trattache di confcrmare al vescovo di Siena unacerta chiesa posta nel distretto di Pog-gibonsi, e la seconda diretta da Venezia al clero di Siena , concede ai suoi abi-tnnti alcuni privilegi in beneinerenza diavere aderito alle parti prese da queipontefice nella guerra italiana eontroi’imp, Federigo I; per la quäl cosa quattroanni dopo Io stesso imperatore, mancatoai vivi quei sommo pontefire, fece asse-diare i Sanesi da un esercito tedesco (4485)dopo avergli tolto i suoi diritti nel con-tado; finche per mezzo del di lui figlioArrigo VI nell’anno appresso (4486, 25ottobre) furono restituiti nei loro diritti,concedendogli la solita elezione dei suoiconsoli e l’antico suo contado; ed ai loroconsoli fu concessa piena giurisdizione nellacittä di Siena e fuori, sopra gli uominiqnos habuit Episcopus senensis, e sopratutti gli abitanti del suo contado, salvain tutto l'imperiale autoritä. Item fu con-ceduto alla stessa cittä facoltä di p.oniaremoneta,'riservandosi il diritto del pedag-gio alle porte di Siena , e quello di riee-vere nnnualmente alla sua corte di SanMiniato 70 marche di argento, pari a lire350 di denari pisani.

I pesi imposti al comune di Siena nel25 ottobre del 4486 dovettero gravitareper piti anni sui Sanesi, tostoche coll’im-