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dimento eseguito, i nostri si diedero allafuga prevaiendo la parte avversa, nia nonessehdovi luogo a scampo, il vescovo Are-tino, soggiunse Tolomeo, facendo prigio*ni ed uccidendo, nocque molto aiprofnghi.
Ciö accadde il di 4 settembre del 4260e rimasevi il Carroccio e la Marlineliacon molto arnese de’ Fiorentini e loroamistadi.
Alla lunga e lacrimevole descrizione diquesta battaglia, che in piccolo assomiglie-rei al Waterloo del medio evo, aggiunseTolomeo questo fatto appena indicato dalcontemporaneo Malespini: che i Lucchesi,volendo salvare il loro contingente, si ri-tirarono sul poggio di Mont’Aperto, spe-rando di poter resistere per la buonatruppache avevano seco i tre figli del marcheseCorrado il vecchio Malespina; le qoalitruppe per mancanza di vettovaglie do-vettero poi rendersi prigioniere. Dopo ilTolomeo succede il cronista Gio. Yillani, ilquäle referisce il fatto medesimo giovan-dosi delle parole del suo concittadino Ri-cordano; senza dire di tanti altri scrit-tori ituliani, e specialmente sanesi, che neparlarono piü tardi.
Erano giä i vincitori tornati trionfuntiin Siena, quando arrivö in Firenze la tri-sta novella di tanta sconfitla, ftccompa-gnata dal ritorno di tanti fuggitivi nunzidella desolante strage de’ loro compagni;in guisa che a confessione dello storico,allora mente in Firenze , non fuvvi inessa cittä famiglia piccola o grande, cuinon mancasse per tale avvenlura uomoinorto o prigione; in modo da dover con-cludere ehe una lunga guerra politicaterminö con una breve battaglia.
In conseguenza della vittoria riportatasull’Arbia da’Sanesi, in queil’anno e nelsuccessivo 4264 fu riformata quasi tutta laToscana a parte ghibellina, ossia impe-riale; meno Lucca che accolse nelle sueinura il maggior numero de’ capi guelfidi Firenze, di Prato, di Volterra , ecc.,finche i Lucchesi nel 1262 assediati dallegenti ghibelline furono astretti a licen-ziare e inviare a Bologna cotanti amici.
Gin , come ho detto, fino dal 4232 lacittä di Siena riformando il suo governo,e sostituendo i priori ai consoli, composequesto di nove individui che chiamö inove signori e governatori della repub-blica, eletti fra i popolani grossi, ai qualiriesci di governare la loro patria dal 4232sino dopo la vittoria di Montaperto; nelquäle anno 4260, trovandosi la parte ghi-bellina molto potente, entrö in Signoria
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parte di gentiluotnini e Cavalieri, fra iquali erasi acquistato assai riputazione ilnobile Provenzano Salvani, comeche egliin quel tempo fosse stato eletto po-testä in Montepulciano (Malavolti, (Stör.San., lib, I, p. II), e comeche contro Mon-tepulciano appunto si rivolgessero le forzede’ Sanesi e de’ Tedeschi dopo la vittoriariportata nei eampi di Montaperto.
Non solamente la storia ma un diplomaoriginale del re Manfredi spedito ai Sa-nesi da Foggia li 20 novembre del 4260ne persuade di ciö. ( Arch . Dipl. Sanese,vol. delle pergamene).
E innanzi di criticare con fondamentoil noslro Alighieri, che nacque in Firenze cinque anni dopo, bisognerebbe esaminarese Provenzano Salvani realmente si recöa Montepulciano o se restö in Siena (co-me sembra) a dirigere con la sua in-fiuenza il timone di quella repubblica, ese troppo esagerate furono le espressionidi Dante , allorche nell’XI del suo Purga-lorio fece dire all’ombra di Orderissi daGubbio :
Qnegli h, rispose, Proveitzan Salvani
Ed e qui,perche fu presuntuoso
A recar Siena tutta alle sue manij
cioe a disporre dejj a cittä tutta a suotalento, Vogliono non ostante molti dellanostra etä dare al Provenzano maggiorvirtü e piü disinteressamento verso la suapatria, per essere stato cotal uomo, anchedopo la battaglia di Montaperto, che nonsdegnö nel 4261 coprire l’uffizio di pote-stä in Montepulciano , per quanto in quel-l’anno eotesta ultima terra fosse assediatadai Sanesi, coi quali non capitolö primadel luglio di detto stesso anno. — VediMontepulciano .
Inoltre e fama che la Rep. San. volesseperpetuare nelle sue monete la memoriadi quella giornata vittoriosa con la dop-pia leggenda Sena Vetus-Cinitas Eirginis.
Fra le pergamene poi di quel tempoche conservansi nell’^rc/t. Dipl, di Siena ,oltre il trattato di pace fra i Sanesi edi Fiorentini incominciato nel 23 novem-bre del 4260 ed approvato dalla Signoriadi Firenze nel gennajo successivo, meritaper la storia politica di essere qui ram-mentato che nel 4267 disimpegnava 1’ uf-fizio di potestä in Siena , eol titolo di vi-cario del conte Giordono per il re Man-fredi, mess. Petricciolo da Fermo ; men-tre mess. Guglielnio da Pietracupa eser-citaya l’uffizio in Siena di capitano del