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popolo e di quel Comune. Infatli una per-gamena del 40 novembre 4267 ci avvisache i signori nove con i 4 provveditoridel Comune, ossia di Bicherna , ed il giu-dice assessore del consiglio del popolo ,adunati nella chiesa di San Crisiofano ,alla presenza del prenominato vicario re-gio e del detto capitauo del popolo, accet-tarono in accomandigia il castello, di-stretto ed uomini di Batignano .
Lo stesso Malavolti che pubblicö unosquarcio di quel doeumento diede anchealla luce altra scritlura sanese deläago-sto 4262, dalla quäle si rileva che nonera piü in Toscana il conte Giordano vi-cario del re Manfredi, e che in dettoanno disimpegnö in tutta la Toscana quella carica mess, Francesco Semplice ,potestä e nel tempo stesso capitano delpopolo e Comune di Siena , allorche daun rappresentante del conte Pepone diCampiglia d’Oreia fu prestato giura-niento d'obbedienza a quel re ed allastessa cittä. Peraltro nelPanno stesso 4262trovo capitano del popolo e Comune diSiena mess. Gherardino de’Pii, siccomefu potestä della stessa cittä un mess. Gi-liolo a Padule; ond’e che nella scritlura del3 ogosto -1262 iudicata dal Malavolti, enella quäle il sindaco del conte Peponepresto giuramento di fedeltä a mess. Fran-cesco Semplice, come vicario generale inToscana pel re Manfredi, non si nomi-nano ne il potestä, ne il capitano del po-polo di Siena che fino d’allora vi dove-vano perö risiedere nei nomi e personaggiteste nominati; tanto piü che lo storicodi sopra citato ne avvisava che nel tempoche il re .Manfredi mandö in Toscana , invece del conte Giordano, il signor Fran-cesco Semplice suo vicario generale, eranella podesteria di Siena mess. Giliolodalla Palude; mentre per mezzo del si-gnore Gherardino de’ Pii capitano del po-polo di Siena si era ritornato piü vollearmati alla Rocca a Tentennano occupatadolle genli del conte lldebrandino delconte Bonifazio seniore di Santa Fiora ;col quäle finalmente al Bagno a Vignonenel 34 ottobre del 4262 si convenne diriconfermare la capilolazione futta su taleproposito il 47 maggio 4251, facesse cioeOpera che i suoi capitani della maremmaobbedissero al Comune di Siena e termi-nasse 1’ edifizio del palazzo che aveva inSiena contiguo alle mura castellane nelpopolo di S. Andrea, situato nel luogooggi detto il castellare de’ Malavolti, daiquali fu abitato, (Oper, eil,, lib, II, p, II).
Toscana
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F rattanto i Lucchesi obbligati dalla forzapredloininante a sottomettersi insieme congli altri della Toscana alla taglia ghibel-lina, onde riavere i suoi bravi restati pri-gioni in Siena , nel tempo stesso da unaltra parle il pont. Urbano IV preparavala rovina del re Manfredi e di tutta lacasa imperiale di Svevia.
Fu per effetto di una politica siffattache il partito di Federigo II e de’suoi figlie nipoti andö di mnno in mano declinandoa segno da trovarsi costretto di cedereal guelfo Carlo d’Angiö fratello di S. Luigire di Francia. E cosa notabile per lastoria italiana di vedere espulsa d’ Italia e finalmente estinta la casa imperiale diFederigo 1 e II per causa di un ponte-fice, Urbano IV , Il quäle avvenimentorendesi anebe piü singolare, quante voltesi pensa che in quell’ anno stesso in cuicalava in Italia Carlo d’Angiö ehiamato adornarsi la fronte della doppia coronaGelle Due Sicilie, si eleggeva in Milano l’arcivescovo Ottone Visconti , originedella fortuna e potenza politica di quellaprosapia in Lombardia ,
Appena succeduto nel febbrajo del 4263a Urbano IV il pont, Clemente IV, Carlod'Angiö pari! per mare dalla Provenza accompagnato da uno scelto nutnero dimilizie per caceiare Manfredi ed i suoidalla bassa Italia , mentre poco dopo scesedalle Alpi della Savoja per il Moncenisioun’ armata francese destinata allo stessoscopo. La quäl cosa obbligö il re ghibel -lino a riehiainare dalla Toscana quasi tuttii Cavalieri e fanti tedeschi che vi avevamandato. — [Atch. Dipl. San., vol. FlIIdelle Pergamene, N.° 789).
Ad un esercito animoso come quelloche correva alla conquista del regno diNapoli si unirono per via, oltre altri vo-lontarj, 400 Cavalieri fiorentini guidati abl’iinpresa dal guelfo conte Guido Guerradi Dovadola, nel mentre che il ghibellinoconte Guido Novello di Modigliana , suoeugino, esercitava in Firenze l’ ufficio divicario regio in nome di Manfredi.
Ma 1’ ora estrema di questo figlio ba-stardo di Federigo II era per battere ecotest’ ora suonö nel di 26 febbrajo del4266. Fu nei campi di Benevento doverimase eslinto il coraggioso re, il cuicorpo venne riconoseiuto dopo tre di frai cadaveri dei vinti.
La notizia della morte del re Manfredirecö tale sorpresa ed abbattimento nelpartito ghibellino, che poche cittä ebberoil coraggio di mantenersi fedeli al suo
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