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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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partito. Di quest’ultime fu la cittä di Sie-na , ad onta della seomunica minacciatadal pont. Ciemente IV, non ostanle' chel’emula Firenze avesse riformato al paridi Lucca e di molte altre cittä e terredella Toscana il governo a parte guelfa.

Arroge che i! miovo re di Napoli , adoggetto di comprimere, giaeche era im-possibile distruggere affatto, il partito ghi-bellino od imperiale, inviö 1’ anno dopo(1267) per vicario regio e maresciallo diarmata, nccompagnato da 800 Cavalierifrancesi, il come Guido di Monfort, ma-rito della Contessa Margherita Aldobran-deschi di Soana.

E fu in quell’ anno che i ghibellini es-sendosi ritirati in Poggibonsi , contro essie contro i Sanesi si accampö 1’ esercitodei maresciallo, cui si uni quello del reCarlo e dei Fiorentini con niolti altriToscani.

L’unica speranza degli imperiali d’Italinera riposta in Corradino, giovinetto natoda Corrado, (igliuolo legittimo dell’imp.Federigo II.

A lui percio i ghibellini di Toscana e dialtre parti d’ Italia inviarono messi inGermania per indurio a dispetto di suainadre a venire in Italia a riprendere ilregno avito perduto. Ma il pont. Ciemen-te IV facea di tutto per staccare i po-poli dal partito del re Corradino j eYArch, Dipl. San. coiiserva una holladiretta da Vilerbo li 11 moggio del 1267al governo di Siena perche obbedisse agliordini di quel pontefice cittadino. ( Loc .cit., Pergam. 838).

In conseguenza di ciö nel primo di-cembre successivo i signori nove ed ilpopolo sanese elessero in loro capitanogenerale Enrico re di Castiglia per ilcorso di B anni, {Loc. cit ., Pergamena ,JV.° 871).

Contuttociö i ghibellini di Siena e dialtre cittä e terre della Toscana invia-rono al giovane Corradino circa cento-mila fiorini d’ oro e di altri soccorsi fuegli fornito dal governo sanese nella pri-mavera del 1268; allorche gli pagö persaldo 4200 onze d’ oro, come apparisceda ricevuta dello stesso re Corradino datain Pisa li 14 maggio del 1268. — ( Arch .Dipl. San., vol. IXtlelle Pergam. , iV, 0 874).

Accreseiuto in tal guisa di mezzi e rac-colto buoti numero di soldati Corradinoparti da Pisa per Poggibonsi e Siena , ecosli ebbe notizia del primo fatto d’arrni 1accaduto nel Val-d’ Arno superiore a!Ponte di Valla favorevole ai suoi.

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Fu allora che i Sanesi salili in grandisperanze si diedero a mozzar torri edatterrare palazzi a famiglie guelfe so-spette,

Continuö da Siena il suo viaggio Cor-radino alla volta di Rieti senza far casoalcuno delle scomuniche contro lui e Icsue genti armate dal pont. Ciemente IVin Viterbo nel giorno del giovedi Santoanteriormente fulminate; talche si dice chequel pontefice alla notizia della sua mar-cia verso il regno di Napoli compassio-nasse l’incauto giovinetto quäl vittima cheandava al sacrifizio.

Ben presto pertanto cotal pronosticosi avverö nel passaggio di Tagliacozzo,dove, nel 23 agosto del 1268, si vide ri-voltare la vittoria dalla parle del nemicocon la prigionia dello stesso Corradino,il quäle nell’ottobre successivo lasciö lasua testa recisa da infame carnefice inNapoli .

Giuntu in Toscana la trista nuova dellabattaglia di Tagliacozzo, e quindi dellatragica morte dell’ultimo rampollo dellacasa di Svevia, due sole cittä, Pisa e Siena ,non innalzarono Io stendardo degli An-gioini, talche il Comune di Siena dopoaver radunato quanti fuorusciti ghibellinipote, mettendo alla testa del suo nuovoesercito il loro abile capitano, Proven-zano Salvani, avviandosi sotto Colle diVal d’Elsa , dichiararono la guerra a que-sta terra ed ai Fiorentini che la proteg-gevano.

A tale avviso si mosse da Firenze conle sue genti il vicario regio di Carlod’Angiö, conte Guido di Monfort, ac-c.ömpagnato dall’oste fiorentina e da moltetruppe della Lega guelfa Toscana.

Ostinata e terrihile riesci quella batta-glia, nella quäle fu rotto e sconfitto l’e-sercito ghibellino con gran perdita de’Sa-nesi, ai quali si potrebbe dire, che il di44 giugno del 4269 riescisse quasi altret-tanto funesto sull’Elsa, quanlo era statodisastroso ai guelfi suH’Arbia il 4 settem-bre del 4260. Avvegnache pochi Sanesi sisalvnrono, e Provenzano Salvani, che neicampi di Montaperto aveva cotanto con-tribuito alla vittoria de’ghibellini, sottoColle di Val d’Elsa venne trucidato, ed ilsuo eapo portato sopra una picea nelcampo de’vincitori.

Un anno dopo la battaglia di Colle, eprecisamente nel luglio del 4270, la cittädi Siena ebbe a soffrire dai Francesi co-mandati dal conte Guido di Monfort vi-cario regio, un disastroso saccheggio; Io