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il ministrro di Filippo il Bello , accompa-gnato da uno scelto numero di servitorisoldati, i quali s’innoltrarono insiemecon altri nemici di Bonifazio VIII finoad Anagni , residenza allora di quel papa,dove di notte tempo fa sorpreso e con-dotto prigione in Roma , talche ivi fra ildolore ed il furore a quel pontefice mancöla vita, mentre al traditore Musciatto furegalato dal conte di Valois il caslello diCarmignano .
Cinque anni dopo i signori Nove nel-1’ intenzione di reprimere 1’ andacia deimagnati che in Siena miravano a signo-reggiare la plebe , ordinarono la istitu-zione delle contrade che fino d’allora esi-stevano in Siena , divisa per terzi e percompagnie, ciascuna delle quali al suonodella campana del pubblico eleggeva i suoiußiziali, cui presiedeva il gonfaloniere diquel terzo, Nei casi di riforme , solleva-zioni, ecc., la contrada capitanata dai suoiufliziali accorreva al palazzo pubblico inpiazza per eseguire gli ordini dei suoimagislrati.
All’efFetto medesimo furono organizzatele compagnie nelle masse e nei vicariatidel contado, sotto il coinando de’ centu-rioni o capitani, ecc.
Cotesta istituzione sembra si nssomigliai 46 gonfatoni delle arti introdotti inFirenze nel secolo XIII, e piü recente-inente alle compagnie delle guardie civi-che istituite nel 4846 quasi in tuttaItalia .
Le 47 contrade di Siena sono attual-inente destinate a fare una comparsa af-fatto teatrale nei giorni precedenti o nellostesso giorno 2 luglio e 46 agosto , neiquali suoi praticarsi in Siena nel girodella gran piazza del campo la corsa deifantini.
Ma per tornare alla storia dirö, qunl-inente a speranza del partito ghibellinonel 4314 calava a prendere la corona im-periale Arrigo di Lussemburgo nemico di-chiarato de’ governi guelfi. Siena e Fi-renze furono in Toscana le due cittä chechiusero le porte in faccia a quell’ impe-ratore, ed il magistrato dei Nove tornöa pubblicare in Siena il bando di esclu-sione dei nobili e magnati dagli uffizjpubblici.
Di ritorno dal mal tentato assedio diFirenze, l’esereito di Arrigo VII prese lavia di Siena per recarsi di Iä in Val diMerse ai bagni di Macerata , quando aquel Cesare, venuto in Buonconvento , siestinsc la vita, liberando da un gran li-
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more il governo di Siena e tutto il partitoguelfo d’Italia .
Ma la cittä di Siena aveva in casa dellepotenti famiglie ghibelline. Tale era quellade’Salimbeni, nemica acerrima della guelfade’ Tolomei ; talche nel 46 agosto del4345, nel giorno appunto della corsa deifantini sulla piazza del campo , molti deiTolomei si affrontarono con quelli di casaSalimbeni, si ferirono, si uccisero, ed ilpopolo armato corse chi a sostenere unaparte, chi 1’ altra; e sebbene arrestassealquanto le conseguenze di tanta ostilitäl’arrivo in Siena del principe di Taranto fratello del re Roberto di Sicilia nell’attoche recavasi nella Val di Nievole controil ghibellino Uguccione della Faggiuola ,pure la vittoria da quest’ultimo riportatapoco dopo nei campi di Monte Catinorianimö i Salimbeni con tntti quelli delloro partito. Che se il Faggiuolano,che rin-novö sotto Monte Calini la memoria dellasconfitta di Montaperti , fosse stato cosiprudente nel governare, come si moströvalente neH’arte militare, egli divenir po-teva 1’ arbitro della Toscana .
All’incontro Uguccione con i suoi modiseveri di governo resesi talmenle odiosoche in un sol giorno trovossi cacciato daLucca e di Pisa , due cittä giä da lui con-quistate; locche fu di sommo conforto aigoverni guelfl della Toscana, ed in Siena molte famiglie giä ghibelline si ridusseroguelfe ed incominciarono a tornare al-I'obbedienza de’signori lXove. Ma nel 4324essendosi rinnovato tumulto contro quellaSignoria, furono presi parte de’ ribelli edecapitati e ad altri fuggitivi dato il bandodi fuorusciti.
Accadeva tutto ciö 1’ anno innanzi chei soldati della Lega guelfa nel settembredel 4325 ricevessero in Val di Nievole sotto l’Altopascio altra solenne disfattada Castruccio Antelminelli, nuovo e piüvalente capitano di Lucca .
In conseguenza di tanto eccidio i Sa-nesi al pari dei Fiorentini adottarono inloro vicario e governatore il dUca di Ca-labria figlio del re Roberto di Napoli, efu ad insinuazione dello stesso duca chele famiglie magnatizie Tolomei e Salim-beni fecero tregua nel luglio del 4326 dadurare per cinque anni
Due anni dopo il magistrato di Siena ordinö il censimenlo delle famiglie dellacittä, e Io storico Malavolti asseri (nonsaprei dire su quali basi) che allora ilterzo di cittä, diviso in 20 compagnie ocontrade, contava famiglie 4227; che nel