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i signori Nove; talche il patriarca vedan-dosi male apparecchiato a poter resistereal popolo armato ed in sommossa, ognieosa concedette alla loro volontä; ma ve-dendo il patriarca che il minuto popolocercavn la libera signoria, e ehe questospiaceva agli altri, i grandi cittadini co-minciarono a far rumore, e tutta la cittänello stesso mese di maggio fu di nuovosotto l’armi; talche innanzi che terminasseil mese di maggio, l’imperatore mandö adire ai Sanesi che gli rimandassero il pa-triarca suo fratello salvo, e che fucesserodi quel governo come a loro piacesse.(SIatteo ViLLANt, Cronica , lib. F, cap.29 e 36).
Nuova rivolta si suscitö in Siena unmese dopo, ad oggetto di mettere nel go-verno tutti gli uomini del popolo , ( lococitato, cap. 65.)
Allora al magistrato de’ Dodici fu ag-giunto il capitano del popolo che entröin officio il -i. 0 luglio, dai di cui ordinidipendevano i capitani delle compagnie,ossia i centurioni delle contrade, da du«rare in uffizio soli due mesi, e non piüsei come per il passato.
Ma e altresi vero che le compagnie delpopolo non erano piü quelle che con tantoanimo e virtü, senza essere salariate, figu-rarono cosi bene nei campi di Montaper-to; ne piü il campanone della Torre delMangia chiamava i cittadini aU’urmi perdifendere la cittä dai nemici esterni, piut-tosto che per ispegnere i tumulti interni.
Era giä cangiata in Italia maniera divivere e di dominare; si volevano dellecompagnie di soldati o masnade estereprezzolate, delle quali per buona sorteoggi non si contano piü che pochi Sviz-zeri; donde principi e popoli diversi dopoil secolo XIV ebbero a soffrire per iungaetä soperchierie immense e conseguenzedolorose.
Il Comune di Siena fu uno de’ primi arisentirne i dannosi effetti, allorche unanumerosa compagnia di soldati a piedi ea cavallo guidati da un Cavaliere proven-zale per nome Fra Moriale dopo averservito il re d’ Ungheria contro la reginaGiovanna di Napoli, dopo avere nel suoritorno devastato varie cittä, si ridussenel contado Sanese, dal cui governo nel4354 ottenne la somma di fiorini 43,300;quindi la repubblica di Firenze dove pa-garne il doppio, e quella di Pisa non meno.Le quali tutte ebbero tt soffrire l’onta dicomprare da quelle masnade un’ incerta edinstabile pace che non oltrepassava i due
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anni, finche direttosi Fra Moriale con la suacompagnia per la Romagna in Lombardia contro l’arcivescovo di Milano, n’ebbe in 4mesi 150,000 fiorini. Allora Fra Moriale ac-comodö la compagnia al conte di Landoche dichiarö suo vicario, ed egli se n’andö aPerugia per provvedere come alla tornatadella sua compagnia egli potesse in Italia maggior male adoperare; ma di Perugia recatosi a Roma , il tribuno come suo tra-ditore e come capoladrone di varie cittädella Marca, di Toscana e di Romagna , glifece tagliare la testa, ed i suoi beni furonoconfiscati, Ilchiarissimo Cibrario sulla scor-ta del cronista sanese Andrea Dei, dice chenel 1357 si pose una Presto a Siena di dueper migliajo per causa del conte di Lando,ed ebbonsi dalla sola cittä 40,000 fiorini,locche corrisponderebbe al valsente di20 milioni di fiorini o di zecehini, cir-ca 280,000,000 di lire fiorentine. (Mat-teo Villani, Cronica , lib. IF, cap. 46 e23. Andrea Dei, Cron. in R. Ital. Script.,tau. XF.)
Ma la decapitazione di Fra Moriale nonincusse alcun timore alla sua compagniadiretta allora dal conte di Lando, la quäledopo avere cavalcalo dalla Lombardia inRomagna e di lä nel regno di Napoli ri-tornö nella Marca ed in Lomb^t'diaj con-dotta nel 1357 dai Collegati ctontro il si-gnore di Milano , soldandola per fiorini31,000. Alla pace fatta nel maggio del 4358fra il Visconti di Milano ed i Collegati diLombardia anche la compagnia del conteLando era rimasta libera, ed apparecchia-vasi a molte altre novitä, una delle qualifu quella che appena ritornata in Bologna ed in Romagna , nel mese di giugno 4358,chiese baldanzosa al Comune di Firenze il passo, chiamata a Siena dov’ eranoaltri tedeschi della nuova compagnia diArricchino di Bongardo, la quäle fino dalprincipio del detto anno 4358 era staiapresa a soldo parte dai Perugini e partedai Sanesi loro nemici; ai quali tornö ancheper altra via nel mese di luglio la com-pagnia stessa del conte di Lando, chedopo essere stata piü giorni al Bagno aMacerata ed a Buonconvento andonne aIsola d’Arbia, e lasciando Siena alle sue reni,se n’andö alle Pomarance in quello di Pisa ,dalla quäl cittä aveva preso la condotta,(Op. cit., lib. IX, cap. 29.) Morto in bat-taglia, nel marzodel 4362, il conte di Lan-do, il Comune di Siena chiamö al suosoldo quella stessa compagnia inglese dalla quäle i! conte di Lando era statoucciso, e cosi tanto i Sanesi quonto le