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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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altre repubbliehe della Toscana si reserosempre piü tributarj di cotesli ladroni,pronti sempre a nuovi saccheggi e fortiinchieste di denari, ed a vendersi al mag*giore offerente. Una perö di coteste Com-pagnie, quella del Cappelletto, nel passag-gio che fece della sua condotta dai Peru-gini ai Fiorentini fu combattuta e dispersanella via di Torrita dai Sanesi; la quälesconfitta fu pure dipinta in una delle saledel palazzo pubblico in Siena .

In questo frattempo anche il popolo Sa-nese si era diviso in due sette come aPistoja i bianchi ed i neri, a Pisa i Ra-spanti ed i Pergolini; e cosi in Siena i Ca-reschi ed i Grasselli. Capi di quelli eranoi Tolomei, capi di questi i Salimbeni. Edil governo de’Dodici artifieiosamente con-correva a tale divisione col fomentare trauna famiglia e l’altra le cause di scandoli,atli a ravvivare le discordie antiche. Dellaquäl cosa accortisi molti del popolo grassoe magnnti, armati i loro aderenti nel set-tembre del -1368 fecero impeto contro isignori Dodici, ehe cacciarono tosto di pa-lazzo, poi di ciltä, ed ordinarono la nuovaSignoria composta di 43 personaggi, diecidei quali dell’ordine del popolo grasso etrc dell’ordine che si disse del Montedei Nove.

Ma non avevano appena costoro presole redini del governo, che nel meäe me-desimo si suscitö un’altra rivolta controi nobili mossa dal popolo minuto e dauna parte di soldatesca inviata dall’irnpe-ratore Carlo IV sceso di nuovo in Italia ;sieche un altro magistrato fu formato didodici signori, olto dei quali eletti fra ilpopolo, e qualtro de’ gentiluomini. Tali etante furono allora le mutazioni de’ reg-gitori politici di una repubbliea, che aiSanesi piü che ai Fiorentini si addireb-bero quelle parole dell’Alighieri, che di-ceva rivolgendosi alla sua patria.

Verso di le che fai tanlo sottili

Provvedimenli, ch’a mezzo novembre

Non giunge quel che tu d’ollobre fili.

Infatti pochi giorni dopo la riformateste accennata, Siena servi di teatro aduna rappresentanza semi-tragica per lacomparsa delF imp. Carlo IV , rappresen-tanza che incominciö col dovere il ma-gistrato della citla riscattare la coronaimperiale impegnata per bisogno di danarial Comune di Firenze . E non era giuntoal suo termine 1’ anno 4358 quando un’ultra eontrorivoluzione insorse nel po-

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polo di Siena che volle riformare il ma-gistrato dei dodici portandolo al numerodi 15, oitto dei quali fra i popolani, tredell’ordine dei nove e quattro della listadei dodici; alla quäle riforma fu aggiuntoil Consiglio del popolo composto di 450voci e questo costitui poscia il Monte de’Riforma tori.

Si tentö ancora di sopprimere il voca-bolo di Monti; ma frattanto fece ritorno daRoma a Siena lo stesso imperatore , ilquäle promise di conservare a questo po-polo gli antichi statuti, ed intanto chiedevale principali fortezze delle Staio.

Alla quäle inchiesta essendosi franca-mente opposto il Consiglio del popolo ode’Riformatori, allora Carlo IV , risolve dirimettere le differenze all’arbitrio de’giu-dici e del legato apostolico, il cardinaledi Bologna, arrivato di eorto in Siena .

Bla il popolo sanese erusi insospettitoche il caro imperatore volesse vendere lacittä e lo stato ad altri padroni, siccomelo confermarono le misure politiche presedalla Signoria de’ Dodici, fatta ligia diCarlo IV .

Infatti questa con 1’ ajuto delle truppetedesche, del Cardinal legato e di NicolöSalimbeni, ospite di Carlo IV , nel 48 gen-najo del 43G9 mosse contro le genti chefavorivnno l’antico magistrato de’Nove.

Allora il popolo urmatosi corse in piazzaal palazzo pubblico, di dove cacciö il ma-gistrato de’ 45; indi col capitano del po-polo alla testa, a bandiera spegata, andöincontro alla squadra tedesca in mezzoalla quäle era l’imperatore, che accompa-gnato da un gran corteo recavasi al pa-lazzo pubblico per istallarvi in arbitro ilCardinal legato; per la quäl cosa s’im-pegnö fra i tedeschi ed il popolo talezuffa, che poco mancö che allo stesso im-peratore non fosse mancata la vito; stan-teclie in quello scontro essendo accadutoun grandissimo eceidio di quelli che vo-levnno opporsi alla furia popolare, l’im-peratore fu astretto a tornare indielro erinchiudersi nel palazzo de’Salimbeni, doveabitava.

Non contento perö il popolo minuto diaver rotta la cavalleria e fanteria tedesca,volle assediare lo stesso imperatore inquel palazzo; per cui s’ intromisero aliberarlo ed il Cardinal legato ed alcuninobili cittadini, sieche Carlo IV fu co-stretto a Iasciar Siena senza potervi farealcuna innovazione.

E altronde vero che cotanta ingiuria ecotale dimostrazione ostile dove costare