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ni Sanesi rnolti denari, cosi essendo osoCarlo IV specialmente a ristorare le suevergogne.
Dalla impetuosa sollevazione falta inquell’emergente dai Sanesi, dalla quälepiü di un esempio si vide alla nostra etä,si scorge bene ciö che possa una popo-lazione inasprita ed animosa contro truppeagguerrite, ma prezzolate.
Se perö da un canto il coraggio e ar-dire de’Sanesi per siffatta impresa crebbenssai, non si pnö altronde negare che lacittä loro non rimanesse piena di tumultidentro e fuori, dove i fuorusciti facevanocontinue scorrerie e depredazioni i nobilicontro i popolani; talche 1’ imperatoreCarlo IV destinö la Signoria di Firenze in orbitra. Ma niuna delle due parti ac-cettö il primo lodo, e solamente entrambeaderirono al secondo pronunziato li 30giugno del 1369, a condizione che i fuo-rusciti politici potessero tornare in patriaed essere nominati a tutti gli impieghi,meno quelli della Signoria e del Consigliogenerale de’Riformatori.
Ma se ciö ebbe effetto per un giudiziood un lodo esterno, difflcilmente suole que-sl’ultimo andare esente fra gente energicadalla comniozione di cittadine discordie.Tali infatti furono quelle che nel 1370 siesercitarono dentro Siena dalla compagniadel Bruco verso la residenza del potestä,detto allora il Senatore, verso il palazzopubblico equello de’Salimbeni, respingendocon la forza una mano di nobili che pre-sero arrai per abbattere quella plebaglia;sino a che una mattina di luglio del dettoanno, unitasi alla compagnia del Brucoquella del Popolo, corsero unite al palazzode’Signori in piazza e volendo riformarequella magistratura, cacciarono di lä deiquindici i quattro nobili ed i tre del-1’ordine de’nove, che risiedevano nellaprima magistratura della Rep., in luogode’ quali 7 furono scelti come gli altri 8fra il popolo.
Ma non era ancora giunto al suo ter-mine quel mese di luglio che il nuovomagistrato fece assaltare improvvisamentenelle proprie ease le genti della compa-gnia del Bruco, nome restato ad unadelle 22 contrade della cittä e nel quar-tiere di Porta Ovile. Ma quella gente le-vatisi a rumore, corsero a gridare per lacittä all’arme, ed unitisi al popolo sbara-gliarono i eongiurali, ai di cui capi fumozza la testa e dichiarati ribelli i fug-gitivi. Quindi fu riformato il primo ma-gistrato, 12 de’quali furono nominati fra
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i popolani e tre soli dell’ordine de’nove,e furono levati dal reggimento tutti quellidel numero mediocre del popolo. S’ ag-giunsero poi al numero de’ riformatoriquasi tutti i ininort artefiei del popolominuto.
Una simile riforma costö la testa nonsolo al capitano del popolo, ma ancora aigonfalonieri dei tre terzi, e la pena del-l’esilio e della borsa a moltissimi.
Ed essendo il pubblico per le moltespese in quei frangenti senzagrande asse-gno, fece quel magistrato de’quindici ven-dere tutte le entrate pubbliche per treanni, che ne cavarono 318,000 mila fio-rini d’oro, non so se per una volta tanto,oppure ogn’anno.
Era in quel tempo la cittä e contadodi Siena afflitta non solo dalle guerre ci-vili ma ancora dalla careslia e dalla pe-ste; talche quattr’ anni dopo valeva lostajo del grano in Siena due fiorini d’orolo stajo, e per tutto generalmente in Ita-lia fu gramiissima penuria fino alla rac-colta dell’ anno 1375 che fu abbondan-tissimn.
In quel frattempo il Comune di Siena ereö la balia de’ Dodici di guerra per in-viare gente a Boccheggiano ed a Monte-massi in Maremma , due castella pi'g§e edifese dai Salimbeni.
Cotanti malumori, si frequenti muta-zioni e forme di governo, rendevafio sem-pre piii ardite le comjoagnie de’ masna-dieri di strada e quelle di gente armataed ordinata, a cui il gov erno di Siena pagöriscatto, come quelle di sopra annunziate,o che per suo appoggiio ancbe dopo quel-1’ epoca con molto dan aro assoldö.
Tale fu nel 1380 la compagnia di SanGiorgio, alla quäle il governo fece dare12,000 fior. Talela compagnia degli Inglesich’era costata , altrettanta moneta ; talequella della Stella che non parti dal con-tado di Siena se prima non ebbe 10,000fiorini; per lasciare di tante altre masna-de, alle quali bene spesso si univano ifuorusciti politici ribelli della repubblica,
Una delle ultime compagnie che ricevescaccoinalto dai fuorusciti nobili sanesifortificati in San Quirico fu quella di 150lance di brettoni inviate a quella voltacon altra oste dal magistrato de’riforma-tori di Siena : dove furono rotti con dannograndissimo quei reggitori, avvegnache ve-nuto il tempo di fare tratta della nuovaSignoria (nel marzo del 1384) non pic-colo tumulto insorse fra quei cittadini,sostenuti dai nobili, talche il governo de’