*338 SIE
stelli e fedeli alla Repubblica Fiorenti-
na, protestnndo di far ciö per il dolore di
vedere la sua patria retla da chi la voIeTa
schiava.
Ma le alternative della guerra, ora fa-vorevoli, ora contrarie, cui accrescevaspavento non tanto la peste, quanto unaspaventevole carestia, influi non poco apiegare gli animi nel 4392 a ragionamentidi pace , che invano nn anno innanzi ilpont, Bonifazio IX aveva predicato, la quälpaee non senza qualche diflicoltä final-mente con la mediazione del doge di Ge-nova fu conclusa nel 26 gennajo -1392; frai capitoli della quäle vi era che fosserorestituiti ai Sanesi dai Fiorentini tutti iluoghi occupati dopo la Lega del 9 otto-bre 4389 e viceversa, e che il Conte diVirtü non dovesse intromettersi piü nellecose poiitiche di Toscana , comecche que-sto signore anche dopo la detta pacecontinuasse ad intrigarsi negli aflari dellaToscana , siccome lo dimostra per tuttil’evento della cittä e contado di Siena ca-duto in sua balia Otto anni appresso, esoli due anni dopo che vi cadesse la cittäe contado di Pisa ; senza dire dei patti dialieanza che i Sanesi ed il traditore Ap-piano strinsero nel diceinbre del 4396con lo stesso Visconti; e senza ripeteresulla pace rotta poco dopo col Fiorentini,sieche du una bandn e daH’altra si tornöu far preda e scorrerie nei conladi ri-spettivi per poco innanzi che dalFAppianofosse vendulo al Visconti la cittä e con-tado di Pisa , nientre i Sanesi nell’ultiinomese dell’anno 4398 deliberavano di sot-tomettere la loro patria all’arbitrio diquel medesiino signore,
Frattanto che la cittä di Siena perdevala sua liberlä, la fame e la peste concor-revano a gara ad accoppiarsi per aflliggerequella popolnzione e le pazze misnre presedai suoi governanti; ed il suo popolo nii-nuto, (quasiche mal comtine fosse mezzogaadio), si ricreava nel sentire che anchela.cittä di Perugia era ridotta alla con-diaione stessa di Siena , tristo compensoa tanti mali, quando intese che anche Pe-rugia l’anno dopo era cuduta sotto le gran-fie del Conte di Virtü , siccome vi caddedue anni dopo (nel 4402) anche la cittädi Bologna .
In tale stato di cose la Rep. di Firenze circondata da ogni parte dal potente Vi-sconti trovavasi in assai pericolosa situa-zione ed in procinto di cader vittima diquel niostro, quando la solle troneö lavita (3 settembre 4402) al prepotente bi-
SIF.
scione, alla vigilia di farsi padrone dilutta l’alta Italia e della Toscana , talchäla morte di Galeazzo Maria fu vita ditanti popoli oppressi che potremo final-mente cantare col cronista: Pincula fraclasunt, et nos libevali sumus. Ma i Sanesiaspettarono fino al 4404 prima di licen-ziare le truppe ed ii luogotenente mila-nese, onde tornare a reggersi a Comune;concludendo nel teinpo stesso (6 aprile4404), tale pace di reciproca soddisfazione,nella quäle non solo furono richiamatitutti i fuorusciti, ma restö convenuto chela terra di Montepulciano resterebbe aiFiorentini , e quella di Lucignano aiSanesi,
Tre anni dopo Ladislao re di Napolitentö di fare con i Sanesi un trattato a(hmno dei Fiorentini appoggiando le sueistanze con una numerosa oste penetratafino a Buoriconvento.
Ma per quanto quelle genti d’armi si fos-sero avvicinate con la cavalleria fino sottole mura della cittä, per quanto le arsionie saccheggi di quella soidatesca fosseroinfiuiti, nulla valse a rimuovere quel go*verno dal suo proposito, ne appariva in-dizio alcuno di resst, sicchfe l’esercito re-gio dopo lo spoglio di quei dintorni fucostretto ritirarsi d i lä , e per Asciano entrare in Val di Chi«na ’e di primagiunta andö ad aceamparsi sotto MonteSavino , terra della Rep. Fior., nella spe-ranzu di presto possederla. Ma anche que-sta lusinga essendo liescita vana , 1’ eser-cito napoletano d' ordine di quel re simosse di lä per recarsi ad Arezzo .
Dopo perö averne tentato inutilmente1’ acquisto , Ladislao dove retrocedere inVal di Chiana e posarsi con 1’ esercito aCastiglion Fiorentino , dove non fece piüdi quel lo che s’ avesse fatto sotto MonteS. Savino ed Arezzo , meno la presa diCortona e grave guasto ai grani in queimesi di inaggio e giugno del 4409, taleheroolti per belfa lo chiamarono il re gua-sla grutto, inentre i popoli di varie terree cittä con trattalo concluso in Pisa nelgiugno di quell’anno fecero lega fra loroper cacciare dalla Toscana V esercito na-poletano, finche nel gennajo successivo lostesso Ladislao conchiuse una pace conle repubbliche di Siena e di Firenze nelgennajo del 4412 (stile comune ), allorcheveude al comune di Firenze la cittä diCortona e suo territorio con i castelli diPierle e di Mercatale per 60,000 liorinid’ oro.
Ma che cotesta pace fosse dal re napo-