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letano fatta di poca buona vogiia io di-chiara la mossa ostile che fece due annidopo col suo rinnovato esercito fino aPerugia in alto quasi di portare nuovaguerra ai comuni di Siena e di Firenze .Allora queste due repuhbliche inviuronoal campo di quel re ambasciatori, i qualinel 22 giugno del 1414 conclusero unalega di sei anni a difesa reciproca,
Ma poco dopo essendosi il re ammalatoin Perugia e di la trasportato neila suareggia a Napoli nell’agosto dell’anno stessomori liberando cosi i Fiorentini e Sanesida nuovi pericoli.
E veramente questi ultimi dopo la mortedi cotesto re fino almeno al 4430 non aven-do potenti nemici esleri da combattere ,ebbero agio di estendere ed assicurare illoro dominio con la sottommissione dimolte famiglie magnatizie, che divennerodi Siena eostantemente feudatarie. Io dissifino al 4430 che i Sanesi non ebbero po-tenti nemici esteri da combattere. tnentrerispetto a nemici interni ed agli aninii diinolti cittadini fuoruscili, Siena era benlungi dal godere di quella calma che de-siderava. Erano le cose di Siena in cote-sto stato, quando dopo la pace del 4428fatta fra 11 duca Visconti di Milano da unaparte, i Veneziani ed i Fiorentini dal—l’oltra, il governo di Siena entrö in so-spetto di questi Ultimi, i quali dal cantoloro, nel tempo eh’erano all’ assedio diLucca , mandarono a pregare il governodi Siena , che non volesse perineltere cheun cittadino, Antonio Petrucci, si recasseal soldo di Paolo Guinigi signor di Lucca .
Occorse poco dopo ( febbrajo 4434 ) lainorte del pont. Martino V , autore di unabolla poco conosciuto, ma importante perlo scopo, diretta da Roma li 43 febbrajo1429 ai padri predicatöri e ad ogni al-tra persona tanto ecclesiastica come se-colare, ordinando loro di non incitarenelle loro prediche la plebe contro gliebrei, e di astenersi dal recare loro mo-lestia e di offenderli neila persona o neilaroha, meno il caso in cui gli ebrei fos-sero fautori di eresie, e di non doverlipiü obbligare d’intervenire ai divini uf-fizj nelle chiese dei cristiani , ne di bat-tezzare alcuno di loro prima dell’ etä didodici anni senza la licenza de’ suoi mag-giori.
A Martino V successe nel pontificatoEugenio IV stato prima vescovo di Siena ,e per quanto egli inviasse legali a quelmagistrato per esortarlo olla pace, i suoiconsigli non furono alle»!, laiche nel-
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l’anmo stesso di sua elezione (1431) i Sa-nesi iruppero 1a guerra coi Fiorentini.
Finalmente dopo varie vicende dellaguerra di Lucca nell’ aprile del 4432 fustabilita pace, con la mediazione de’ mar-chesi Nicolö d’Este e Lodovico di Saluzzo,fra le parti belligeranti, lasciando apertoai Sanesi il tenipo prefisso d’ intervenirvia condizione di restituire le cose presec di rievere le perdute, e di staccarsi af-fatto dalla lega col duca di Milano .
I Sanesi sembra che aderissero a talicondizioni; se non che un tristo accidenteaccaduto nel 4434 rispetto all’ ospitaütätradita da Antonio Petrucci accolto ge-nerosamente da un Ricasoli in Erolio delChianti , che poteva servir di motivo ariaccendere la guerra fra i Fiorentini edi Sanesi , se i primi non avessero nvutopiena certezza che ciö era accaduto al-I’ insaputa e contro ogni consenso. delgoverno di Siena .
Continuo la Rep. senza turbazione dicosa alctina di fuori perßno all’anno 4478,giacche non valuto il trattato del 4432concluso con Alfonso d’ Aragona di som-ministrare viveri e passo pel contado sa-nese all’ esercito napoletano, mentre pocopiü di un anno dopo i Sanesi nccettaronola pace conclusa in Lodi li 44 aprile del4434 a favore della lega.
Aila pnce di Lodi del 4131 succede treanni dopo l’offerta fatta dai Sanesi distringere lega coi Fiorentini. Della quäleofferta furono sommameute ringraziatiper un ambasciatore mandatovi dalla Si-gnoria di Firenze , ma non sembra peröche i Fiorentini volessero entrare in pra-tiche di lega.
Una vera alleanza bensi fra i due go-verni fu conclusa nel 4457 dopo sventatie resi inutili al promotore i tentativi con-tro la quiete della patria procurati daAntonio Petrucci e da Gliino Bellanditendenti a sottomettere al re Alfonso d’A-ragona la loro patria. La quäle alleanzatanto piü giovö ai contraenti che poco doposeppero la morte di quel re e la succes-sione di Ferdinando suo figlio naturale,nell’ esercito del quäle era stato accoltocol grado di capitano il ribelle AntonioPetrucci; e tanto maggiormente l’aileanzudove stringersi dopo la morte del ponte-fice Calisto III , accaduta nell’ estate del4458, che porlö sulla caltedrale di SanPietro, il senese Pio II . Uno de’ sommidesiderj di questo pontefice fu queilo dirichiannire in patria e di ristabiiire neldiritto delle magistrature non solo le sua