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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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famiglie de’Piccoloroini e dei Todeschini,ma ancora tutte le nitre comprese nel-l’ordine de’gentiluomini, siccome vi riescicon qualche restrizione.

Stette la cittä di Siena per qualche annoquieta dalle rivolte interne e dalle guerreesterne, fluche per In congiura de’ Pazzi,nel 4479, non si accese la guerra.fra ilnuovo re di Napoli e il pont. Sisto IV da un lato ed i Fiorentini dall’allro, neilaquäle occasione, il Comune di Siena dovesoffrire molto nell’invasione del suo con-tado,

E appena terininota quella guerra, co-minciarono le rivolte interne del popolodi Siena , fomentate dai fuorusciti; i qualiconsiderando che per la via ordinaria nonavrebbero giammai ottenuto il loro in-tento, ricorsero alla forza , ovendo allaloro testa il ducastesso d’Uibino, col quäletenurono l’impresa nell’aprile del 4480; esebbene il governo avvisato della congiuracreasse un nuovo inagistrato di 43 conautoritii di punire severamente i pertur-batori del” ordine , ciö non bastö poichenel 22 giugno deH’anno stesso, una partedi quelli dell’ordine dei nove e dell’eser-cito napoletano condotto dal duca di Ca-labria entrö armata mano nel palazzopubblico, dove tosto rifonnü il reggiinentodi quella Signoria ed il consiglio del po-polo. esclndendo in perpeltio tutti i citta-dini dell’ordine de’lliformatori dagli uffizidella Repubblica,

Sotto cotesta nuova Signoria pertantodell’ordine dei nove avvennero in Siena dentro breve periodo tante cittadine som-mosse e alterazioni di Stato che tropponojoso sarebbe qui ripetere, potendoognino che il voglia leggerle nella p, IIIdel libro V delle Storie Sanesi del Mala-volu ; dirö bensi che uno de’ fuoruscitinllora rientrati in Siena fu quel magnificoPaudoifo Petrucci, il quäle in una som-mossa del 42 luglio 4487 erasi messo allatesta di alcuni soldati e di molti esulidell’ordine dei nove e correndo con essila cittä, penetrö in palazzo, dove fece ri-formare quel reggimento del 22 giugno4480, mediante una Balia composta di 24persone, alla quäle riunita fu tutta l’au-toritä de’nuovi Riformatori e del consigliodel popolo o concistoro.

Una delle prime riforme di quella Balia fu di sopprimere i quattro ordini o montie di ridurli ad uno solo, che compren-desse tutti gli altri monti, eine, quellode’Rifonnatori, de’Nove, de’Dodici e del-V ordine Popolano, e che in avvenire gli

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uffizi della repubblica fossero distribuitiper terzi della cittä,

Passava da Siena col suo esercito fran-cese il re Carlo VIII per recarsi alla con-quista del regno di Napoli , quando i fuo-rusciti ritornarono in patria, quantunqtieal ritorno di !ä dell’esercito di Carlo VIIIuccudessero in Siena nuovi tumulti; inconseguenza de’quali molti di quella con-giura furono confinati o ammoniti perconsiglio del magnifico Petrucci, organoprincipale dei governanti, senza perö co-me tale comparire.

Era per compirsi il secolo XV, e il figlionaturale dal pont, Alessandr» VI, il ducaValentino, celebre per la perfidin, e piüancora per barbara crudeltä, meditava dilevare da questo mondo il magnifico Pe-trucci per avere lo scetlro anche di Sie-na . Per la quäl cosa il Petrucci condusseal servizio di Siena il capitano Gio. PaoloBaglioni di Perugin , e finalmente tantofece il magnifico, che di nemico diventöalleato ed amico del duca Valentino aju-tando segretamente di dennri i Pisani osisediati dai Fiorentini , e fornendo di armi,di geilte e di vettovaglie gli Aretini ri-bellatisi al Comune di Firenze ; intantoche il duca stesso faceva imiinensi dannia quelle contrade, non eselllla lil citiä diSiena , dopo avere licenzialo il Baglioni e lostesso Petrucci, nel gennajo del 1302, al-lontanato da Siena , col cui governo inviöministri a congratularsi di aver cosi libe-rato la patria dalla schiavilü in cui eratenuta dal magnifico. Chi non conoscessela nota perfidia e doppiczza del duca Va-lentino, lo crederebbe 1’ uomo il piü sin-cero ed il maggior galantuoino di questomondo, non giä il piü perfido e bu-giardo uomo della sua etä.

Comecche in vista delle frequenti istanzefatte alla Balia di Siena dal duca Valen-tino, il magnifico Petrucci fosse dichiaratofuoruscito, dopoche al Valentino riescivano il progetto di farlo trucidare men-tre si ritirava in Lucca ; comecche ai suoiaderenti venisse intimato 1’allqntanamentodalla cittä, comecche tutti quelli dell’ or-dine de’vecchi Riformatori, giä stati esclusied ammoniti, s’intendessero restituiti agiluffizj pubblici, contuttociö il popolo diSiena , nel di 29 marzo del 4303, perpubblico decreto richiamö in patria Pan-dolfo Petrucci, con l’epiteto di magnifico,confermandolo nel magistrato di Balia , ericonducendo come per 1’innanzi il capitanoGio. Paolo Baglioni con la sua com-pagnia.