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Nel tempo che Siena in apparenza «lallaBalia , in sostanza dal magnifico era ar-bitrariamente governata , la cittä di Fi-renze , la cni signorin aveva dato 60 anniinnanzi un simile esempio col richiumodall’esilio di Cosimo il Vecchio , e dichiaran-do!o il popolo Padre della Patria , la cittädi Firenze aliora si era data in braccioad un gonfaloniere perpetuo, che il suosegretario Nicolö Macchiavelli dichiarö,tanl’ era imbecille, un’anima del Limbo,mentre il magnifico Petrucci riunivamolto senno ad un’animo forte, grandeprudenza ad un’ astuta politica.
II Petrucci ad esempio di Cosimo ilVecchio cercö influenza su tutti i magi-strati col renderli ligj alla sua volontä,mentre nella montatura degl’ impieghi,serbava al popolo un’ oinbra dell’ anlicasua libertä.
Tentö il magnifico, sebbene con minorimezzi, la via di Cosimo Padre della Pa-tria, sia nel distrihuire copiose elemosine,sia nel caltivarsi l’animo degli artisli col-l’innalzare qualche edilizio sacro o pro-funo e col farsi arnico de’letterati.
Convalidö maggiormente Pandolfo il suodominio dopo che al duca Valentino conla morte del pont. Alessandro VI era man-cato il suo braccio forte ed allorche nel1505 fece lega col pont. Giulio II e chepoco dopo rinuovö la tregua coi Fioren-tini, i due piü potenti vicini dello StatoSanese.
Ma appena caduta Pisa in potere deiFiorentini (giugno 1509), d’ ordine delgonfaloniere perpetuo fu inviato a Siena il suo segretario Nicolö Macchiavelli perdisdire la tregua della sua Repubblica acausa della terra di Montepulciano da-tasi di corto al governo di Siena .
La quäl cosa prevista dal pont. Giu-lio II egli s’ interpose mediatore accioc-che con la restituzione di Montepulcianoai Fiorentini si fosse da questi conclusoun nuovo trattato di amicizia con i Sa-nesi, siccome fu concluso nel seltembredel 1511.
E talmente era costituito il governo diSiena sotto il magnifico, che- neanco lasua morte accaduta li 21 maggio del 1312portö alterazione alcuna in quel governo,la cui cittä continunva ad essere rettadallo stesso magistrato di Balia rimpiaz-zando il Petrucci il suo figlio maggiore edi lui successore nella grandezza, non giänella politica.
Venne pertanto a morte nel 22 febbr.del 1313 il pont. Giulio II che sperava
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acquistare Perugia , e vantava fort! ragionisopra Siena , e cosi andarono in fumo tantialtri smisurati concetti di quel ponteficedegno di somma gloria, se quella cura cheebbe ad esaltare la cliiesa romana nellagrandezza temporale, I’ avesse avuta adesaltarla con l’arti della pace nelle cosespirituali.
Non cessarono perö con la morte Giulio II le guerre in Ilaliaj e perche il Borghesefiglio maggiore e successore del Petruccinon inostrava grande politica nell’arte digovernare la Repubblica, il pontefice Leo-ne X, nel marzo del 1515, inviü a Siena monsignor Raffaello Petrucci cugino delBorghese ed insignito del vescovato diGrosselo e del comando di Castel S. An-gelo in Roma , scortato da numerosa ostecomandata da Vitello Vitelli , nella spe-ranza di essere ben accolti in detta cittä,e di mettere il vescovo Castellano allatesta del governo in luogo del cugino.
Non era appena entrato con quelle forzein Siena il vescovo Petrucci che fu con-vocata una nuova Balia di 90 persone,30 per monte, da rinnovarsi ogni tre anni.Quindi fu dichiarato ribelle il Borghesecol fratello Fabio Petrucci, che partitierano per Napoli.
Ma ln morte del pont. Leone X acca-duta nel 1521 e quasi contemporanea-mente a quella di Raffaello Petrucci capodello Stato di Siena , e giä innalzato allaporpora cardinalizia, morto nella sua villadi Bibbiano Giuliescbi nel maggio del1522, pole la cittä di Siena liberarsi nonsenza spesa e travaglio dalla guerra edalle domande di denari dell’imp. Carlo V ,che cavö dalle borse de’ particolari finoalla somma di 15,000 ducati.
Ma non era appena da 48 mesi statoeletto il pont. Adriano VI , che la S. Sedevacö di nuovo nel settembre del 1523; ulquäle quasi due mesi dopo succede il pon-tefice Giernente VII di casa de’Medici.
E parendo a questo Gerarca cosa dif-ficile il poter mutare a forza d’armi loStato della Rep. di Siena sulla quäle avevapreso molta autoritä Francesco Petrucci,nipote del morto Cardinal Raffaello, quelsommo pontefice ricorse all’astuzia.
Cliiamö a Roma il detto Petrucci colpretesto di confermare la lega di alleanzastabilita fra Siena e Firenze , e frattantoche con belle parole trattenevasi in Roma il Petrucci , sostituivasi a lui il figlio mi-nore Fabio di Pandolfo Petrucci (16 di-eembre 1523), trentasette giorni dopol’elezione di quel pontefice. Ma Fabio era si