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lungi dall’accortezzn e dai talenli del pa-dre, lungi dall’affezionarsi un partito, chequei medesimi che avevano contribuitoal ritorno di Fabio in patria, rnisero tal-mente a romore la cittä, che egli dovefuggire una seconda volta.
La fuga di Fabio Petrucci parve ai Sa-nesi un segnale di ritorno alla liberta, ela Signoria fece adunare i! concistoro pertrovar modo, s’era possibile, di mante-nerla.
Coloro pertanto deH’ordine dei Noveche furono i capi della cacciata di Fabio,conobbero i’errore fatto vedendo qnantola popolazione insorta fosse loro nemica;e credendo essi ripararvi, caddero in unmale peggiore, conie fn qaello di affidarsied acierire ai disegni dell’ accorto papaCiemente, il quäle profiltö del passaggiodi un' armata francese per Napoli perfarla trattenere alcuni giorni in Siena enel suo terrilorio onde cogliere quell’oc-cnsione opportuna per proporre ed avereil consenso dal concistoro che si annul-lassero tutti gli ordini o monti vecchi eche si richiamasse in vigore la delibera-zione del 4487 , con la quäle fu tentatodi ridurre tutti i monti ad un monte soloordinando che questo si chiamasse il montedei nobili e reggenti.
Quindi nel genn. del 4525 fu costituitoun nuovo concistoro di 78 persone du re-etare in posto quattr’anni, e quindi unabalia di sedici cittadini denominata baliamaggiore, che disimpegnasse le cose prin-cipali dello Stato.
Una delle prime tnisure tiranniche diquesta balia fu l’ordine perentorio ema-nalo nel successivo mese di febbrojo, didovere tutti i cittadini consegnare qua-lunque sorta d’arme, meno che una spada.
Ma nello stesso mese di febbrajo es-sendo accaduta nei campi di Pavia la granbattaglia fra le truppe imperiali e le fran-cesi, nella quäle restö prigioniero lo stessore Francesco I , quasi tutti i governi diItaiia o per omore o per forza dovetleroabbassarsi all’ aquila imperiale; e quasiche eiö ai Sanesi non bastasse, venivanoessi strnziati da un nemico interno, alpunto che i popolani, sentita la buonafortuna degli imperiali, presero animo con-tro la balia dei 46, il concistoro dei 78ed il governo tutto dato da papa demen-te. In vista di tutto ciö un sanese ani-inoso, Gerolaino Severino, sali in palazzoe davanti alla balia maggiore dei 46 neldi 6 apriie del 4545 trucidö Alessandroßichi, uomo il piü invito e capo di qtiel
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niagistrato. Ciö fu il segnale di una verarivoiuzione che mosse tutto il popolo «rumore, cacciando da Siena inolti ade-renti dell’ odiato ordine dei Nove , e ri-formando la cittä a regime popolare, ne-mico di papa Ciemente VII, ma segreta-mente parziale all’imperatore Carlo V.
Tale fu un tempo l’animo di quel Car-lo V , di colui che trent’anni dopo co-strinse con i suoi sgherri spagnuoli , te-deschi e toscani, un popolo eroico a sot«tomettersi disperato alla sua barbarie. Etale fu pur l’animo di quel santo padre,il quäle nel 4526 rivolse le proprie mili-zie contro Siena , che tentö anclie di con-quistare, alloraquando dopo aver accoltotutti i fuorusciti sanesi, diede ordine aicomandanti del suo esercito di inarciarea Siena , nelle eui masse si recö per unirsiad altre truppe inviate costi da Firenze .Ed afiinche i Sanesi fossero da piü partitormentati, un’armata navale sotto il co-maHdo di Andrea Doria assaliva i portidella sua maremma. A rendere pei'ö fal-Inci le speranze di Ciemente VII bastöl’amor patrio de’ Sanesi e quello dei portie dei paesi di mare; bastö il fervido istintoe la natura ardentissima de’ Sanesi iquali per tale insidioso procedere di quelpontefice, s’ infiainnijtrono a gggilO ehetutti gli uomini atli alle armi corserosotto le bandiere delle loro Compagnie ocontrade , ed animosamente si inisero invia per escire da porta Camullia e daquella Fontebranda ed andare incontroall'oste papalina. La battaglia fu di cortadurata, ma sanguinosa, poiche l’oste spa-ventata da tanto ardire si rliede prestoalla fuga lasciando in potere de’ Sanesiarmi, stendardi, vettovaglie, carri, cavallie prigionieri.
Cotesta vittoria precede di poche setli-mane l’esercito spagnnolo direlto a Roma contro quel pontefice, al servizio di Car-lo V , comandato dal duca di Bourbon,che nel sacco di Roma lasciö la vita,
La presa di questa cittä accaduta li 26maggio del 4526 , e la rilirata di Cie-mente VII in castel S. Angelo, se da unconto afflisse la cristianitä e seoraggisommamente i fuorusciti sanesi, dall’altrocanto rianimö il coraggio del popolo fio-rentino che di corto aveva cacciulo lungidalla sua Cittä e messi in bando i po-tenti signori Medici, nipoti del pontefice;lo che forni a quel pontefice nuova escae potentissimo stimolo di vendicarsi, comepoi avvenne, con quella repubblica, talcheCiemente VII dimenticando l’offesa graude