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colomini per mezzo del suo cognato ilcardinale Farnese e fit convenuto fru lealtre cose di restituire Siena in libertä erovinare la fortezza.
Levossi frattanto il popolo a rumore, esebbene fosse stato Spoglioto dalle sue nr-mi j gli spagnuoli sbigottiti si ritiraronotutti nella nuova fortezza , mandando dilä prontnmente avviso al duea Cosimo inFirenze di tale sollevnzione.
Era il giorno di S. Francesco (4 olto-bre ) del 4552 quando il duca fece accor-rere verso Siena le sue compagnie di Yal-d’Elsa, ordinando al comandante Joro Ottodi Montanto che entrasse in detta for-tezza, Questi in fatti introdottovi i suoi500 soldati, la notte appresso usci fuori,eon li suoi soldati ed il presidio spagnuo-lo, e tosto si attaccö zuffa con il popolosanese allora arrnato, nel quäl conflitto re-starono uccisi soldati toscani e spagnuoli;sieche il Montanto respinto da! fnroredella popolazione, fu costretto a rir.ornareeoi suoi nella fortezza, di dove spedi av-viso al duca per avere altro maggior rin-forzo.
Allora Cosimo de’ Medici fra la diver-sitä di opinioni accettö quella di non im-pacciarsi piü nelle cose di Siena , e dopotre giorni inviö avviso al Montanto cheabbandonasse la fortezza.
Pochi giorni appresso, previo accordofatto fra il presidio spagnuolo ed i Sanesi,anche cotesto presidio abbandonö la for-tezza e la cittä di Siena , partendo di läcon tutte le loro robe ed a bandiere spie-gate.
Poco dopo venne in Siena , da Roina,.l’ambasciatore del re di Francia , il quälesi fece consegnare la fortezza in nome delsuo re, che poi egli stesso donö a quellaSignoria, lasciando al popolo l’arbitrio dialterrarla.
La partenza degli Spagnuoli da Siena e ladistruzione che segui poco dopo della for-tezza senza l’annuenza palese ne segretadel duca Cosimo elfe pure fingeva di nonavere avvertito quei casi, tuttociö servia Carlo V per dare il tratto alla bilanciae decidersi apertamente alla distruzionedi questa Repubblica . Ne corse molto eheil duca di Firenze inviö ai confini 3000soldati, per lirare un cordone col contadosanese, tanto piü che dal re di Francia fu inviato in Siena un mons. col titolodi governatore, benehe lasciasse ai Sanesigovernare liberamente i pubblici afläri.
Frattanto passavano per il ducato fioren-tino fanti e cavalli ed armi francesi senzaToscasa
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che venisse impedito il translto per queldominio, fingendo Cosimo di non accor-gersene. In tal guisa si riempi presto lacittä di Siena di soldati, di munizioni, diartiglieria e di vettovagiie. Contuttociönon era entrato ancora l’auno 4553 quandoCarlo V inviö l’ordine a don Pietro diToledo vicere di Napoli di apparecchiareun esercito per assalire Siena ed il suoStato.
Era giä l’oste in cammino per la To-scana quando il vicere nel principio didetto anno sbarcö a Livorno con 2000uomini spagnuoli, 400 lance e mille ca-valleggieri napoletani, mentre il suo ßgliodon Garzia per la parle di terrafermadalla Val di Chiana entrava nel territoriosanese con molta Cavalleria e 8000 fanti.Ma poeo dopo essendo morto a Firenze ildi lui padre suocero del duca Cosimo , lostesso don Garzia fu dichiarato da Carlo Vgeneralisshno di queli’impresa, con l’as-sistenza del valoroso capitano AlessandroVitelli.
Nel tempo che il governo di Siena met-teva in armi da 40,000 soldati di fante-ria e' 500 di cavalleria, il re di Francia aveva mandato a Siena - in suo luogote-nente il Cardinal di Ferrara (Ippolitod’Este ), mentre il duca Cosimo non vo-lendo senza profitto di Cesare nimicarsiil re di Francia , figurava un’apparenleneutralitä, propenso perö di giovare al-l’imperatore nella speranza di ritrarnequel vantaggio che rispetto a Firenze toccö al duca Alessandro suo antecessore,e che egli da gran tempo agognava.
Ond’e che Cosimo de’Medici non lasciöindietro mezzo alcuno per far denari, alquäl uopo giovossi della vendita di moltibeni di ribelli, dell’imposizione sulla fari-na, sulla carne e sopra altre vettovagiie.
Molti scrittori in varj tempi scrisserodelle vicende occorse in Siena dall'epocadella cacciata del presidio spagnuolo liuoalla resa di detta cittä, fra i quali la storiadeU’Adriani, ed uij lungo Diario delle coseivi avvenute dal 42 luglio 4550 al 28giugno 4555 scritto dal senese AlessandroSozzine e non ha guari per la prima voltapubblicalo netV^rchivio Slorico Italiano ,vol. II.
La prima terra pertanto presa ai Sanesidai soldati di don Garzia in. Val di Chianafu Asinalunga, e poscia Lucignano , doveCosimo I inviö una compagnia de’suoisoldati a guardia in nome dell’imperatore.Cosi quel duca si levö la maschera col di-ebiararsi apertamente fautore di Carlo V ,
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