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fine della Rep, di Siena a eosto di disfarela stessa cittä. Dirö col Segsi ( Istor. Fior.,lib. XU') che qnesta guerra fu la cagioneespressa deirultima rovina di Toscana , Lasomma di tutte le genti del duca di Fi-renze contrn i Sanesi radunate nei primitre mesi dell’anno 4554 ascendeva fra Ita-liani, Tedeschi e Spagnuoli a 24,000 fantied a mille cavalli, ed il loro mantenimentoa centomila ducati, la quäl sonnna dovecavarsi da gravezze straordinarie poste aisudditi del duca sempre piü tribulati daun’ailliggente carestia, che in quell’ annoriesci gravissima.
Primo pensiero pertanto del marcheseMarignano fu quello di assalire nel tempostesso i Sanesi in casa, in Maremma , inVal di Chiana, in Val d’Orcia ed in Vald’Asso.In Maremma dare il guaslo a Gros-sem, in Val di Chiana investire Chiusi,in Val d’Orcia Pienza ed in Val d’AssoTrequanda e Montaleino, nel tempo stessoche le sue genti intorno a Siena occupa-vano il basdone fuori di porta Camulliacon quel piü che dalla loro attivitä pote-rono avere.
Che se dall’accortezza di Piero Strozzi ,dal coraggio de’ Francesi e del popoloSanese una gran parte di quei progettifurono resi vani, il ducu Cosimo nonrnancö per altro di pervenire ed ottenerepresto il suo intento. Ne guerra fu maiesercitata in Toscanacon maggioreasprezzae ferocia (Segnt, loc. eil.).
Dissi che il duca non manch di prestoottenere il suo intento, inentre dopo lavittoria riportata dai suoi nel 2 agoslo4554 presso Marciano in Val di Chiana,al generalissimo da Marignano riesci fa-cile d’ impadronirsi delle piü forti posi-zioni intorno alle mura di Siena , e distringerla di assedio, onde ridurre agliestremi i suoi difensori ed abitanti per viadella faine; finche dopo demolili tutti imulini de’contorni, dopo disfatti i bottinisotterranei che raccoglievano e conducevanoacqua potabile in Siena , impose pene se-verissime e capitali a chiunquo ardissetrasportare vettovaglie uell’assediata cittä.
Allora cominciö veramente in Siena una lacrimevole costernazione; si limitöad una libbra a testa poi a mezza libbrail grano, sieche anche questo tnancö af-fatto. Ed il governo accorgendosi che unaparte della popolazione usa a’digiuni eradi giä scomparsa dal numero de’ viventi,decretö con poca caritä di mandar fuoridi cittä tutte lebocclie inutili d’infermi, divecchi e di donne e perlino dei bastardi
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dell’umo e dell’altro sesso non giunti allapubeu'tä, le querii genti appena cacciatefuori di cittä ritnanevano alla balia ed alladiscrezione di un inesorabile nemico.
Finalmente essendo per mancare ognisorta di umano soccorso , il magistratodi Siena risolvette di ricorrere al nemicoper un accordo. La prima risposta deigeneralissimo da Marignano fu orgogliosae crudele, allorche disse che agli assediatlsanesi non eravi altro scampo fuori diquello di sottomettersi intieramente alladiscrezione del duca di Firenze , se ilsacco , il fuoco e f intiera rovina dellaloro patria volevano evitare.
Frattanto che si dava questa desolanterisposta, le armi francesi minacciavano diavanzarsi dal Piemonte verso la Toscana ,ed in Firenze si manifestara dal popoloil maltalento verso quel duca che volevafare di Siena ciö che Carlo V e Clemen-te VII erano riesciti a fare della repub-blica fiorentina,
D’ altronde a tal segno era giunta larisolutezza de’Sanesi, che piuttosto di ae-cettare T umiliante quanto barbara pro-posta del generalissimo di Cosimo si sa-rebbero assai piü volentieri seppelliti vivisotto le rovine della propria patria in-cendiandola essi rnedesimi.
Non dirö de! palriolismo c fedeltä inquesta guerra dai contadini sanesi dimo-strata, giacche tutti gli storici parlaronodel loro coraggio e ferrnezza, talche molticonciusero essere ciö elfetto del mansuetoed amabile reggimento tenuto dai possi-denti e signori di quei villici , disposti amettere a rischio la loro vita piuttostoche violare la loro fede.
Ma dopo che alle aspre e temerarieparole de! generalissimo marchese, susse-goirono per parte del duca Cosimo pro«posizioni dt resa meno severe, vista laperdita di una gran parte del dominio ,visto che il loro maresciallo Strozzi nonaveva potuto allontanare il nemico daipressi di Siena , dove continuamente de-vastava quelle Campagne, considerata l’inu-lilitä della diversione falta dall’ esercitofrancese verso la Val d’ Elsa , la Val diNievole fino alla Valle del Serchio , con-dotto dallo stesso maresciallo, ecc., vistala rnancanza di ogni sorta di vettovaglie,sentito 1’ ordine barbaro dato dal mar-chese di Marignano di uccidere tutti co-loro che tentassero introdurre vettovagliein Siena e costringere gli espulsi a ritor-narvi, quei magistrati risolvetlero di pre-gare il pont, Giulio III ed il duca di