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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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Ferrara a farsi mediatori di una pace acomdiaioni possi.bil mente nieno ncerbe diquellle state lorm imviate, Finalmente i si-gno'ri di balia, di eoncerto eol maresciallodi Blonlue, sostiitu äto allo Strozzi, invia-rono ambasciatori a Firenze al dnca Co-simo per trattare delle condizioni dellaresa.

Ma per conciliare le mire de' Francesi e l’urgenza de’ Sanesi con la fermezza diCosimo I si passö un altro mese: final-niente nel 17 aprile del 1335 fu firmataIa capitolazione fra !e parti, dalla quälerisultava che nel 22 aprile stesso , cioedentro 5 giorni, i Francesi dovessero eva-cuare la cittä di Siena per introdurvi unsufficiente presidio d’imperiali, Inoltre unorticolo di quella capitolazione voleva lafacoltä di rifare una fortezza in Siena nelmodo che fosse piaciuto al duca, il quälespedi alla coda di 2000 Tedeschi e Spa-gnuoli che entrarono in Siena , An-giolo Nicolini luogotenente ed incaricatodal duca Cosimo di stabilirvi un governodi persone non sospette, ed atte a ridurrela cittä alla devozione sua e dell’impe-ratore.

Uno dei primi atti di quel governatoreraediceo fu di togliere le armi di casa atutti tnnto di cittä come delle messe, ilquäle atto dispiacentc alla popolazioneaecrebbe l’emigrazione de’cittadini al se-gao che si dovettero con bandi minacciarepene severe a chi avesse abbandonato lagiä deserta cittä.

E fama che all’epoca suddetta non fos-sero restati in Siena piü che seimila abi-tanti, oppure come disse il Segni, fraqaelli che furono cacciati per bocche dis-utili e fra i morti di stenti, di 30,000anime, che faceva la cittä , si ridusse,falto l’accordo, il numero di esse a*10,000e non piü ; e nel loro contado si disseche morirono piü di 30,000,

Fratlanto alcuni dell’ antico governo ,presi seco i sigilli dello Stato , si ritira-rono in Montalcino , dove invitarono ariunirsi i Sanesi che bramavano di con-servare in quel paese un asilo alla loroindipendenza col nome di liberiä.

In tal guisa la guerra politica cangiatasiin guerra civile diveniva di giorno ingiorno maggiormente disastrosa, tantopiü che il duca Cosimo minacciava i Sa-nesi che dopo un dato termine di emi-grazione , sarebbero considerati come ri-beili dello Stato e confiscati i loro beni.

In quell’ anno stesso -1333 arrivö inSiem coa la qualitä di goyernatore ce-

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sareo don Francesco di Toledo, zio dellduchessa Eleonora di Firenze , il quäleda molti anni era stato in Firenze sottotitolo di ainbasciatore imperiale.

Costui seppe cosi bene maneggiarsi coni capi del governo sanese, che essi rimi-sero nell’arbitrio di S. M. I. ogni auto-ritä sopra la cittä e Stato di Siena .

Ad ottenere cotesta facoltä al Toledotrattava umanamente il popolo , sieche1’ ambasciatore dopo aver fatto redigerein forma pubblica cotest’atto di schiavitü,nel quäle si annullavano i patti piü es-senziali delle precedenti capitolazioni, Car-lo V ne investi Filippo II re di Spagna suo figliuolo,

Poco dopo cotale investitura mori inSiena 1’ ambasciatore don FYancesco diToledo, in luogo del quäle il re di Spa-gna eiesse in suo ambasciatore il cardi-nale di Burgos , Bernardino di Mendoza.

In cotesto frattempo il pont. Paolo IV essendosi scoperto nemico di Cesare, efautore di tutti i fuoruscili toscani , gl’im-periali di Siena dubitavano che il papavolesse mu-overe le sue armi contro ilgoverno di Siena , tanto piü che al ducaCosimo esanisto dulle graodi spese dellaguerra passaffa e da tre anni di magreraccolte, conv'enne fan; grossi aequjsti digrano nella S.ieiha, e sovvenire molti no-bili decaduti sanesi suoi arnici.

Erano in tale stato le cose quando nel13 dicembre del 4535 fu segnato untrattato di alleanza fra il pont. Paolo IV ed il re di Francia Enrico II , trattatoche lennesi occulto affinche gli Spagnuolied il duca Cosimo non si fortificassero ,ed avesse tempo di venire nei mari dellaToscana la flottu turca onde secondare leoperazioni dal papa meditate. « Cosi ila fondatore dei padri Teatini (esclamava« il Galluzzi) ed il piü ardente promo-« tore dell’inquisizione , divenne alleato« dei Turchi per sola amhizione di fare« grandi i nipoti »,

Accadeva tuttociö quando Carlo V ri-nunziando al doppio trono imperiale espa-gnuolo, aveva ceduto questo al propriofiglio Filippo II e 1’altro all’ imperatoreFerdinando II sno fratello, la quäle dop-pia rinunzia feee a molti credere che do-vesse favorire anche i Sanesi ; tatche ilmaresciallo Piero Strozzi faceva sperareai repubblicani di Montalcino , non esseremolto lontano il giorno di rieuperare lapatria abbandor.ata alle genti di Cosimo Ijil quäle chiedeva denari alla corte di Spa-gna per sostenere il peso di quella guerra,