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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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molio pitx che le truppe francesi eranovicine, Senonche il dissidio fra le corti diFrancia e quella di Spagna contribuiva amettere in mezzo degli ostacoli resi inseguito anche maggiori dalla inala intelli-genza insorta fra Carlo V ed il re di Spa-gna suo figlio.

Erano gli affari dei due regni involtiin una vera confusione, quando i mini-stri delle due potenze nel 5 febbrajo del4656 trovnndosi in Cambrai segnaronouna tregua per cinque anni fra i dettidue re e rispettivi alleati, durante ilqualtempo ognuno doveva ritenere i paesifino allora occupati.

Non restarono perö senza sospetto lecose dalla parte de’ repubblieani jdi Mon-talcino, avversi a simili condizioni, men-tre quelli dei pressi di Siena nemici cor-diali de’ tedeschi e degli spagnuoli, preferi-vano auch’essi il giogo francese , anziche

10 spagnuolo.

Infine anche in Toscana la tregua ebbe

11 suo eß'etto, contuttoche il cardinale diBurgos governatore in Siena per Fi-lippo II vedesse di mala voglia che il ma-gistrato di Montalciuo baltesse moneta edesercitasse impunemente i dirilti di so-vranitä sopra molte comunitä rimaste fe-deli alla Repubblica di Siena , Arroge cheriescirouo anche inutili le proposizioni dipace per causa speciahnente del ponteficePaolo IV che sperava di mettere un suonipote principe di Siena e del suo terri-torio.

Vero e altresi che le armi del viceredi Napolispinte con vigore'dentro lo StatoPontificio indussero poi quel pontefice avenire agli accordi di quella pace che fuconclusa in Gand li 45 settem. del 4556,poco innanzi che il re di Spagna incari-casse il suo Castellano di Milano , don Gio-vanni di Figueroa di recarsi a Firenze perstabilire col duca Cosimo le basi deliaconsegna di Siena e del suo Stato. Loccheebbe efi’etto nel 3 di luglio del 4557 me-diante un trattato, col quäle Filippo II concedeva a Cosimo I ed ai suoi sueces-sori la cittä e Stato di Siena, ’ meno ipre-sidj di Orbetello , ece. Ma intanto che sifacevano coteste trattative i repubblieanidi Montalcino si mostravano avversi acondizioni si fatte, ed appena si pubblicöin Firenze quel trattato, le scaramucce ele sorprese tornarono a molestare quellaprovineia. Comparve poco dopo in Siena il Figueroa con mandato speciale del redi Spagna di consegnare la cittä e terri-torio sanese aH’incaricato di Cosimo I , il

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quäle dovä inline sborsare una gtossa nio-neta per calmare quel presidio spagnuolotumultuante per mancanza di paghe; equa-siche ciö non bastasse il duca di Firenzedove sborsare altra buona somma di da-nari per la compra dell’artiglieria e ri-spettive munizioni esistenti ne’ bastioni.Si cambiarono fmalmente le truppe dipresidio e nel 49 luglio del 4557 il luo-gotenente e governatore del duca AgnoloNicolini col suo plenipotenziario don Luigidi Toledo, suo cognato, ricevettero daimagistrati di Siena il giuramento di ub-bidienza e fedeltä al nuovo sovrano; neltempo che il capitano del duca ChiappinoYitelli con le sue truppe prendeva pos-sesso e metteva le gunrdie al palazzo pub-blico, alle porte delia cittä ed agli altriluoghi solid ad essere presidiati.

Una delle prime misure prese in Siena dal luogotenente del duca fu l’ordine ema-nato per la consegna delle armi di tutticittadini, aggiungendo ordini severi ai mi-nistri di polizia e di giusdzia d’invigilarecon solerzia maggiore. Rimanevano a darsile cittä di Montalcino , di Grossem , diChiusi, con altre terre e castella rimastein mono de’ Francesi , con i quali eonti-nuava la tregua; linche anch’essi nell’annoappresso si sottomisero, benche di malavoglia, al duca di Firenze. V. Mon-TALCIWO.

Avvegnache il maresciallo di Monluech’era i estato al comando delle forze fran-cesi disperse perlo Stato Sanese (58 luo-ghi), dopo avere fatto sgombrare dalleCampagne tutto il grano e portarlo nei Ca-stelli guarnili di truppe, avesse fatto sol-dare in Roma nuove milizie per unirlea quelle francesi esistenti nello StatoPontificio ; ma contuttociö le masse fran-cesi quasi isolate indebolivansi ognor piü,massimamente verso le Maremme, dovequelle truppe avevano a guardare li pre-sidj spagnuoli di Orbetello e Talemone,con i quali si mantennero in guerra.

I titoli delle magistrature di Siei.a pocoo punto variarono sotto il nuovo sgnore,il quäle eleggeva i capi, compresi i tregonfalonieri dei terzi di Siena , ed appro-vava i magistrati miuori eletti dai con-cistoro.

Fermo in tal modo il governo di Siena ,il duca Cosimo non mancö dal far uffi-ciare a Madrid il re cattolico cui fecerammentare l’obbligo contratto di fare inmodo che la cittä di Montalcino del terri-torio sanese e tutti gli altri paesi ancoranon ceduli gli venissero consegnati,