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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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Ma t repubblicJini di Monlalcino di ma-lincuore sentivano avvicinarsi l’ora didarsi nielle mani di quell'aborrito padro-ne; iwentre a tenore di un nuovo trat-tato de! 7 febbrajo 4559 doveva il re diFrancia dentro tre mesi ritirare tutte legenti diguerra francesi che tenneinMon-talcino ed in altri paesi dello Stato diSiena rinunciando a quäl siasi ragionepotesse pretendere sopra quello Stato.

Giä erano arrivate in bocca d’Ombrone43 galere di Mnrsilia per imbarcare legenti con le artiglierie de’Franeesi quandofu annunziata la morte di quel re En-rico IV (10 luglio 4559), caso ehe feceritardare qualche poco la consegna dellepiazze Sanesi alle truppe di Cosimo.

Intanto i capi della Repubblica di Mon-talcino risolverono mandare due amba-sciatori a Firenze a quel duca per do-inandargli alcuni privilegi che furono daCosimo conceduti, rneno quello relativoall’autoritä sovrana ed alle rendite diquello Stato.

E quantunque molti Sanesi, in-graziadell’indulto sovrano, tornassero da Mon-talcino a rimpatriare a Siena , pure non vifu alcuno dei paesi di tutta l’antica Repub-blica di Siena , ne alcun sindaco di quelliche si recasse a Cosimo a offerirsi, o asollecitare qualche grazia.

Partito dallo Stato di Siena i Francesi non rimaneva a fnr altro fuor che Tarn -basciatore spagnuolo prendesse possesso diMontalcino e dei paesi dipendenii, per poidarne formalmente il governo in manoal rappresentante di Cosimo. Ciö ebbe ef-fetto nel di 4 agosto 4559 e giorni suc-cessivi in guisa che dopo sette onni dioperazioni diplomatiche, e di una guerraaccanita che desolö la Toscana ed impo-veri la maggior parte di Europa , tntto

10 Stato Sanese, meno ipresidj di Orbetel-lo, cadde in potere dei duca Cosimo 1 ,

11 quäle dopo ciö pote sgravnrsi dei pesodi alcune truppe che licenziö; ed egli d’al-lora in poi pote unire il doppio titolo diduca di Firenze e di Siena , ßno a cheTunione dello Stato nuovo (Sanese) alloStato Vecchio (Pisnno e Fior.) gli meritö dalpont. PioV(4569) la corona granducale.

Cotesta fortuna di Cosimo I suscitö nonpoca gelosia in molti principi e persinonella corte di Spagna , la quäle cercandodi allargarsi in terraferma il territoriocomunitativo de’ suoi presidj di Orbe-tello, volle unirvi anche il territorio deidislrutto castel di Tricosto presso Capal-bio, che il duca cedö alla Spagna .

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Frattanto la comparsa di una flottaturra nei mari della Toscana servi dipretesto al duca suddetto di fornire digente armata e di legni i porti e le costedella Maremina Toscana.

Nel tempo perö che assodavasi il tronotoscano nella dinastia Medicea, passavaognor piü nei Sanesi quello spirito d’in-dipendenza che per lunga etä li fece ri-calcitranti al regime di un governo asso-luto. Il rigore delle leggi, una oculatapolizia e la severa osservanza della giu-stizia, tuttociö contribui a prevenire inSiena le macchinazioni, vivente Cosimo I che volle esser solo a dettnr bandi e leggiper lo Stato nuovo e vecchio, lui che pertanti auni aveva so'ffiato e quasi direltouna guerra che poi gli fruttö un estesodominio; in guisa che parve allo stessoCosimo contrario al vero quando il Va-sari, piü da poeta che da storico, dise-gnava nel gran salone di Palazzo Vecchio le imprese della guerra di Siena , dipin-gendo Cosimo I assistente a quell’impresaed alla nolturna scalata non giä dallemura di Siena, rrna dal bastione di PortaCamullia ; il quabe sovrano e dipinto inniezzo ai suoi con*siglieri che figurano disuggerirgli le delilberazioni di quella catn-pagna. Un solo conftdetite, il suo benaffetto segretario Bartolommeo Concini,era fatto parlecipe da Cosimo, non giädei modo, solamente della volonta suaper eseguire tale iropresa, senza esternarepiü oltre ne anco al generalissimo suo,marehese di Marignano.

Perö, come dissi, la guerra di Siena fudisastrosa sonimamente anche all’ erariodei duca di Firenze , il quäle non ostantei frequenti balzelli e le imposizioni piügravi, fra le quali quella novissima dellefarine, suggerita dallo zio don Francescodi Toledo, non ostante le molte risorseche seppe ritrarre dai suoi sudditi o car-pire dalle confische di quelli fuggiti, tro-vossi piü d’una volta costretto di sospen-dere gli stipendj a molti ufüziali.

La prima volta che Cosimo 1 passö daSiena fu nel 1567 , allorche reduce daRoma si uni al suo luogoteuente AgnoloNiccolini per stabilire un sistema relativospecialmente alTamministrazione della giu-stizia; nella quäle circostanza a tenoreanche della capitolazione dell’aprile 4555,ordinö alTarchitelto Baldassarre Lanci lacostruzione di quella fortezza che tuttorasi vede poco lungi dal luogo dove esi-steva Taltra eretta dagli Spagnuoli nel4548} merce le quali fortezze tanto Car-