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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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gliandotsi a pezzi ed essendo divisi inpartiti fra Ioro, talehe in pochi momentifurono ammazzati 46 dei principali dellacittä, che fu 1’ultima strage; (forse larivoluzione del febbrajo 4543) di manierache senza uscir fuori di casa ed in casapropria stando sull’arme riescivano buonie valorosi soldati».

« Ma iinalmenfe ie pazzie loro causatedal troppo comodo e dalla molta morbi-dezza gli hanno condotti in servitü ; perödicono pubblicamente, che perSno a chenon saranno tocehi colle gravezze ed an-garie, dalle quali (fino alloral erano li-beri, staranno sempre nei termini, inaaltrimenti saranno quelli medesimi chesono stati, desiderosi, cioe, di cose nuove ».

« II che conoäcendo ed intendendo ilprincipe, ci va ponendo i! freno per le-vargli ogni ardire e per abbassarli quantopiü puö.»

« E la cittä di Siena cosi com’e bei la,nobile e accomodata, piena d’onorati edi-ficj, di palazzi, di chiese, di ospedali ric—chi e benissimo governati, E furono i Sa-nesi e sono piü che mai nimicissimi aiFiorentini; avendo insieme combattntopiü volte . ... e dicono i Sanesi che nontollereranno mai di essere sottoposti aiFiorentini; ma che colla casa de’ Medicinon avendo avuto nimicizia sopportanoessere da lei governati, poiche a quellncasa vedono medesimamente sottoposti iFiorentini e che avendoli per compagninella misera servitü , gli pare di esseresollevali assai.»

Infutti poco dopo il veneto relatore,riportando il sunto di un abboccamenloda esso avnto coine incarieato dalla sm»Repubblica con Cosimo I , soggiunge:

« Da quello stato di Siena , mi disse,io cavo per ora poco per l’esenzione fat-tagli per ln guerra, ma penso ridurli abnon termine, Ora cavo poco piü di cen-totnila scudi oltre la spesa; e qnesto de-naro si cava solamente dai puscoli, dalsale e dai dazj; i quali dazj io spero chesi ridurranno presto molto inaggiori; per-che torneranno ii traflichi e moltipliche-ranno le genti, e cosi anderanno cre-scendo ogni di piü, talche l’entrata liberae netta di spesa e di 60,000 ducati, la mi-lizia descritta e di 7000, ecc. _ (Fedelf,Relazione MS. nella Eiblioteca Maglia-bechiana).

Alia relazione suddetta si puö aggiun-gere quanto scrisse uno storico contem-poraneo , rAdriani (Libro XV, cap. 4,pubblicata dal dottor Gaye nel vol. III del

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Carteggio di Mrlisli.) fi una leitet a scrittaal duca Cosimo ii 44 agosto 4559 dalmaestro generale d’Altopascio rispetto al-1’aver sentito assai male i Lucchesi lapresa di Siena ; nella quäle si legge: « Nonlascerö di dire a V. E. come in Lucca hanno sentito la cosa di Siena amaramen-te, quanto gliene ha dato causa la ietteradell’ambasciatore Lucchesini aila Signoriacon awiso che domandando egli a Gior-gino (Vasari ) perche avesse lasciato (nelsalone di Palazzo Vecchio ) certo quadro inbianco, rispose, per mettervi Lucca . Al cheio replicai a chi me ne parlö, che la li-cenza e leggerezza di un pittore non me-ritava considerazione piü che tanto ». Insecondo luogo agggiungerö quanto scrisseintorno alla stessa etä lo storico contem-poraneo Giovanni Battista Adriaai nellibi'o XV, al cap 4 della storia de’ sttoitempi, dicendo-« che il duca Cosimo neldirnorare che fece in Siena dopo la tor-nata di Roma (-1562), riconobbe i magi-strati, conferinö loro l’autoritä, ed in al-cuna parte li riformö, e vi creö un con-siglio grande di cittadini scelti tutti da fa-miglie nobili, non piü d’uno per casn,e che neu avessero meno di 33 anni ; iiquäle consiglio (di liobili) dovesse adu-nnrsi in tempi opportuni nella saln che sidisse poi del Concistoro col eapitano delpopolo ed i signori per eleggere la nuovaSignoria, i quattro consigiieri del cnpi-tano e gli altri mngistrati ed uffizj per didentro e di fuori per siedete ai governi;dal numero de’ quali consigiieri (del con-siglio di nobili) il duca avrebbe eletto gliuiliziali di Balia chestessero in ufftzio perun anno.»

a Queste ed altre cose che avevano bi-sdgno di regola fermö il duca cosi nellacittä come fuori, (come puö vedersi nellalegge del 5 febbrajo 4561), quindi partiper visitare tutto lo Stato nuovo, avendolasciato che alla fortezza di Siena , la quälenon eru ben divisata, si dovessero fabbri-care alcuni baluardi; ristringendola moltodal priino disegno, e vi si lavorö solleci-mente molti mesi ».

Indi 1’ Adriani aggiunge che insortanell’entrata che fece ii duca in Siena unavana ambizione del segretario veneziano(Fedeli) ii quäle essendo con la corte ebbeanimo di volere il luogo sopra l’amba-sciatore della Repubblica di Lucca, e pernon avere egli il titolo d’ ambasciatoredella sua Signoria essendogli dato il torto,se ne sdegnö, e poco dipoi prese licenzadi tornarsene a Venezia . Il quäl fatto e