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pure aceennato dal Fedeli nella sua rela-zione al veneto Senato .
Anteriormenle alla legge del 5 febbrajo4561 fu pubblicato uri bando ne! 30 ago-sto -1339 motivato dalle irame che giä siordivano in Siena contro il governo du-cale, siccome lo dichiarava Cosimo stessoin una lettera scritta li 28 agosto di dettoanno al suo luogotenente Niccolino, uni-tamente alla minuta di qnel bando, cheinibiva di tenere arrai non solo in cittä,ma ancora in campagna in un raggio di40 miglia intorno a Siena , bando che inquanto agli abitanti della cittä richiamavain vigore quello del 27 luglio 4557, il pri-ino per avventura pubblicato in Siena innome del duca Cosimo.
Rispetto poi alle leggi generali economi-clie, giuridiche ed amministrative concer-nenli lo Stato Sanese, dopo quella del 4501teste accennata fu l’ordinainento dato nellostesso anno, e convertito in legge nel 4624rispetto aU’uflizio de’Paschi, ossia pascoli didogana, per fare intendere che il territoriodelle marentme sanesi cra tutto obbligato alprincipe per il pascolo del bestiame tantogrosso che rninuto ; il quäl uflizio stubi-lito poi e mantenuto tuttora in Siena som-ministra o fula, ossia da a frutto il dirittodel pascolo riserbato in maremme alle an-tiche comunitä dal governo o ai partico-lari pagandone la gabellia all’uflizio deiPasclii in Siena .
Volle riformare anche gl!i Statut! cui rife-risce una Iegge pubblicato nel 4574, dalgranduca Francesco I suo figlio e succes-sore rinnovata nel 4584 e nel 4588, colfine di provvedere meglio alla stessa isti-tuzione a pro dello Stato, la cui renditaannua fruttava alloraal netto circa 32,000ducati.
Nel 4568 poi il Comune di Siena di-resse al duca Cosimo una memoria rela-tiva ai pascoli di Dogana o dello Stato,la quäle promosse nuovi regolamqnti ri-spelto ai magistrnti adetti a quell’uflizio,senza dire di quella del 4624, con la quäleCosimo II stabil) come si dirä 1’ ufliziostesso.
■ Nel 4579 lo stesso granduca France-sco I comandö per lo Stato nuovo diSiena un meglio ordinato compartimentogiudiciario di prima e seconda istanza.
Nel 4591 fu istituitn poi in Siena sottoil granduca Ferdinandol una compagniadi cento nobili, che costituirono una scuolad’armi e di scienziati nel tempo stesso,essendone capo lo stesso granduca, »vendociascuno individuo, e l’accademia stessaToscana
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ia sua impresa, come puö vedersi da uulibretto stampato in quell’anno in Bolo-gna col ruolo di quei signori.
Nel secolo XVII sotto il granduca Co-simo II , con legge del 4622 fu decretatauna visita governativa per la provincia in-feriore di Siena , dove I’arte agraria eroavvilita e ridotta a poeo o nulle, per sug-gerirne i rimedj.
Non per questo la provincia migliorone i costumi divennero piü savj, essendo-cbe tutto ii popoio del granducato trovan-dosi vessato da leggi troppo severe, spa-ventato e minacciato dal duro procederede’ padri inquisitori, ecc., cresceva nellaferocia e nel mal animo contro un go-rerno, al quäle in alcun modo non potevaper un solo partecipare, ma ne era invecestato allontanato per costituzione di unamonarchia assoiuta, e tenuto in freno dallaforza prezzolata e da! canuoue. Arrogeche un tal sistema governativo sotto legranduchesse tutrici fomentava nel volgonnziche nö le false opinioni solle streghee gl’incantesimi • per modo che la santainquisizione lino dal primo granduca si resein Siena terribile al seguo che nel 4569 unbnrbaro Auto-da-Fe fece nbbruceiare vivesul rogo cinque feminine conrinte di avererinunziato al battesimo, di essersi datealdemonio e di aver ciurmato 48 bambini.(Galluzzi, Stoi’ia del granducato ad htincanmim.)
Accadeva tutto ciö nell’anno stesso, incui il pont. Pio V incoronava Cosimo Iin granduca di Toscana, in quell’ annostesso che impose alle Maremme Sanesiuna gabeila di Iire sette e mezzo sopraogni moggio di grano.
Al quäl proposito lo storico Galluzzi,or ora citato, aggiunse che a tempi delsuecessore immediato di Cosimo I nelgranducato aveva preso piede nel inini-stero di Firenze la massima, ehe lo Statodi Siena doveva servire con i suoi piüdotti a quello Fiorentino .
Il granduca Francesco I continuö perqualche tempo i! metodo adottato da Co-simo suo padre, coll’aprire o chiudere apiacere le tralte dei grani nella provinciainferiore di Siena . Ma la sua aviditä (sonoparole dello stesso storico) gli suggeri unmezzo di profittare di simile sorta ditratte, col raddoppiare la tnssa. Cosicche inun decennio, dal 4578 al 4588, essendosiestratte dalle maremme 7991 rnoggia digrano, raddoppiando la somma della tassada uno a due scudi il moggio, ne ritrasseper l’enorme somina di 15,982 scudi d’oro,
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