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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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In conseguenza di ciö, se da unn partesi occrebbe I’erario del principe, cotal mi-sura portö dall’ altro canto una notabilediminuzione nella sementa nelie marera-mc ed uno scoraggiraento universale tantone’ proprietarj come nei fittuarj di quelleterre; ina nou per questo se ne volleroconoscere le vere cagioni, che rimontavanofino ai tempi della Rep, Sanese, siccomeappariva di uno statuto di Grosseto del-I’anno 1378.

A cotesti mali accrebbe piü gravezza ilcrescente languore delle antiche manifat-ture di Siena , e le nuove abitudiui diquella nobiltä , la quäle nei tempi dellasua repubblica attendeva precisamente alleoperazioni agrarie della sua campagna,mentre sotto il granducato veniva odistrutta dallo spirito cavalleresco o im-pegnata nei lusso che esigeva una corte so-vrana, e quella de’suoi governatori. Quäleanibiziosa smania fino d’allora avessero iSanesi lo dimostra non tanto l’istituzionede’ cento nobili del 4591 sotto Ferdi-nando I dei quali si e di sopra fatto men-zione, ma 1‘uso che ebbero i Sanesi finodai tempi della loro repubblica di suddi-vidersi in tanti Ordini o Monti diversi,per i quali venne a mancare quella con-cordia di unione, cotanto necessaria perlegare i figli di una stessa patria con vin-coli di generoso accordo e di reciprocaomorevoiezza.

Accadeva tutto ciö nei tempo che di-minuivano ogni giorno piü le rendite perle minori raccolte del suolo.

Si tentö di portarvi un rimedio conconverlire in legge dello stato (anno 4624)1’ istituzione del monte de’ Pasclii dellaquäle si e disopra parlato , stahilimentounico nei suo geilere, nella veduta utilis-sima di frenare l’usure eccessive, e di fa-vorire l’agricoltura, assegnando il governouna garanzia di 300,000 scudi.

Dopo la visita ordinata nei -1572 da Cosi-mo I, per avereuno stato della popolazionedello Stato Sanese, dopo una seconda inco-minciata ne! 4589 e continuata in moltiluoghi per ordine del granduca Ferdinan-do I, il di cui originale conservasi neli’Ar-chivio della Camera delle Comunitä diSiena , con tutto ciö niuno di quegli stalimi sembra piü completo di quello sotto iltitolo di Blasone Sanese compilato nei4639 dal Corsi del Bruno, e del quäle cigiovammo per dare la popolazione del4640, anteriore di 36 anni alla visita fattanei Senese dal Gherardini,

Anche sotto il granduca Cosimo II nei

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tempo della sua minoritä, nei 4642. fuordinata una statistica della popolazionedello Stato Sanese, ma non comparisce neesistente ne eseguita, mentre e noto chedopo la morte di quel giovane sovrano ilgoverno regolavasi a piacere di una reg-genza di due granduchesse, la moglie ela madre di Cosimo II , le quali si allon-tanarono talmente dalle massime di pub-blica economia, che non solo Siena matutto il granducato se ne risenti perlunga etä; talche sia inutile il rainmentaregli ordini di quel granduca, giacche tantealtre cose egualmente utili furono daquelle reggenti trascurate. Esse medesimeconcorsero a rovinare la maremma Sa-nese, quando intrapresero per loro contoil commercio privilegiato di quei grani ;e quando Ferdinando II dopo sette annigiunse alla maggior etä trovö talmenterovinato lo Stato, ch’ebbe penaa rimetterlo.

Fu sotto Ferdinando II che si tentö difar risorgere l’agricoltura ed il commercio.Perö nella provincia inferiore Sanese ladecadenza era tahnente aumentata, chea proporzione della cresciuta insalnbritäandarono diminuendo le bruccia pei la-vori campestri ■

In questo frflttempo fu eletto governa-tore di Siena j| prii<oi])g Mättid fratellodel granduca Ferdinando II sotto il quäleSiena riceve qualche vantaggio. L’amore-volezza che questo principe si acquistöservi di buon preludio per ricevere confesta un'altra principessa venutn in Siena nei 4747 (la principessa Yiolante di Ba-viera) come governatrice, inviata costi dalgranduca Cosimo III per conciliare le dif-ferenze insorte con la figlia, e forse anchecol troppo vizioso suo sposo.

Il primo anno perö che la Toscana toccöin retaggio all' augusta casa regnante fuscritto dal canonico sanese Salustio Ban-dini quel Discorso economico che poi pub-blicossi nei 4775, e che diede un forte slan-cio alle imprese benefiche sul granducatodu Leopoldo I con tanto sapere e munifi-cenza prodigate,

Nemico al pari del granduca degli osta-coli politici I’ arcidiacono Bandini cQncuore integerrimo e mente sana si slan-ciava in quel suo Discovso contro letroppo gravose gabelle, la restrizione par-ziale delle tratte , le proibizioni, gli ap-palti, onde allontanare dal granducato lecarestie; egli finalmente dimostruva il bi-sogno di una libertä agraria intiera, conragion? che solo Leopoldo I riconobbe giu-ste e valide, «I prezzi delle grascie (dieeva