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il Bandini) sono stabiliti dai bisogni edal consumo; i ricchi terrieri restano po~veri colle cantine e con i granai pieni, iterreni perdono di prezzo , e mancandoii credito alle Stato, viene a scemarsi iltributo fondiario. Una circolazione rapi-dissima e eontinuata moltiplica in pro-porzione i capitali e fa prosperare tuttele classi di una popolazione ».
ln questo modo, scriveva il Bandini,un secolo innanzi che s’inventassero leniacchine opificiarie, e che si trovasse la■via di correre per vettura o per barca aforza di vapore.
Fn sotto il gran Leopoldo, fu allorache il Discorso economico del canonicoBandini vide la luce, e fu meree del granLeopoldo che quell’opera fu messa ad ef-fetto •, ed in pochi anni Leopoldo I operönello Stato Sanese, e precipuamente nellaprovincia inferiore, assai piCi e molto me-glio di quello che non si era fatto nellungo periodo del governo mediceo. Leinisure economiche suggerite dall’arcidia-cono sanese furono eseguile ed anche as-sociate alle provvidenze fisiche progettatedall’ idraulico padre Ximenes.
Avvegnache nelle maremme Sanesi nonsolo fu accordata piena libertä agraria aiprodotti del suolo, raa ancora venneroabolite molte gravezze, diminuite altre,migüorata l’amministrazione politica , ri-montata la giuridica , agevolati i mezzidi acquisto di beni di suolo, costruiti ac-quedotli per somministrare acque salubria quei paesi che ne mancavano; e tuttociö si facevn nel teropo medesimo che sitentava di rinfrescare le acque stagnantinel maggiore padule di.Grosseto , credutose non f uniea , almeno la causa princi-pale della malsania di quella maremma,e molti anni innanzi che fosse pubblieatoil Discorso economico. — V. l’Art. Gros-seto.
Ho detto che il gran Leopoldo mise inopera le massime dell* economista sanesemolti anni innanzi che quel suo Discorsovedesse la luce avvegnache quel granducafino da! novembre del 4765 , due inesidopo arrivato in Toscana , ordinö un go-verno economico e giuridico della pro-vincia inferiore di Siena imniediatamentedipendente della sovrana autoritä , dopoche all’aurora del suo felice avvenimentool trono granducale Leopoldo I rivolse lamente , e dedicö il pubblico erario al-1’idea di voler riparare a tanli mali,talchö nel 4769 erano gia venuti allaluce i due Ragionamenti del padre Xi-
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menes Sulla ßsica ridusione della marem-ma Sanese. Fra le riforme dei vecclii si-stemi non meno importante per tulti iToscani, ed in ispecie per i Sanesi puödirsi quella derivata la legge del 3 giu-gno 4769 e quella dell’44 apriie 4778 rcon la prima delle quali furono esoneratida ogni dipendenza di pascolo i terreniacquistati o dati ai forestieri che si sta-bilivano nella maremma Sanese, e l’nltrache aboli generalmente le servitü nei pa-scoli comunali, i dazj imposti sul bestia-me d’ogni specie per 1’ introduzione, tran-sito ed estrazione del granducato.
Fu nell’ anno stesso 4778 quando ilgran Leopoldo si degnö accordare ai Sa-nesi una prova della somma ßducia che ri-poneva in essi, col far aprire al pubblicopasseggio quella fortezza che Cosimo Itece innalzare a sicurezza del suo dominio.
Ne a questi soli beneflzj quei provve-dimenti si arrestarono, poiche oltre allapiena libertä concessa al commercio peiprodotti agricoli intorno al granducato ,la maremma Sanese ebbe la libertä.
Io non parlerö del periodo del regnodi Etruria ne di quello anche piü arduoe piü lungo dell’ invasione francese , chefece di Siena ii capoluogo di uno deitre dipartimenti della Toscana , e moltomeno starö a rammentare un corto malagrimevoie periodo per la storia delgranducato, quando uno sciame di gen-taglie armate di furore piü che di fucili,col noine di Viva Maria in bocca e conIo spirito del demonio in cuore spogliava,uccideva a Capriccio chi non amava o chinon era fanatico realista.
Vorrei cancellare cotesto luttuoso pe-riodo dalle raemorie relative a Siena , pernon avere occasione di rammentare ilgiorno infausto del 28 giugno 4799 quan-do la plebe sanese unitasi all’ingresso incittä dei cosi detti villici aretini spogliö,trucidö ed abbruciö vivi non meno di 42israeliti sanesi di varie classi e di variosesso; ne starö a rammentare il superboNiello scolpito nella Pace del Duomo diSiena , che un imbecille magistrato civicodonö alla chiesa di Arezzo .
Per buona Sorte dell’ uruanitä cotestostato di violenza dove cessare , e flnal-mente tutto il granducato nel 1844 potöritornare nel pacifico grembo del suo de-sideratissimo sovrano Ferdinando III ,dopo il di cui ritorno sul trono avito frale opere specialmente utili a Siena puöcontarsi 1’ istituzione dell’Accademia diBelle Arti, l'organizzazione del graraducato