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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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rino in elevatezza, se non sono quelli perandare alla Castellina in Chianti e sulMonte Maggio. La quäl situazione se daun lato contribuisce a rendere la vista dicotesta cittä regina piü spaziosa e ma-gnifica, e l’aria piü elastica e salubre, dal-l’altro lato rende il clima suo alquantopiü rigido e privo di acqne correntie po-tabili, comeche con grandi spese vi pro-vedessero i suoj magistrati fino da tenipianlichi.

Ciö nonostante non restano memoriescritte di siraili fonti pubbliche prima delsecolo XI. Tale fu la Fonte Branda, lapiü untica forse e la piü copiosa d’acqueche scaturisce a pie del Poggio tufaceodella gran cliiesa e convento di S. Dome-nico presso la Porta di Cittä di quelnome.

Non vi e persona che discorra di Siena ,ne foresliero che percorra la cittä senzaparlare e visitare la Fonte Branda, quellaFonte che ha fatto dire delle sue pro-prietä immaginarie cose da fermare laluna, fonte da non doversi confonderecon 1’ altra Fonte Branda esistente nelPoggio di Bomena, ed alla quäle io credoche appellasse 1’ALiGHiEKr, che nel C. XXXdel suo Inferno disse:

Per Fonte Branda non darei la vista.

Deila Fonte Branda di Siena la primamemoria fra quelle superstiti stä in unistrumento del 4 novembre 4084 , pub-blicato dal Muratori, nt;lle sue Antichitäitaliane , (dissert. 6). Esso e relativo aduna donazione fatta dal vescovo di Siena al suo capitolo, fra )e nitre di una terravignata circondata da un lato da una viache ora vä aliaFonte Velrice ; dal 2. latodaila terra Contile; dal 3. dal fossato disopra le case e le mura della cittä e dal4. lato dal fossato di sotto che viene dailaFonte Branda.

Sono in quest’atto soltoscritti dopo ilvescovo Rodolfo, che confermö la dona-zione in un S. Sinodo, fra i testimonj idue fratelli Ugo e llanieri Conti ed unUgo Visconte.

Frattanto da quell’ istrumento si com-prende che fino dal 4081, e forse moltoinnanzi } esistevano le due fonti pubbli-che di Vetrice e Branda. Nella primache si uni alla seconda fino dal 4259furono costruiti i lavatoj pubblici insie-me alla fonte di Pescaja ; dirö solo chesu tutte le fonti pubbliche antiche diSiena , a partire da quella dell’ arte della

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lana ln Val di Montone, di Fonte Nuovaa Pon'ta Ovile, di Follonica, di Pantanetotuttora esistente con le due seguenti difonte Pispini e del Ponte, e della fonte diPescaja, riunita alla fonte Vetrice, la-scerö di estendermi perche non piü an-tiche del secolo XIII , per discorreredi due fonti di Siena , le quali su-perarono in fama tutte le altre, cioödella fonte Gaja di Piazza e della fonteBranda,

E quest’ ultiina la piü bassa e la piücopiosa di tutte. La sua memoria dopoquella del 4084 ritorna a scuoprirsi nel1193 quando i Sanesi la restauraronocome apparisce da una Iapida ivi appostache dice: Anni sunt Domini , detrahe se-ptem, mille dugenti.

Nel 4240 sembra che cotesta fonte fosserifatta a spese del comune , mentre neilibri di Bicherra leggesi sotto quell’ announ pagamento eseguito per ridurre 1’ ac-qua in fonte Branda nuova , e per ter-ininare la fossa dove fu la fonte Brandavecchia. Nell’anno stesso si restaurava lavicina fonte di Pescaja e 42 anni dopofurono costruiti gli abbeveratoj a questaed alla vicina fonte di Vetrice finche poisi diressero tutte due in quella di fonteBranda.

L’altra fonte Gaja fu condotta nellagran piazza del Gampo davanti al palazzopubblico nel 4343 con tanta gioja ed al-iegrezza del popolo sanese che fu appel-lata fonte Gaja, e che piü tardi, verso il4420, diede il sopranome al celebre scul-tore che ne scolpi i molti bassorilievi estatue ed ornati, talehe Giacomo dellaQuercia si appellö comunemente GiaComodella Fonte,

CERCHI PRINCIPALI DELLE MURA DI SlENA.

Qualora si dovesse prestar fede a nonpoehi eruditi scrittori di epoca troppomoderna e senza il soccorso di prove difatto, si dovrebbe credere che la cittä diSiena daila sua origine in poi sia statacircondata otto o nove volle di mura ur-bane, gli Ultimi cerchi sempre maggiorie piü estesi dei precedenti.

Mancando noi di qualsiasi autoritä con-temporanea, o quasi, onde prestare cre-denza a congetture troppo gratuite, nonstarö a intrattenere gran fatto il lettoresuU’ origine del Castel Vecchio dentroSiena , giacche passa per tradizione chedi qua prendesse l’epiteto di vetus l’anticacittä, innanzi che lo stesso titolo di Sena