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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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vetus fosse ripetuto nelle sue monete; mifermerö piuttosto a indicare alcuni docu-menti meno equivoci, che mi servirono discorta sull’ epoca dei tre Ultimi cerchi dicotesta cittä.

Giro il piü antico delle mura di Siena.

Io non parlo dei tempi da rioi troppoi'emoti, sibbene di quelli in cui si hadalla storia che fino dei 4081 esistevanole mura della cittä verso la porta di fonteBranda siccome fu indieato nell’ atto dei4 novembre di detto anno di sopra ram-mentato; ed innanzi ancora un. istrumentodei dicembre 40-12 rammenta 1’ Arco diS. Donato, dove fu la porta per la quälesi entrava in cittä da Firenze , mentrenel lato opposto altro istrumento dei 29settembre 4148 rammenta la porta Salaradietro al duomo'ed all’ospedale di SantaMaria della Scala. ( Arch. Dipl. Flor ,,Carte della badia di Passign.)

A questo piü antico fra i conosciuticerchi delle mura di Siena, piü angustodegli altri due posteriori, io tengo perfermo che appelli la pratica tultpra usatadal clero maggiore della cittä, di recarsiprocessionalmente nei tre giorni delle ro-gazioni nei luoghi dove furono le porteo le mura di detta cittä.

Ern giä abbandonato il primo o datoprincipio al secondo piü ampio recinto diSiena , quando nel 4213 dal eanonico sa-nese Oderigo, da non confondersi con1’Oderigi da Gubbio , fu scritto il primorituale dei clero dei Duomo di Siena ,dato al la luce in Bologna nel 4776 sottoil titolo Ordo officiorum ecclesice senen-tis, etc., con note e aggiunte dei ch. padreTrombetti, ecc.

Dal quäl rituale si conosce appena ilprimo indizio dei giro che allora facevala processione dei capitolo maggiore neitre giorni delle rogazioni, rito imitato ,come si disse, dal clero di Lucca , daquello di Pistoja, e forse anche da altreantiche cittä.

Nel primo giorno pertanto il clero diSiena dirigevasi nel Terzo detto poi diCamullia passando , come passa tuttora ,davanti al Pellegrino ed alla chiesa di SanCristofano, e di costä inoltravasi fino alladistrutta chiesa di S. Donato all’ Arco ,dove sembra che fosse la prima portadella cittä, portata oggi a Camullia; e quafermavasi la processione cantando diverseantifone, e ponendo a traverso la stradamaestra lo stendardo sotto al quäle, per

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indizio che costä fu una porta, passavanotutti quelli che accompagnavano la pro-cessione, ecc.

Nel secondo giorno delle rogazioni lostesso clero percorreva una parte deiTerzo detto di S. Marlino scendendo daprimo dietro al vescovato per arrivarealla distrutta chiesa parrocchiale di SanDesiderio presso i! battistero di S. Gio-vanni; quindi arrivava allq cosi detta Ca-starella de’Barbieri, dove fu la PortaSalara dove cantava l’antifona (in exitucivitatis }, ponendo anche costi attraversoalla via lo stendardo sotto al quäle pas-sava il clero, ecc. Di costi piegava la pro-cessione per avviarsi alla chiesa di SanMartino, dove il clero faceva stazione,prima di avviarsi alla chiesa di S. Gior-gio ed alla distrutta chiesa di S. Maurizioal Ponte, dove la processione passava laPorta di S. Maurizio e dove lo stendardosi piegava per attraversare la strada cheva all’Arco dei Ponte, forse la terza portaantica della cittä, detta di S. Maurizio.

Nel terzo ed ultimo giorno delle Roga-zioni la processione dal Duomo avviavasinel Terzo detto di Cittä passando perS. Pietro alle Scale e di lä per la viadelle Murelle saliva aH’oratorio di S. An-sano ed alla chiesa di S. Quirico in Ca-stel Vecchio; quindi scendendo per la viadi Stalloreggi didentro arrivava nel Pianode’Montellini (piazza dei Carmine), finchedopo il giro di diverse chiesa ritornavaper la via della Cerchia in Castel Vecchioe di lä all’Arco di S. Mustiola. Giunta laprocessione alla crociata della via delleMurelle con quelle dei Casato mettevasi,come tuttora si pratica, lo stendardo at-traverso a quella via che fa crociata conquella che da S. Pietro alle Scale con-duce per 1’ Arco di S. Mustiola a PortaTufi sotto S. Agostino,

Quantunque il rituale dei 4213 o altrilibri piü moderni spieghino l’uso di met-tere lo stendardo a traverso ai luoghidove furono alcune porte dei vecchio re-cinto, come per designare dove furonode’templi pagani, sembra piü giusta l’in-duzioneda noi supplita, la quäle serve senon altro a rammentare dove furono al-cune delle priine porte della cittä, cioedalla parte dei Terzo di Camullia; la portadi S. Donato all’Arco, nel terzo di SanMartino la Porta Salara e quella di SanMaurizio all’Arco dei Ponte e nel terzodi cittä la Porta di Stalloreggi e quellaall’Arco di S. Mustiola.

In appoggio al cerchio piü antico di