SIE
eolesta cittä, a quello cioö _ anteriore al4243, giovano oltre il norae di Arco di SanDonato rammentato in un istrumento del4042, quello di Porta Salara citata in al-tro atto pubblico del 29 settembre 4448,il cenno delle mura della cittä esistite finodal 4084 presso la porta di Fontebranda,il norae di Murelia e delle Cerchia, re-stato tuttora a due strade antiche in Ca-stel Veccbio. Al che aggiungerö. il fatloda me raccolto in Siena da una membranadel 20 giugno 4249 fra quelle dell’^rcfi.privato del signor ßorghesi Bichi in cuitraltasi di una casa situata in Siena nelpopolo di S, Quirico in Castei Vecchioconfinante davanti con la strada e di die-tro con il muro del Comune e con lospedale di S. Maria della Scala .
Quesl’alto per avventura fornisce schia-rimento ad altra membrana dell’ Arch.Dipl. San. ( vol. V, n.° 405), ln quälesebbene acefala, contiene diverse impor-tanti deliberazioni fatte dal governo diSiena , sotto di 26 aprile detto anno 4246;una delle quali ordinava dovei'si rifare lavia antica che usciva dalla porta di Stal-loreggi, della larghezza di braccia 42 periinea retta, ecc. Con altra deliberazionedello stesso giorno fu decrelata i’aperturadi un’altra strada che passare dovevaper i possessi della Badia di S. Donato(all’Arco) per le terre di Jacopo d’ Ilde-brandino (forse de'conti di Soana ?) eper quelle della chiesa di S. Egidio, ecc,,la quäle strada doveva dirigersi dallaPorta della Badia di S. Donato (all’Arco)fino a quella che veniva dalla Porta SanLorenzo, ecc. Seguono diverse altre prov-visioni relative ad altre strade da farsio restaurarsi dentro la cittä; talche iopenso che sarebbe cosa utile che qtialcheerudito sanese quella carta pubblicassecon note allusive ed atte a schiarire lastoria di Siena del medio evo.
Secondo cerchio della citta’ di Siena .
E diffieile il precisare il tempo quandocessasse il primo e si cominciasse a la-vorare sul secondo cerchio: certo e peröche fino dal declinare del secolo XII, vierano le porte per le quali si entrava incittä pagando il pedaggio, di che abbiamoriprove certe nei documenti del secolo XII,ma quante fossero e quali nomi esse aves-sero non e facile a me il determinare.
E incerto perö che nella contradadi Camullia fosse costruita una porta dital nome fino dalla melä del secolo XII,
SIE 4359
sdcconw lo fu dubltare un istrumento del25 marzo 4453 dcl\'Arck. privato dl casaBorghesi Bichi, nel quäle si fa menzionedella porta suddetta, la quäle per altrodoveva essere piä interna dell’attuale,giacche nel 4262 il conte Bonifazio diSanta Fiora nell’atto di rinnovare con laRep. Sanese i patti di accomandigia siobbligö a terminare il palazzo che avevaincominciato al luogo ora detto il Casteilare,ora il Poggio de’Malavolli (per andarealla Lizza) contiguo alle mura castellanedi Siena .
Dai molti spogli fatti dal benemeritosanese Uberto Benvoglienti,molti de’qualisi conservano in quella pubblica bibliote-ca, sembra raccogliere che cotesto secon-d’ultimo cerchio fosse incominciato nellaprima metä del secolo XIII, mentre finodal 4229 i camarlinghi di Bicherna paga-rono lire 449 e soldi 47 in acconto dilavori per costruire le porte (non dicequali) della cittä di Siena secondo la for-ma preseritta dallo statuto. Inoltre lo di-chiara un istrumento di vendita fatta nel4239 di un pezzo delle mura antiche po-ste in via del Casato per andare all’Arcodi S, Mustiola, venduto poi ad uu abi-tante della stessa via del Casato , per lalunghezza della sua casa. Lo diehiararonoi deputati nel 24 dicembre 4247 destimatidal governo a fare eseguire il dirupo efossi dalla parte della cittä vecchia di Sie-na , descrivendone i luoghi. (Arch. Dipl.San., Pergam, n,° 425).
Finalmente in altre carte di quell’Ar-chivio fatte gü anni 4248, 50, 61 e 69 siparla delle nuove mura, della Porta diCamporeggi (forse di Fontebranda), dellaPorta Follonica, delle mura del Pian d’Q-vile, della sua Porta, e dell’anüporto diCamporeggi e delle sue mura fino allaPorta Follonica. Fin qui de’ lavori fattiintorno alle mura e porte del second’ul-timo cerchio della cittä innanzi la giornatadi Montaperto (4 settembre 4260), le qualiopere con piü vigore continuarono perparecchi anni dopo la viltoriosa giornata,
Infatti nel 4267 la Signoria fece rim-borsare chi aveva anticipato i denari perla strada fuori di Camullia fino alla PortaS. Maurizio (all’Arco del Ponte). Nel 4266si pagarono quelli che lavorarono alle Ca-stelia di S. Agata (Porta Tufi) e di S. Mar-co sino alla Porta della Yetrice (fiume diFontebranda?) e per le casteliaccia diFonteFollonica. Cosi nel 4267 furono speselire 450 pei muri delle casteliaccia di Ca-mullin, di S. Prospero e di Ovile,