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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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marzo e del luglio -1108 si apprende cheJa mogiie del detto conle Ranieri era ri-masta vedova con due figli di detto contechiamati uno conte lldebrando (II) e l’al-tro conte Malagagla. •— (Loc. cit, Carledelle moiiache iufisse di Siena ).

Mentre nel 1124 di giugno da altrascrittura data nel castello di Arcidosso sirileva che il conte Malagagla aveva la-sciato vedova la conlessa Lupa, di cui erariaiasto mondualdo il suo cognatOj contelldebrando (IV di Soana).

Rispetto poi all’altro fcatello del conteRanieri, il conte Ugo o Uguccione, dalquäle sembra che derivasse il ramo mag-giore de’ conti Aldobrandeschi di Soana,trovasi fra le pergamene della BadiaAmiatina nello stesso Arch. Dipl. Fior.,una del rnaggio 1097 scrilta nel castellodi Maglinno, nella quäle si scopre unaconlessa Flandina tnoglie del conte Ugue-cione II, Rglio di altro conte Ugo o Uguc-cione, nato dal conte lldebrandino (111 diSoana) e che ebbe in conseguenza a fra-tello il conte Ranieri di sopra piü voitenominato. Senonche cotesta contessa Flan-dina dovö lasciare assai presto il consortevedovo, tostoche una seconda mogiie, lacontessa Gemma, trovasi nel 1152 sopra-vissuta al marito fu conle Uguccione (II),siccome Io dichiara un istrumento del di-cembre di detto anno, dal quäle si rilevache ü detto conte Uguccione lasciö unfiglio ntondualdo della ruadre , appellatoconte lldebrandino Novello, del quäl fi-glio si conservano varie membrane nell’ar-chivio privato de’ signori Borghesi Bichidi Siena ; una delle quali dell’agosto 1164specifica distintamente cotesto conte Ilde-brandino Novello nato dal fu conte Uguc-cione (II), allorche promise alla badessadi Monte Cellese di mantener’ ferma econfermare la donazione falta dai suoiantecessori (cioe dai figli de! conte Ra-nieri e della contessa Adeiasia loro ma-dre) della chiesa e monastero della San-tissima Trinitä snl Monte Calvo (pressoSanta Fiora ).

Kon lascia poi dubbio che non riferiscaa cotesto conle lldebrandino Novello unistrumento del 22 gennajo 1171, dal quälesi scopre che la sua- consorte, contessaMaria, era figlia di un fu conte Albertodi Verni, forse del conte Alberto privile-giato nel 1164 dall’imperatore Federigo I,e che ivi fu dislinta coll’epiteto di con-lessa di tutta la famiglia Aldobrondesca.{Aeeh. Vipl. Fior. Carte del monasterodi San Lorenzo alla Rivolta di Pisa ).

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Figlio ed erede dl questi due conjugisembra che fosse quel conte lldebrandinoPalatino che nel 2 gennajo del 1203(stile comune) giurö insieme con la mndrecontessa Maria ed i figli suoi di tenerecompagnia per 20 anni con il Comune diSiena . ( Arch. Dipl. San., vol. II delle Per-gamene, num. 64).

Che poi cotesto conte lldebrando o II-debrandino Palatino,- nato dalla contessaMaria, avesse in mogiie la contessa Ade-iasia, Io dichiarano il suo testamento ro-gato in Soana li 22 ottobre del 1203 edun iodo pronunziato in Travale li 2 lu-glio 1215, Dail’ultimo de’ quali si rilevache la contessa Adeiasia lasciata vedovada! conte lldebrandino di Soana, erasi ri-maritata ad un Napoleone Visconti diCampiglia d’Orcia, ed era coi nuovo ma-rito tutrice delle due figlie nubili, contessaGemma e contessa Margherita degli Al-dobrnndeschi, delle quali erano fratelli ilconte lldebrando maggiore, il conte Bo-nifazio ed il conte Guglielmo. (loi,Perga~mena, num. 124).

Ma tanto il conte lldebrando mag-giore quanto il conte lldebrandino minoresuo frate!lo,.rammentato ivi ed in altre duePergamene, (num. 147 e 148), del 20 ot-tobre del 1221, cessarono dopo il 1228 diessere nominaii. Avvegnache gli Ultimiatti relativ! al conte lldebrando maggiorefurono pubbiieati dal MuRATORr, nel tom. Idelle sue Antidiilä italiane, uno de’qualidel 19 settembre 1213 dato in Grosseto nel palazzo dello stesso conte el’altro delrnaggio 1221 spedito da Messina e conte-nente un privilegio dell’imperatore Fede-rigo Il in favore del conte lldebrando Pa-latino, figlio del fu conte lldebrando Pa-latino di Toscana . Dopo quest’anno sud-detto del 1221 non si trovano piu ram-mentati ne il conte lldebrando maggiorene il conte lldebrandino minore. Quindi6 che un delegato pontificio nel 7 agostodel 1225 stando in Soana assistito damolti nobili riceve il giuramento di fe-deltä del conte Bonifazio per il castellodi Montako sul confine del contado diSoana chela S.Sede aveva dato in feudo alconte lldebrando Palatino suo padre,

Molte altre membrane ieW’Arch. Dipl,San scritte nel 1204, trattano di variepromesse fatte al Comune di Siena daidue fratelli superstiti, il conte Bonifazioed il conte Guglielmo del fu conte llde-brando Palatino; dieesi lo stesso di altrapergamena del 1232, 1236 e 1237.

Finalmente una membrana di quel-