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] ’Arch., (vol. V, num, 442), contiene unalettera di uh Galerano vicario imperialedell’imperatore Federigo II al potestä diSiena con ordine di consegnare al Co-mune di Siena il contado Aldobrandesco ,acciö fosse difeso dalle armi dello stessoFederigo e di Manfredi suo figlio, controspecialmente il conte Guglielmo di Gros-seto, ed il suo figlio conte Ildebrandinodi Soana ribelli delfimpero.
Infatti ne! giugno del 424Ü le truppedell’ imperatore Federigo II stavano ac-campate intorno all’assedio di Soana, didove fu spedito un ordine imperiale algiusdicente di Fuceechio dal capitano ge-nerale Pandolfo di Fasanelia, quello stessoche nell’estate del 4242 assediava il ca-stello di Selvena della stessa dinastia AI-dobrandesca. (Arch. Dipl, Flor, Cartedella Comanilä di Fucecchio.)
Ed eccoci alla dichiarazione dell’ opi-nione poliliea che seguitava allora il conteGuglielmo ed il suo figlio conte Ildebran-dino, dichiarandosi il priino conte di Gros-seto ed il seeondo conte di Soana.
Finalmente con atto del 12 inarzo 4236il detto conte Guglielmo di Grosseto avevacessato di vivere, in quanto «he due de’suoi figli allora viventi, il conte Ildebran-dino di Soana ed il conte Umberto diCampagnatico, in una Carla della Cornu-nitä di Folterra, ora nell’ dreh. Dipl.Fior., si diehiarano figli del fu conte Gu-glielmo Palatino di Toscana , Ed era quelconte Umberto di Campagnatico che fuucciso tre anni dopo per comando de’ Sa-nesi ghibeliini, e che l’Alighieri pose per-ciö nel suo Purgatorio, con le seguentiespressioni:
Io fui latino rnilo da un grau Tosco ,Guglielmo Aldobrandesco fu mio padre,Non so se il nome suo qlammai fu vosco.
Del contelldebrandinodi Soana, altro fi-glio superslite del- conte Guglielmo Aldo-brandesco di Grosseto , innanzi 1’atto didivisione e fatta inenzione da piü di unistrumento, uno de’ quali del 40 novenj-bre 4238 rogato nel castello di Arcidosso ed esistente nell ’Arch, Dipl. Fior., fra lemembrane della Badia Amiatina, mentreun’altra carta dell 'Arch. Dipl, San., esistefra quelle delia Comunitä di Massa Ma-rittima dell’anno 4274 consistente in unasentenza data in Suvereto dal potestä diquel castello, conte Ildebrandino Palatinodi Toscana , figlio del defunto conte Gu-glielmo. — V. Suvereto .
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iXello stesso Arth . Dipl. Sanese con-servasi copia e originale del contratlo■ dell'41 dieembre 4274 concernente 1’attodi divisione della contea fra i due ramidi Soana e di Santa Fiora , quelli derivatidal conte Guglielmo, questi dal di lutfratello il conte Bonifazio.
La quäle divisione fu fatta in Soanaalla presenza del vescovo di questa cittäe di molti illustri personaggi ad oggettodi terminare le diseordie domestiche in-sorte a cagione della promiseuitä di ca-stelli, corti e possessioni della contea Al-dobrandesca. Che perö fu deciso, 4.° chela cittä di Soana, la terra di Pitigliano ed i castelli di Monte Mozzo, di Sorano ,Orbetello , Marsiliana, ecc., toccassero alramo del conte Ildebrandino Palatino delfu conte Guglielmo e che si dicesse de’conti di Soana ; 2. che la terra di SantaFiora, i castelli di Arcidosso, di Selvena ,di Campagnatico , llocca Strada e di Ca-sliglion d’ Orcia, toccassero al ramo delconte Ildebrandino Palatino, figlio del fuconte Bonifazio, e fratello stato del conteGuglielmo, con altre condizioni ivi ripor-tate, salvo il diritto eomune alli due ramisuU’argentara di Selvena .
La quäl divisione fu repartita nel modoseguente: Che per tutte le terret postesulla destra dell’Ombrong fosse teniito ilramo dei conti di Soana a dividecle conquello di Santa Fiora. , corne pure la cittädi Grosseto con il suo territorio dovesserestare in eomune fra i due rami, al paridei paesi della.diocesi di Volterra , cioä,di Radic.ondoli, Beiforte, Monte Guidi ,Rocca Sillana e Monte Gennoli.
Giä all’Art. Orbetello fiu avvisato chefino dal 4269 l’abate delle Tre Fontaneaveva dato in feudo al conte Ildebrandinodi Soana,"chiamato il Rosso, tutta la giu-risdizione del castello di Orbetello ; laquäle investitura fu rinnovata nel 4280 ,innanzi la morte del conte IldebrandinoRosso, dall’abate medesimo in favore dellaeontessa Margherita, figlia unica ed erededel conte Ildebrandino stesso, finche tuttala contea di Soana, a forma della divi-sione del dieembre 4274, dieci anni dopo,essendo mancato ai vivi il detto conte Il-debrandino, toccö alla figlia suddetta, giämaritata a! eonte Guido di Monfort.
Da simile connubio nacque una sola fi-güuola per nome Anastasia, che portö l’e-reditä della contea di Soana nella casadel marito, Romano di Gentile Orsini didi Roma .
Yenuti i conti Orsini padroni della con-