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[Volume terzo. Parte seconda. Parte seconda.]
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pote della contessa Ava quel Guido delfu Gherärdo, il quäle stando in Terren-sano nel territorio di Siena , vende la suametä del castello e corte di Staggia conaltri luoghi ivi indicaii.

Uno poi dei discendenli della contessaAva fu quel Tegrimo che fu vescovo diPopulonia , il quäle per atto pubblico del-T44 marzo 4061 rogato in Strove, riceveper sua sorella donna Adaileta, figlia diTeuzzo, lire 40 per la quarta parte delcastello di Strove, che il suo padre avevaceduto alla Badia dell’Isola . ( Loc. eil.)

Inoltre in quelle carte si leggono piünoini della famiglia de’ Soarzi di Siena ;tale e un atto del 22 settembre 4486 edel di 8 ottobre dello stesso anno, colquäle un Soarzo, forse il figlio e nipotedi Ugolino di Soarzo, rammen tato in unatto del 44 maggio 4137 (ivi), con Ru-stico ed altri coiisorti, stando nella chiesadi Scarna, del piviere di San Pietro aCastello , diocesi di Volterra, rinunzia-rono alla detta Badia dell’Isola ogni pa-tronato sulla parrocchia di Santa Mariaa Staggia ; tale e un istrumento del 27febbrajo 4456, col quäle un Rustico diSoarzo con altri si obbligö col governodi Siena davanti al vescovo Ranieri suocapo politico ed ecclesiastico, di allearsiseeo contro il Cotuune di Firenze , pro-metlendo di consegnare al governo diSiena a titolo di pegno il suo castel diStrove e la torre di Montagutoio sulMonte Maggio; tale e un atto pubblicodel gennajo 41G3, eol quäle un Ubaldinodel fu Ugolino di Soarzo rinunziö al Co-mune di Siena , e per esso al detto ve-scovo Ranieri, ogni diritto sopra il ca-stello e corte di Staggia , e sopratutti iluoghi posti fra Porta Camullia e Poggi-bonsi, finche non avesse iiglimaschi; talein fine e un documento del 27 aprile 4167,eol quäle Ranuecio di Staggia e Guido diSoarzo de’ signori di Montagutoio con-fermarono una donazione al Comuue diSiena . {Arch. Dipl, San.) vol, I, delle Per-gamene, num, 44, 24, 32 e 36). -

Contuttociö i signori di Staggia dovet-tero ritenere l’usufrutto di cotesto e diul tri castelli di Val di Strove e del MonteMaggio, giaeehe nel 44 settembre del4226 i monaci dell’ Isola presentaronosupplica al pontefice Onorio 411 controdiversi signori di Staggia , affinche resti-tuissero u detta Badia i beni stati donatidai loro aateeessori e da essi medesiiniconfermali, a partire da Siena n Poggi-bonsi e da Monte Yasone sul Monte Mag-

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gio* sino al Borgo di Gena sulla strada

antica Francesco. ( Arch. Dipl. Fior.

Carte del monastero di S. Eugenio pressoSiena ).

Sulla fine del secolo XIII la storia diStaggia e de’ suoi dinasti apparisce rnenoequivoca se non meno incompleta, Avve-gnache uno de’ piü fumosi signori di co-testo castello fu quel Musciatto di Guidode’ Franzesi, ehe nel 4303 accolse nelsuo cassero di Staggia il conte di Nogaret inviato costä dal re di Francia Filippo ilBello, con una mono di soldati decisi etravestiti da servitori, onde recarsi conessi, come fece, per vie trav.erse a sor-prendere di nottetempo il pontefice Boni-fazio VIII nel sno palazzo di Anagni .

In premio della quäl’ opera , io credoche Carlo di Talvis, frateilo di quel re,donnsse a Musciatto Franzesi il castellodi Carmignano. — V. CarmignaNO .

Ne lascia dubbio che egli ottenesse dallostesso re di Francia quel magnifico reli-quiario della Santa Croce, che poi i suoieredi lasciarono alla chiesa di Figline co-me esprime 1’ iscrizione apposta di quelreliquiario, da noi riportata all’Art. Fi-gline nel Val d’Arno superiore.

1/ Arch. Dipl. San. fra Ie pergamenerelative alla casa Franzesi di Staggia necontienc una del 20 dicembre 43 08 ri-guardante la promessa fatta ai signoriNove governatori di Siena dal sanese Ni-colö di Guido Franzesi, di non consegnaread altri che ai eommissarj di quella re-pubbiica il suo cassero di Trequanda .Che questo Nieoiö di Guido Franzesi fossefrateilo di Musciatto ne serve di riprovauna lite insorta nel secolo XIV fra i rao-nnci camaldolensi della badia -di MonteMuro e la societä mercantile dei Bardi diFirenze ch’ era subentrata nel possessoche godeva nel Val d’Arno superiore Mu-sciatto Franzesi; lite che fu vinta per sen-tenza .degli 8 ottobre 4340; per cui ileapitolo generale di Camaldoli ne! 4343deliberö doversi redimere la badia di Mon-te Mura ed i beni suoi da Nieoiö Fran-zesi frateilo ed erede di Musciatto {Ami.Camald.) — V. Monte Muro.

Era bensi figliuolo di Musciatto Fran-zesi Roberto di Staggia , pel di cui contofu proferita sentenza in Siena nel 34maggio 4361 contro donna Angiola, ve-dova di Sozzo Salimbeni, nella sua qua-litä di tutrice dei figli Salimbeni, affincheeila riconoseesse Roberto di MusciattoFranzesi pacifico possessore del castello edistretto di Vignöne. Come poi cotesto