XXXVI iNTRÖBVZIONE
E vnol dire: quando volevo Hposarmi, mi venne «na letfera(or va e riposa Je ptioil)L’ apro e puzza di vento calabro e di vento libeccio (cose che seccano) ». Tomroaseo,Canti popolari .
Comtiiml e «(«ein eivilc.
Intorno ul vestire dei Corsi riportiamo un brano di eronachetta Corsa , riferila dalTommaseo ne’suoi Canti popolari. Tralla del vestire delle genti del Niolo, che e unadelle piü corse regioni dell’isola.
« Costume era quello di non usare negli uomini allro panno che corso. 11 tagliodegli abiti cra il piü semplice; perche soltanlo si adaltava in modo da coprire lemembra. II corpelto di Caloscio ingfese era il sommo indizio di ricchezza in chi loporlaxa; e talvolla di composlezza , gravila, sapere, pubblico ulfizio nelle personeprovette. Segno pure onorevole era il berrelto di vellulo detto a mantella, faltoquasi a inodo di piramide, e pressoch£> al gusto degli ussari, tuttoguernito da alto abasso e nel giro d’un nastro nero di sela e di cordone, delli quali anche oggidi sene vede alcuiio, che 6 stalo conservato come pegno di stima.
« Anco le donne usavano per abilo cotidiano il panno corso. Lc giovani portavanoin lesta una cullia; le maritate un fazzolelto bianco; eie vedove un nletto 3 ch’era unpezzo di tcla corsa la piü sottile, ma alquanlo slrctto e lungo non meno di sei palmi.Quest ultimo fu proibito dal penultimo vescovo di Cervione.
« Gli adornamenti nuziali delle fomminc erano, por il giorno stesso del matrimonio,una cuffla bianca arricciala, con sopra un fazzoletlo di Cainbrä o di altra tela finapendente sugli omeri, che i'ormava una crcsta nella sommitü; al collo un giro di telaiina, cgualmente arricciata detto la riccia, cd altri varj ornamonti. Un imbuslo (cosidenominato). incordato da giunchi nel mezzo del fodero e del panno , che per lo piüera o rosso o lurchino, il quäle al davanti si appuntava con un cordone (di seta allerieche), detto c oipido, da una fibhia all’ altra, dall’ alto al basso in ciaschedun lato.Tale intrecciamento sostenevu la pettora falla a guisa di core, in figura di triangolo.Le rieche avevano il camiciotto di tela di bonibacina; le povere, c le rieche stesse, unacamicia di tela corsa hnpettarinata, che erano lavori in rozzo ricamo che figuravanoun mezzo euere per parte sul petto. Portavano al basso della vita le faldette fine,quanlumjue di color nero. Le attaccavano all’imbusto; e nell’unione delle une colle altreintrecciavano al basso delle reni vari pezzi di nastro di diversi Colori che pendevanocirca d un pahno; intrecciamento chiamato il ci.nUinc. Le rieche avevano le ealze rossefine, le povere, rosse bonsi, ma di lana. Le une le scarpe rosse di sommacco, le altredi cordovano , ma tulte alla medesima moda,.di alto calcagno e colle fibbie ».
Altra eronachetta: -
« L’antico vestire dei Corsi cra semplice: il suo lusso neU’arini. Giubba di pannodel paese, tagliala alla grossa ; calzoni lunghi e larghi a uso greco; scarpe di cuojo nonconeio. I pastori un gabbano di pelo di capra e berretto di cuojo. Le donne un to-nacone tulto d’un pezzo dal collo a’ piedi, con berrelta pieghettata, guernita di vel-lutq, con nastri di vario colore, da coslare quattro belle pezzuole ».
. Colle mode di Francia vanno sempre piü dimettendosi le foggie nazionali, perche lecondizioni dei tempi nuovi e i costumi irnportati fecero smettere le antiche armature;e non le sole armature, inulili oggidi, ma pavecehi usi buoni ed utiii in ogni tempo.11 seguente quadro, che noi caviamo dalla Storia di Pietro Cirneo (Lib. I), darä un’idcadegli usi e della storia Chile dall’antico popolo Corso.
« L’origine de’Corsi e romana. La maggiore e miglior parte dell’isola e stata abitata