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Appresso di loro e venerabile ehi riceve ad ospizio r.elia sua casa piü uomini di ognicondizione. Sono i Corsi i piü ospitali del roondo, ne soltanlo liberalmente accolgonoi viandanti, ma ancora i nuinerosi stuoli d’amici; ed anehe quando sono in guerra, fannomacinare grano ed orzo per nulrirc i guerrieri.
La Corsica, sempre nemica deH'accaltare, ospite dolle virtü, misericordiosa verso tutti,conserva la poverla e la liberla acquistate colla severa disciplina che osserva tuttavia.Sono di poeo conto le facoltä pecuniarie, di modo che anche ai primati vengono i cibicotti ed appreslali dalle mogli. Di natura taciturni, piü ad agi're che a parlarepronti, nulla di splendido trovi nelle loro case, facendone essi soli 1’ ornamento ; lechiese ornano di lapidi, le case di gloria.
Sono fra gli uomini i piü religiosi, e talmenlc rispeltano le chiese che neppure neitempi di guerra ardiscono por mano nci beni depositativi dai nemici. Se i navigantiapprodano ai loro lidi o per tempesta o per timore di pirati, con celeritä accorronoa soccorrerli, e peressere numerosi danno tregua alle inimicizie ed ostilitä. Se in loroconfiderai, quantunque non ti conoscano, t’ajuteranno.
Colui che prima scuopre i navigli che verso il lido fuggono, o che ha notizia di
rissa insorta tra gli abilanü, tanlosto fa clamore, e con queste parole ad alla voce av-
vertisce. « 0 buoni uomini, soccorrete i vostri simili » ; ed indica il luogo ove chiama il
bisogno. Ognun che ode queste grida , le ripele, e quindi con celeritä annuncia in
tutte le pievi ciö che accade. Ove maggiore e il bisogno, ivi maggiore e il concorso,e gli uomini, con armi o senza, posle in obh'o le faccende, col vestito involto al brac-cio concorrono ove e d’uopo d’ajuto: e a difelto d’armi sragliando pietre, fanno agliaggressori non dispregevole guerra. Urattanlo le donno, uditi i clamori, portano armie lance ai mariti, ai fiälelli, ai parenti, e somministrano nel combattimento dardi.L’una nelle risse, s’c d’uopo, difende il marito, lällra il padre o il fratello, cd allrcosano frapporsi tra le volanti saette, e spesse volte dalle donne c dai sacerdoti si ponefine a questi mortali combattimenli.
11 coslumc, specialmenle ne’conviti, divide gli uomini dalle donne. Le inogli ii lefiglie vanno alle fontane. Quasi alcun Corso non ha servi. Le feminine, nobili o plebee,atlendono alle donnesche faccende, sono laboriose e gareggiano per la virtü. Se vannoalläcqua, portano sulla testa il catinoj se hanno un cavallo, lo conducono legato albacino; e vanno filando fino alla fontana, da dove col catino pieno d'acqua e col giu-mento abbeverato per la medesima strada fanno rilorno alle loro case.
I funerali si eelebrano dai Corsi con grande apparat.o; niuno e seppellito senza ese-quie, lamenti, lodi, canti funebri, discorso e orazioni. L’ il loro lulto funebre similea quello dei Romani, imperocche uno de’vicini grida a quelli della conlrada: « 0 tuchiunque sii, egli e inorto Quando il cadaverc si trasporta alla chicsa con coinitivad’amici, e accompagnato anche da quelli deU’avvcrsa fazione : eelebrano i sacerdoti leesequie; e poi a vieo, a cittä, a pieve, con lungo ordine, prima i rnaschi, indi le fem-inine accorrono, spargono lagrime e lamenli, e la moglie c i fralelli del defonto sisquarciano le vesti, le donne con isquallido e lagrimoso volto si battono il petto, si
pereuotono il viso , si slrappano i capelli; i cavalli del defunto col freno in bocca e
imbrigliati sono legati ad un palo. Nel settimo seguenle giorno i parenti convoeano isacerdoti, fanno celebrare la messa per l’aniina del defunto, c da molti, fatta la distri-buzione dei convitati, si danno pubblici festini.
Sono tutti i Corsi liberi, e si reggono con proprie leggi. Il Capo Corso ubbidisce ai
suoi signori, e .sono in quella provincia due le famiglie che dominano, i Gentili e i Da
Mare.
Gli oltramontani hanno ancor essi i loro principi, cd ivi sono cinque le case domi-lianti, cioe quelle di Leca, della Rocca, d’Istria , d’Ornano e di Bozi.