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pietra incastrata presenta ancora il inotto
liberlas.
All'ingresso della cittä, sulla piazza edirimpetto alla slrada delta Piazzalunga,sorge la casa nella quäle soggiornö Car-lo V nel 1B41 nel ritorno da 1 la secondae funesta sua spedizione d’Africa . La portaö decorata da un arabesco di marmo as-sai elegante e della buona epoca del-l’arle.
Nella slessa via e quasi dirimpetto mo-strasi il sito d’una casa, cui Napoleone nella sua giovinezza avrebbe abiiata ottomesi, al tempo che comandava in secondoil battaglione dei volontarj nazionali diLiamone.
Sur un piccolo spianato a roetä stradadall’erto che dal sobborgo met.te allacittä, la cappella dedicala a S. Rocco in-dica il luogo in cui cadde l’ultimo mortodella terribile peste del 1528.
Sanla Maria Maggiore, tempio elegante,d’architettura pisana, risplendente di por-fido, ha una magnifica loggia dove si trat-tavano anticamenle i pubblici affari.
S. Dornenico, antica chiesa dei Tem-plari, d’uno Stile gotico, leggiero, ha uncampanile ottangolare, eh’ e il piü altodella Corsica. Fu cominciata dai Pisani ecompiuta col danaro degli abitanti versoil 1545. La fondazione del conveilto deiDomenicani risale al monaco toscano pa-dre Nicola Fortigucrra, morto l’anno 1270in odore di santitä,, vescovo d’Aleria e an-tenato delFautore del Ricciardelto.
Una iscrizione gotica della cistcrna delconvento di S. Francesco reca il nomedeH’arlista toscano Enrico da Pistoja e ladata del 1508; ü forse della stessa epocala chiesa. V’hanno due cospicue tombe dimarmo, F una del francescano RaffaeleSpinola, vescovo d'Ajaccio , la seconda diFilippo Cattacciolo, ospite entusiasta diCarlo V in Bonifacio .
Il Valery scrive che la chiesa di S. Fran-cesco presenta un singolare fenumeno dinatura che non fu mai osservato, cioeuna perpetua sorgente zampillante su quelpiano di scogli tanlo al disopra delmare;ma il viaggiatore francese era male in-formato, dacche tre secoli fa, il Filippini,dopo aver detto che in Bonifacio sono daventicinque cisterne circa, soggiunge chenella chiesa di S. Francesco e una fon-tana viva occulla, che risponde in alquantesepolture, la quäl fontana si potrebbe fa-cilmenle mettere in uso dagli abitanti.S. Francesco, in onore di cui fu erettaquesta chiesa, spinto dalla burrasca, nel
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suo ritorno dalla Spagna verso il 1214,approdava a Bonifacio . E’ ritraevasi inuna grotta del villaggelto di Cantarana,che dista un rniglio e mezzo da questa cittä.Presso la chiesa di S. Francesco v’era ungran bosco di lentisehi, mortella, oglia-stri, armorini, ginepri ed altri simili, suf-ficienti a dar legna alla terra per un anno.La distruzione di queslo bosco il Valerydice prineipiata nel 1792 dai volontarjnazionali del Liamone, e consumata nel1797 dalla guarnigione repubblicana; maverainenle dovette essere prima, e primadel tempo de! Filippini, se questi scrivecheun bosco “ v’era in quel dislretto innanzila guerra ».
La Casa della Misericordia, civico ospi-zio di Bonifacio , e anteriore all’ anno1500; fu considerevolmente arricchito nel1528 co’ legati della popolazione mortadi peste. I morenti, scrive il precitatoautore francese , dettavano il loro testa-mento dalla finestra, e il notajo lo scri-veva sulla strada! La caritatevole abitu-dine non cessö col ilagello e fu stabi-lito che la prima clausola d’ ogni testa-mento sarebbe un dono di cinque soldialmeno all’ospizio.
La scala chiamata del re d’Aragona ,lunga breccia diagonale, lagliata nellat'occia, era anticamenle una strada di co-municazione dal caslello al mare, e dopol’invenzione deU’arliglicria , ad una bat-teria a pelo di acqua.
Le Grotte Marine sono una delle piüamene passeggiate di Bonifacio . — VediS. Antomo, S. Bartolojieo, Dragosalc, Per-TCSATO (Mo.VTE).
La caserma cominciata dai Genovesi fucontinuata nel 1778. Magnifica e la piazzad’armi che le sla innanzi.
Le forlificazioni attuali sono bene con-servate; hanno scale di marmo della spe-cie di qnello di Brando.
11 torrione, oggidi polveriera, era l’an-tico castello e l’unica fortezza sicura eregolare della cittä nel 1195.
L’Arsenale, il primo della Corsica, furecentemente riparato.
La piazzelta chiamata della Manichellae il luogo piü prossimo della Sardegna .
L’oratorio della Trinitä, a tre migliada Bonifacio e ad un miglio dal Portodi Paraguano, supponesi 1’ area dell’ an-tica Palla.
I dintorni di Bonifacio sono bellissimi emolto produttivi di biade, di fieno e difrutta, meno le ciliegie.
Nel mare ä ricca la pesca del corallo.