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II Francolino e un pesee bellissimo ed assai pregiato.
II Dentice 6 abbondante e pregiato anzi che no.
La Bufala, somigliante al Dentice, gli e inferiore in bontä.
II Mormiro, pesee dei mari sardi, non e perö molto copioso.
L’Ombrina di canale, ü cosi chiamata dai pescatori sardi per distinguerla da unaltro pesee che dicono Ombrina di scoglio , perche stanziante fra gli scogli marini.
II Lupo si piglia in mare piü grande che negli stagni.
Lo Scombro arriva nelle acque di Sardegna a stormi dai mari settentrionali.
La Palamita rimane talvolta presa insieme coi Tonni.
Anche le Alelunghe passano a truppa nelle Tonnare sarde, ma non vi restanoprese per la larghezza delle maglie.
II Tonno vi arriva dai mari situati fra'i tropici: della pesca di esso, che formauna importante risorsa della Sardegna , parleremo all’articolo Pescayione.
La Surella abbonda nell’estate, ed e non poco apprezzata.
La Triglia di mezzana bontä si trova nei fondi arenosi; pescando piü alto si pi-gliano le Triglie perfette.
L’Argentina , cosi appellata dal finissimo argento di cui e vestita, onde si fannoperle artificiali, trovasi nella parle orientale dellTsola.
II Segreto, come e chiatnato volgarmenle, e un pescelto simile all’Acciuga, seb-bene piü piccolo, ed abbonda.
Dei Muggini se ne distinguono nei mari sardt diverse specie; il Cefalo, l’Ozzonela Tumula, la Concadita , come li chiamano i pescatori napolitani; piü il Muggine neroil Capo Grasso e il Saltatore, cosi chiamati dai Genovesi .
Finalmente l’Acciuga trovasi assai abbondante, e forma un oggetto di esportazionedall’ Isola, donde in molte parli d’Italia ü detta Sardella.
RENDITE E CONTRIBUZIONI.
Secondo una stalistiea dei 1849, le rendite delF ultimo decennio ragguagliavano apoco piü di tre milioni ed un terzo, e piü precisamente a tre milioni, trecento oltan-tacinqueniila, Cinquecento settantacinque lire (5,588,875).
Le dogane o le altre imposte imlirette di sale, tabacco, polvere, neve (*) e regi-stro, non sommano a piü di 842,907 lire.
Le miniere, la pesca, le multe e varj censi e redditi fojrtuiti davano il restante.
La somma totale misurata sulIa cifra della popolazione, ragguagliava a franchisei e mezzo per capo.
La parte principale era il Donativo votato dagli Stamenti, cioe lire 854,000, noncompreso il Sussidio ecclesiastico che sommava a lire 19,943.
SALINE.
Fra i molti stagni di cui la superficie dell’Isola e ingombra, alcuni produconodei sale; ma questo basta appena alla interna consumazione di qualche prossimo vil-laggio.
Cotali stagni apparteuevano giä a privati; ma lo Stato, non sono ancor molti anni,li acquislö da essi.
Ma la grandissima quantitä di sale, che forma una delle piü imporlanti renditedello Stato, si estrae dalle Saline di Cagliari e di Porto-Torres. Quest’ultimö, secondoalcuni, e di qualitä migliore.
Per lo passato si raccoglievano annualmente, secondo calcoli fatti, da 800 milaquintali metrici di sale. Di questi, 30 mila soltanto si consumavano nell’ Isola; 200mila si acquistavano dal Governo per gli Stati di terraferma; il rimanente veniva ingran parte comperato da Danesi e Svedesi.
(*) Lo spaccio dalla neve costituisce in Sardegna un oggetto di regia privativa.