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[Volume parto. Parte seconda.]
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CAG

luogo delTa divisione e delln provincia delsuo notne, e Ja principale dell’isola.

£ situata sul lido meridionale dell’isola,d’onde sorge sopra una collina che nel suopunto culminante nonsorpassa i t!2metri.

Geograficamente giace ai gradi 39. 13’di latitudine e 9. 6’ di longitudine dalmeridiano di Greenwich.

La popolazione, che nel 1838 era di27789 abitanti, discese nel 1848 a soll27140. II numero delle case e di 3339,famiglie BB74.

Nel maggior freddoH'termometro nonsi abbassa d’ordinario oltre il grado 12°di Reaumur, come nel maggior caldo nons’inalza oltre il 29.°

I terremoti sono assai rari: l’umiditä,quando dominano i venU del levante, etale da produrre effetti perniciosi.

La cittä ü cinia di mura e munita dimolie opere di difesa. Il casteHo, che formauno dei piü bei quartieri della cittä, eopera deH’ arcbitetto Fotino Pisano ; oggiserve di residenza alle auloritä principali.

Si entra in Cagliari per quuttro porte;le slrade sono spaziose , ben selciate eassai pulite.

Sonovi belle passeggiate: quella cheprimeggia fra tulle k quella detta del ba-stione di S. Caterina.

Fra le piazzie la piii riinarchevole equella di S. Carlo.

Sono in Cagliari circa 38 chiese, fraparocchiali, confraternile ed apparlenentiad ordini religiosi.

Prirneggia fra tutle la catledrale, prin-cipiata dai Pisani nel 1312, terminala da-gli Aragonesi nel 1381 , e riformata nel1669 dall’arcivescovo Vico. Vi si ainini-rano pregiate pitture e scolture, unallare,tuito d’argento, il cenolalio di Marlino ilgiovine, re di Sicilia; nonche i musaicidi Carlo Emanuele tiglio di Vitlorio Etna-nuele l.° e di Giuseppa di Savoja mogliedi Luigi XVIII .

II palazzo regio ü un edificio di solidaarchiiettura: vi si osserva una complelacollcv.ione dei ritralti dei vicere ccl se-guito dei Principi di Savoja.

II palazzo municipale possiede una assaibellasalaadorna dei rilratii dei re Carlo Fe-lice e Carlo Alberto di enormi dimensioni.

L’arsenale e un edificio di bella archi-tettura. Sono rimarchevoli le due lorri,opera di Capula Giovanni, denominate l’u-na deli’Elefante , l’altra di S. Pancrazio: lapFima b piü elevata di quella pendentedi Pisa .

II seminario fu fondato dall’arcivescovo

ISO LA Dl SARDEGIU

CAG SB

cagliaritano Giuseppe Del Becchi, ex ge-nerale degli Scolopi .

. La Regia Universitä b un fabbricato .di bei disegno, costrutto per ordine delre Carlo Einanuele III nei primi anni delsecolo decimosettimo. La pubblica biblio-teca, fondata verso il 1764 dal benemeritoConte Bogino, ministro del re Carlo Ema-nuele , conta circa 17,000 volurni, per lamaggior parte di teologia e di diritto.

11 museo di storia naturale e di anti-chilä, fondato nel 1806 dal re Carlo Feli-ce, 6 ricco di curiositä naturali e monu-menti fenici , carlaginesi ecc.

Sono in Cagliari due Ospedali, il civicoe quello di S. Basilio, oltre quello di S.Boriifazio pei carcerati: evvi pure un ma-nicomio.

L’orfanotrofio pei maschi, che contienecirca 80 individui, fu fondato nel 1827;ed il conservatorio della Prowidenza perla femmine, aperto nel 1833, ha 60 piazzegraiuile.

L'edificio delle prigioni non presentaalcuna particolaritä.

11 lazzaielto venne reslaurato ed am-pliaio nel 183B.

Il civico Tealro, recentemente ingran-dito ed abbedito, 6 consideralo come unodegli orpatnenli della cittä.

Professano iCagliaritani grandissima de-vozione alla Vergine Maria, e specialmenlei dopo il 1370 la chiesa di Bonaria b assaifrequontata dai devoli, adoiandovisi daquell’ cpoca un’ immagine della Verginemiracnlosamente arrivatav i.

Meravigliösa poi 6 la devozione del po-polo verso S. Eiisio, martirizzato ai leuipidi Diocleziauo.

Cli uomirii della classe altae mediocrevestono alla moda degli allri iialiani; mäla gente del volgo alla sardesca.

Gli spettacoli pubblici ordinarj consi-stono nelle corse dei barberi , la piü splen-dida delle quali si da nel carnovale, e viconcorrono i piü nobili destrieri montatida abilissimi cavalieri.

11 linguaggio dei Cagliarifani e il lo-gudorese mischiato a moltissimi vocaboliforestieri.

L’acqua potabilesi raccoglie in cislernöche sono dihgentemente curate; non po-che famiglie p j iö l’attingono da pozzi aciö scavati.

Vi sono fabbriche di cotone, filature.tin-torieecc: i deposilisono in Cagliari , Sassa-ri, Alghero. La fabbi ica delle berrelteoc-cupa vistoso numero di Uvoratoi i,essendograndissimo lo smercio in Ihlta l’lsola.

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