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Grande b la ventilazione; nella Planar-gia domina il maestro», snl Marghine illevante; nell’inverno riesce assai fuuestoil vento di tramontana.
L'aria e in generale salubre per tuttaquasi la Planargia , ma non troppo buonanei sili bassi del Marghine.
La neve dura per 18 o 20 giorni nelleregioni piü fredde ed esposie a borea.In alcuni siti bassi ö assai frequente emaligna la nebbia.
inamendite i pianori eonlansinell’annonon piü di 40 giorni piovosi.
I pr.'dotti priueipali del snolo consi-stono in grano, oizq, fava, fagiu.di, ceci,cicerrhie, granone e palaie.
Allevasi gran quantilä di besfiame ,buoi, vaecbe, pecore, capre, porei, cavallie cavalle, gium^nli.
Hawi eopia di selvaggiume; ecccttuatii mufloni, sonovi lulle le altre specie diquadi upedi comuni nella Sardegna ; i dainivanno a torme.
(I mare vieino conliene moltissime fa-miglie di pesci; le alici e le Sardellevanno a sciami iinmensi. Nei liumi pe-scansi anguille e trote; nei paraggi inarinib uiolia copia di corallo.
Si no'erano nella Provincia da 8 mi-niere, del le qua Si 2 di piombo solforalo,una di ferro ossidato, una di ferro solfo-ralo, una di marino bianeo e venato, unadi profido, una di pozzolana ed una dianlraoile.
Assai vaste e rieche di varie specie d’al-beri sono le selve di Monteferro, di Bo-norva, di Pianu de Marios, di Padruman-nli e di Saucoos.
Rinomali sono i formaggi che vi si fab-bricano, e che sono chiamati cassigioltr,con-istono questi in caci fini di vacca po-sti in veseichea forma di pere, che pesanotalvolla piü di 40 libbre sarde.
II paese di San Lussurgiu distinguesinella fabhricazione delle botti.
La tessitura conta B000 telai circa, im-piegali neila fabbricazione di tele e dipannilani. pregiato il forese, fabbricatoa Cuglieri ed a San Lussurgiu. Le donnedi San Lussurgiu mandano fuori 1800pezze di panno all’anno.
Il commercio si fa tutto neH’interno: igeneri rraffieali consistono in grano, orzo,olio , vino, acquavite, frutta , legnamegrezzo e lavorato, salame, pelli, lane, capivivi, panno forese.
La popolazione , che nei 1038 era di38142 abitanti, nei 1848 ascese a 37842,dei quali 19187 maschi, 18338 feminine. SiIsola. di Sardegna
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banno quandi per ogni chilometro qüa-draio abitanti 34, 70. Nei decennio vi fuun aumento assoluto di 2380 abitanti, cdnn aumenlo relativo di abitanti 6. 77 perogni 100 abitanti.
All’epoca dell’ultimo censiniento si con-tavano case 8016, e famigiie 8868. Aquell'epoca furono constaiali maschi chenon sapevano nü leggere nü scrivere17,818, che sapevano soltanto leggere 121,che sapevano leggere e scrivere 1881; efeinmine che non sapevano ne leggerene scrivere 18,060, che sape'ano soliauioleggere 64, che sapevano leggtre e scri-vere 210.
Le malaltie dotninantie p ü falali sonole inliamniazioni, le periodiche, le perm-ciose; non sono rare le clorosi e lescro-fole: in alcuni luoghi le pustule carbon-cUiose seinbrauo endeimche.
I delilli piü cotmioi sono i furli ; nonsono rare perö le uccisioni, specialnienteper gelnsia e vendelta.
II eurallere degli abilanli Varia a S3-conda degli elenienti lopogralici. I Pla-nargesi sono sagaci e laboriosi; i Bosanipollroni e poco inclinali alla collura; glium e gli altridedili al commercio dt ba-ratio; i Marghinesi accorli ed indusiriosi,.ma a ludi que>ti prevalgono i Lussurgiesi.
L’ estensione superficiale di lu le leterre collivate della l’rovincia per vidaz-znni , orli, vigne, verzieri, oliveli, risulladi metrl quadrati 388,688,721.
Celebralissimo fra i vini e la malvasiadi Tres*nuraghe3, che dicono di Bosa ,perebe dai Bosani solila a vendersi conmöko profillo.
Fra gli alberi frultiferi, i caslagni ve-getano in tale maniera che la iuro cir-conferenza oltrepassa alcune volte i cin-que meiri.
Si hanno da quesla provincia i piü beicavalli: stimaie sopratutto sono le razzedi Decimomannu, di Maccomer, di Borti-gali e di Borore per agililä e forza; quelledi Nuragugnene per beltä di forme e vi-vacitü.
L» piü cebbri fiere di questa provinciasono quelle di San Lussurgiu, di Sagamae di Tinnura; alla prima convengono fo-reslieri da tutto il Regno.
Noveransi nella provincia da circa 114chiese; e sussislono da 876 nuraghi, lamassima parle demoliti, molti assai gran-diosi; nei pianoro del Mflrghine sono an*che alcune di quelle costruziooi ciclopi-che chiamate sepolture di giganii.
Appariscono inoltre le rovine di molte
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