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[Volume parto. Parte seconda.]
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dopolazioni che esisteitero nel Medio Evo e si vedouo vestigia di alcune citiä ro-niane.

CGGUERI. Cittä capoluogo della pro-vincia del suo, nome; seile del Tribunaledi prim« cognizione (Diocesi di Bosa.J

Djsla chiloinetri 41 da Orislano.

Ha una popolazione di 4135 abitanti;il numero delle case e delle famiglie a-scende a 1407.

Siede questa cittä sopra un’ eniinenzadella piaggia dei Menomeiii, ehe va di-grad mdo incontro a maestro tramoniana,in luogo sano ed esposto ai venti piü sa-lubri.

Vi caduno copiose pioggie; non sonorare le nevi ; la nebbia vi si addensasulla carte piü aIla.

I.e abitazioui in generale sono ben co-slrutte, Cituiode e di bei I ’aspelIo; le sha-de regolari, sebbene disagiate.

La maggior parte degli abitanti attendeaU’agricoliura : le donne lavorano al lelajo, ed il p»nno da esse fabbriralo goderiputazione del migliore di tutta l’lsola.

L'esten«ione del terrilorio cotnunalesicalcola di 30 miglia quadrate. 1/ abitatotro\asi sulla circonferenza, daIla parte digreco-tramontana.

Il suolo, in gran parte monluoso, neisili di cotlina e assai atlo alle viti ed agliolivi; nelle va Ui, agli «Iberi frutliferi, ailegumi ed al giardinaggio; nei piaui, algrano ed alTorzo.

Il raccolto non sorpassa in generale ilquintuplo del seininaio. Il lino basta ap-peua al consuino del paese.

Le chiudende oeeupano all’incirca unadecima parte del terrilorio.

fiel selve dom'ma il leccio, e vi h fre-quente il tasso: trovansi in esse le solltesperie di selvaggiume, ma piü delle alirei cinghiali: fra i volalili abbondano lepernici.

Non iscarseggiano le fonti; o ve nesono due di acqua cMda, che aleune vollepresentano delle parlicelle carboniche.

La minor distanza dal mare ü di un’ora e mezzo circa: il lido apresi a variecale, asilo a felucche e briganlini, ed op-portuna staz one ai coltivatori.

I Caglierilani eniettono le loro derratedalla ca>a di Piltinuri, principalmente 1' o-lio, che ha gründe ripulazione in tultoil regno.

Appariscono in varj siti le vestigia di

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anliche popolazioni; sopra una collina s>veggono le fondanienta di una rocca , enel soltoposlo piano immense roviue, fon-damenta di case, di templi, di mura, mar-uii lavorati, ed altre meuiorie della roma -na architettura.

Trovansi in Cuglieri varie caverne sa-polcrali, la piü grande delle quali h queiladenominata Spelunca de nonna , in granparle scavuta nel uiacigno, opera vera-mente soriluosa.

N’uragbi sä ne trovano da tnlte parti,ma quasi tntti piü o nien.o demoliti.

Ad uu miglio da Cujglieri, sulla sommilädi una rupe sorge IL’ anlioo castello diMonteferro. Vuolsi edulicato da unltocaro,sotto il Regno di Barisone, circa il 1160,mentre ferveva una guerra accaniiissimafia i giudici del 1' Arborea e di Logudoro.

CÜGNaNA. Monte che s’ innalza nelterritorio di Teinpio; e alto melri 6ä9. 11porto dello stesso nome, aperto a greco-tramontana , s’ insena per quasi 2 mi-glia, e si allarsza per me/zo mig'io.

CütiURETTU. Montagna, ehe s’innalzanel territoiio di Mulargia, nella provinciadi Cuglieri, non e altro che una appen-dice del Monte Santo Padre.

CURCÜRIS. Coinuiie nel mandamentodi Ales, provincia di Orislano (Tribunaledi prima cognizione d’ Orislano, diocesidi Ales ).

Disla chiloinetri 4 dal capoluogo delmandamento.

Ha una popolazione di 366 abitanti; ilnumero delle case e di 81 e quello dellefamiglie 93.

Questo villaggio giace fra due colline,bagnato dal fiuine N’arberdu.

11 clima non h mollo buono, ne il ter-reno abbastan/.a fertile;Taria e pure pocosalubre, per cui i corpi piü robusti nonpassano il 60.o anno.

Gli uomitii «Ueulono alla coltura deicampi, le donne ai telajo.

11 suolo e mollo idonco ai cereali; sisemina grano, orzo, fave, legupii, e siotliene d’ ordinario il decuplo.

I chiusi omipano la terza parte delterreno coltivabile.

Le specie del bestiame sono ristrettealle piü necessarie: le lane ed i formaggisi consumano sul luogo.

Seoire nel territorio il fiume Narberdu,le cui sponde souo abbellue pei pioppiche vi s’innuizano, e per gli assai densicanneti.