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collegio ex gesuitico, ed il palazzo del
Marchese Boyl.
Un collegio in cui s’insegna lino al-l’umanitä, frequenlato in media da 48 a-lunni, un seminario pei chierici, e alcu-ne scuole elementari maschili sono i soliistituli d'istruzione pubblica che si conti-no in quesla cittä.
L’industria vi k assai poco colti-vala; gli abitanti in generale attendonoallagricoltura, che si esercita con qual-che intelligenza.
Le donne sono assai operose , fabbri-cano tele e sajali molto pregevoli nonchö appareccbi di tavola molto pregiatiper la loro eleganza.
II territorio si stende in parte sullacosl detta Montangia, ed in parte sul Ci-serro. La fruitificazione ordinaria delgrano ö del decuplo, quella dell’ orzo ilquindecuplo, e quella dei legumi 1’ ot-tuplo.
Il vigneto e esteso; i vini hanno la par-ticolaritä di acquistare il gusto del Ma-laga quando sono veechi.
Allresl copioso ä ii raccolto delle fruttaspecialmente di ciliege, pere, castagnenoci, pesche ed albicocche.
11 lino offre un prodolto significante,ed unilo alle lane dhenta un arlicolo dicommercio lucrosissino.
E pur grande il prodotto degli oliveti,e fra le piante orleusi prospera quelladel tabacco e vegeta pur quella dello zaf-ferano e zafferanone.
Trovansi pascoli eccellenti e copiosi;onde numeroso il bestiame che si alleva.
11 guadagno che si ritrae dalla ven-dita dei prodotti agricoli e pastorali ecalco'ato di 100 mila lire annue, fra ce-reali, vini, olive, olio, frutta, lino, capivivi, formaggi, pelli, lana ecc;
La superficie occupata dai predj non bmaggiore di 12 miglia quadrate.
Gli abitanti sono in generale robusti ecoraggiosi. Le donne si pregiano per bel-lezza di forme e gentilezza di modi.
Pretendesi che lglesias abbia ricevutoil nome dal gran numero di chiese chene; Medio Evo. furonvi erette. Non si sain quäle epoca comhieiö a popolarsi; eglib perö certo che nel 12Ö7 i suoi abitanticrebbero di numero pei moiti cagliari -tani fuggiti alla spada di Ugolino, nellaquäl circostanza la cittä fu munila dinnrn. '
Ju nel 1254 che i Pisani npisero piedein queste terre, e che diedero alla cittäil nome di Argentaria per le miniere
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d’argento che vi rlnvennero, e di cui siservirono a coniare monete, 11 loro do-minio non durö che sino al 1324, in cuidovettero ritirarsi innanzi alle armi degliAragoncsi condotti da Don Alfonso.
In quella circostanza lglesias pati unlungo assedio, dal quäle appena, liberatacominciö a fabbricare il castello che so-vrasta alla cittä, di cui appajono ancoramoiti avanzi.
Soggiacque lglesias successivamente avarie vicissitudini.
Nel 1480 venduta da Alfonso IV a D.Eleonora Contessa di Chirra, sborsö ilprezzo d’acquisto e si redense- da ogniservitü feudale.
Nel 1303 vi si trasferiva da Tratagliasla sede vescovile. Nel 1685 fu colpifadalla pestilenza che distrusse due terzidella sua popolazione; un’altra maggioreinfierl nel 1681: in seguito lglesias corsele stesse sorti dell’Isola; e fu dopo la suacongiunzione agli altri Stati possedutidalla Casa di Savoja che la sua diocesivenne di nuovo istituita.
La diocesi d’Iglesias comprende sole ottoparrocchie; dal 484, epoca a cui si rife-risce l’istituzione della chiesa Sulcitana,lino al 1844, il numero dei vescovi notiascende a 43.
Il primo e un cerlo Vitale, che esistevaal Concilio d’Afripa nal 436.
Fuori della cittä vedonsi in varj luoghiavanzi di antichitä romane, come pavi-menti, canali, indizj di bagni ecc.
In varj tempi poi furono dissotterratemedaglie, monete ed inscrizioni.
1GUSA. Monte alto melri 1009 circa,chiamato comunemente monte Muggere.
ILBONO. Comune nel mandamento eprovincia di Lanusei (Tribunale di primacognizione di Lanusei , diocesi di Oglia-stra).
Dista chilometri sei dal capoluogo delmandamento.
Ha una popolazione di 1196 abitanti;il numero delle case ö di 116, e quellodelle famiglie 128. *
E situato sulla falda dei monti dellaBarbagia, cinto da varie eminenre.
Giace geograficamente ai 39° 81* dilatitudine, e 0° 28’ di longitudine orien-tale del meridiano di Cagliari .
11 cliina e assai caldo nell’estate; tem-perato nel verno; le nebbie spno tostofrequenti; l’aria non aifatto insalubre.
Le malaltie piü frequenti sono le feb-bri perniciose, le intermittenti, e le in-fiammaziöni di varie sorta
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