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[Volume parto. Parte seconda.]
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dai plü iraportanti; grano, on«, fave, fa-giuoli, ceci, lenticchie, cicerchie, granonee patate.

Copioso ö il pradotto dell’uva, i vinidelle regioni calde sono assai slimati;v’ha abbondanza d’alberi fruttiferi; dallentisco si ottiene olio in copia. Su perle montagne trovansi pascoii pel bestia-nie d’ogni specie. Pregiati sono i caci.

I prodolti della provincia si smercianosiü mercati di Cagltari ed Oristano , non-chö in varj paesi del Serrabns, e dellaBarbagia.

II reddito annuo che se ne ricava sicalcola di lire 848,780 circa.

La popolazione nel 1838 ascendeva a46,237 abitanti; nel 1848 a 48,9S8, dei.quali 24,769 maschi, 24,189 femniine.

Nel decennio vifn ditnque un aumentoassoluto di 2721 abitanti, ed un aumentorelativo di ö. 88 per ogni cento.

Riguardo all’istruzione degli abitanti,nel 1848 conlavansi maschi che non sa-pevano n6 leggere nb scrivere 23,181, chesapevano soltanto leggere 233, che sa-pevano leggere e scrivere 1388.

A quell’epoca le feminine che non sa-pevano ne leggere nb scrivere erano24,089, quelle che sapevano soltanto leg-gere 82, e sole 48 erano quelle che sa-pevano leggere e scrivere!!

I dialetti Cagliaritano e Catnpidanese,con nolabili differenze nella pronunzia,formano il linguaggio degli Isilesi; la re-ligioue cattolica 6 la sola professata.

IS1LI. Capoluogo della provincia (Tri-bunale di prima cognizione e Diocesi diOristano).

Dista chilometri 39 da Secci.

Ha una popolazione di 2276 abitanti; ilnumero delle case e di ,878, e quellodelle famiglie di 611.

E situato sulla estremitä meridionaledell’altipiano del Sarcilano.

II clima e piutlosto freddo, esposto co-me e il paese all’ influenza dei venti chespirano dalle cime del Gennargentu, utni-dissimo e nebbioso nell’ autunno.

L’ aria nullameno passa per salubre.La vita ordinariamente si prolunga oltrei 60 anni, talvolta sino agli 80.

Le abitazioni sono costrulte in pietre;le conlrade larghe, ma irregolari e fangose.

Il suolo in generale, e poco fertile; pro-duce uullameno oltre i bisogni del paesein grano, orzo, fave e legumi.

La vite prospera in niolti siti, ma ilvino riesce di mediocre bontä.

Numerogi sono i fruttiferi; le princi-

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pali specie, fiehi, peri, susini, castagne ,noci, e meli : pochi gli olivi.

Abbondano i pascoii, e i formaggi rie-scono di gran bontä.

In alcune grotte si raccoglie molto sal-nitro; trovasi la ügnite, nonche varie terredi colori diversi.

Abbondano i ghiandiferi., e fra gli al-beri d’ altre specie sono nutnerosi gli oli-vastri.

11 reddito annuo che ricavano gli Isi-lesi dello sittercio dei prodotti agrarj epastoraü, si calcola di 90 mila lire circa.

Non trovasi in Isili un solo edificiomeritevole di menzione. V’ha un collegiopubblico frequenlato da circa 20 scolari.

Sono poi gli Isilesi poco induslriosi^quantunque le donne attendano alla fab-bricazione di coperte da letto, tappeli ditavola e coltri di lino, nonchö tele moltoriputale che vendono con qualche Utero.

Sono frequenti in questo territorio inuraghi, ma in gran parte disfatti.

Veggonsi anche vestigia di antichi fab-bricati di cui s’ ignora 1’ epoca e la causaper cui andarono in rovina.

ISTELATI. Fiumicello che nasce nelterritorio di Mamojada nella provincia diNuoro , bagna le terre di Lodine, e va ascaricarsi nel fiunne Gosole.

1ST1DA. Rivo influente del Bariaco; lesue origini sono nel Monteargento.

ITIREDDU. Gomune nel mandamentodi Ozieri, provincia d’ Ozieri (Tribunaledi prima cognizione e diocesi di Tempio.

Dista chilometri 9 da Mores.

Ha una popolaziono di 600 abitanti; ilnumero delle case b di 118, e quello dellefamiglie 132.

E situato a pi& di un piccolo altipianonon lungi dalla destra riva del Tenno.

Giace geograficamente ai 40. 87’ 30”di latitudine, e 0. 12’ 30” di longitudineoccidentale dal Meridiano che passa perla Capitale dell’ Isola .

11 clima b caldo nell’ estato e tempe-rato nel veruo; gründe 6 1’ umiditä e fre-quente la nebbia.

L’ aria b generahnente insalubre pertnianti che esalano dai luoghi paludosi.

Il monte che sovrasta al paese era untempo un vulcano, e se ne vede tuttorail cratere.

11 territorio e in gran parte montuoso.Abbondano i pascoii e nutresi moilo be-stiarne. Nelle selve predominano le quer-cie e i soveri, alcuni de’quali hanno unastraordinaria grandezza e antichitä.

Si fa büona caccia di selyaggiume; in