PAR
• II selvaggiume Irovasi ne’ meclesimisalli ma in poca copia.
In questo dislretto contengonsi i se-guenti comuni: Uselli, Ales, Ceprara, Gon-nosno, Scoredo , Curcuris, Figus , Pau efinalmente Banari.
Nel tempo che fioriva il Giudicato diArborea , erano popolati allri siti ancora,fra’ qaali e inenzione neile vecchie scrit-ture del caslello di Marzunule e del vil-laggio di Cabras.
PARTE 7ALENZA. Anlico diparlimenlodel Regno d’Arborea.
Copfina a settentrione coi dipartimentidi Mandra-e-Olisai e Barbagia Belvi, adOriente colla Barbagia Seulo, a sciroccocolla curatoria Scurgus, a libeccio collaMarmilla e Parte Dsellus,
Nella sua maggior estensione da le-vante a ponente, cioe dalle sponde delDosa ai limiti di Viliaurbana contansi mi-glia 18, in quella da ostro a Iramonlanamiglia 12 circa.
La sua superficie totale si calcola nonminore di miglia quadrate 1B3.
E regione tutta montuosa, comecchönessuno du’suoi monli sia notevole perallezza.
L’eminenza piii considerevole e il ter-razzo dell’Arcidano.
Sopra il medesimo levansi varie collinecoperte di bosclii.
Segue i! terrazzo di Nuragus, divisoper un vallone dal terrazzo del Sarcidanodi cui e un’ appendice.
Dopo queste merita d’essere notata l’e-minenza di Ruinas.
Sopra il terrazzo del Sarcidano sono lefonti del Bolrani; il Dosa separa questodipartimenlo dalla Barbagia Seulo.
Formasi anche un ramo notevole del*l’Aragigi, che e uno dei principali in-*fluenli del Tirso.
Sono ora in questa regione sole dodicipopolazioni: Isili, Laconi , Nuralla, Nura-gus, Genoni, Nureci, Assuri, Senes, As-solo, Ploaghe , S. Antonio e Mogorella.
In altro tempo ve n’ era un numeromaggiore, restando memoria di queste al-tre che furono: Fluminadu, Genades oTinades, Sebollus, Orvinas e Stole.
Erano celebri in questa regione i se-guenti feudi: Marchesato di Laconi , con-tea di Villamar, viscontea di Seiluri e ba-ronia di Ploaghe .
PATTADA. Comune capoluogo di man-damento nella provincia d’ Ozieri (Tribu-nale di prima cognizione di Tempio, dio-cesi di Bisarcio).
PAT 12ö
Dista chilometri 13 dal capoluogo dellaprovincia.
Popolazione 3219. Gase 018. Famiglie026.
E situato ai gradi 10, 34, 30 di latilu-dine, e 0, 0, 30 di longitudiqe occiden-tale dal meridiano di Cagliari .
Sied«! sul declivio di un colle da cuigodesi di un estesissimo orizzonte.
Il cliuia e temperato nell’estate, e piut-toslo freddo nell’ inverno.
La neve vi cade in copia, e dominanospesso i venti di levante.
L’ aria e purissima.
Le case sono costrutte in pietra, le vieselciatp e piuttosto larghe.
Le donne Pattadesi distinguonsi perbelle forme e vivace colorito.
Gli abilanti attendono specialraente allacollura ed alla paslorizia.
Sono in moto non meno di Ö00 telajdove si fabbricano da 1300 pezze di pan-no, 800 di tela e 200 coperte di letto.
La superficie territoriale ascende a nonmeno di 84 miglia quadrate e si stendeper la massima parte in montagna.
Le principali eminenzc sono il monteLerrone alto 1092 metri, e il monte Mug-gere alto metri 1002 circa.
Domina la roccia granitica, ma non erara la calcarea.
Fra il monte Lerrone e il Monte di Pat-tada, apresi una gran valle dove scorreil rio di Enas.
Nella parle inferiore della montagnamostrasi allo scoperto un filone di ferroossidulalo con quarzo.
Il rio Enas, che proviene dal territoriodi Budusö, forma parecchie piscine nellequali abbondano le anguille e le trote.
Il suolo ein gran parte coperlo d’al-beri ghiandiferi, dove predominano leelci ed i soveri.
Frequentissimi sono anche i ginepri edil lasäo; nelle montagne si cacciano muf-floni, eervi, daini e cinghiali.
11 terreno e piü adatto alla coltura del-1’ orzo che a quella del frumento.
La fruttificazione dell’orzo e del 12 peruno, quella del grano dell’ 8, quella deliefave del 10.
Il vignelo e molto esteso, si fa un com-mercio assai grande del vino.
Pochi sono i fruttiferi, ma abbondano ipascoli ed allevasi molto bestiame , spe-cialmente giovenchi che si vendono aimacellai della capitale.
Sono molto pregiati i caci, il burro ela manteca pattadese, forse acagione delle