Band 
[Volume parto. Parte seconda.]
Seite
XXXVI
JPEG-Download
 

1XJEVI INTRODUZIONE

poveri, dov'ella presenta agli assistenti una penlola piena di brodo; in altre Iocalitäla suocera le sparge sulla testa una manala di grano eorne presagio d’abboudanza. Epur d’ uso che pongasi in terra una scopa traversalmente all’ entrata della casa; seIa sposa trascurasse di rialzarla, sarebbe di cattivo augurio per l’ordine che elladeve portare nella casa; finalmente in alcuni sili un giovinelto conduce in giro unaconocchia guernita di sloppa , e i suoi compagni Io seguono per meltervi il fuocoa colpi di pistola; cid che deve significare essere la casa suflicienlamenle provvedutadi biancheria; vengono in seguito gli abbracciamenli di tulli i congiunli, e poi il ban-chetto di nozze. I novelli sposi vi sono assisi a fianco de’loro padrini e delle loro comari;essi s’ alzano verso la metä del pranzo e ritornano portando ognuno una focaccia inmezzo a cui e piantato un ramo di alloro che si chiama il bouquetj questi bouquet sonorimessi a un giovane e ad una giovine della brigala, come augurio di matrimonio;qualche volta e un semplice pomo che si pone sopra un desco fra alcune monete; unragazzino vestito di bianco, preceduto da un suonatore, fa il giro della tavola e pre-senta il desco a ciascuno dei convitati che vi depone la sua offerta. 11 ricavato appar-tiene alla maritata, che ordinariamenle lo distribuisce ai poveri. Spesso, in luogo diquesta formalitd, la sposa sospende ai suoi fianchi una borsa, alla quäle ognuno va adeporre il suo dono.

La domenica des Bugncs, o delle friltelle, i fanciulli del villaggio vanno a far visitaalla novella sposa; questa da loro delle noci o delle frittelie. Quest’uso osservasi piüparticolarment« in quel d’Annecy . Nelle citta i ragazzini si radunano davanti alla casadella maritata gridando allouya, madame est grosse; e dalla finestra si buttan loro ipiccoli doni d’uso.

Lo Charivari, dimostrazioue piena di chiasso, e ancora in uso se avvenga il matri-monio d’un vedovo o d’una vedova.

In parecchi comuni, particolarmente nella Chautagne, quando una persona e prcssoagli estremi, si crede doverla las iar morire. Si manda un couseur o'una couseuse,«econdo il sesso: sono de’ poveri, die lianno per inercede la spoglia del morto. Si lasciaquesta persona sola a tianco del letto deH’agonizzante, con una latnpn funeraria, del-l’acqua benedetla, un lenzuolo ed altre cose relative al suo tristo ministero. Fatta duradall’abitudine, o ingannala dalla propria impazienza, essa non attende sempre Fultimosospiro per compiere la sua operazione. L’uso d’abbandonare per tal modo i morentinon e sgraziatamente senza esempio; ed e barbaro e deplorabilc. I duc piü prossimivicini del defunto scavano la fossa, quattro altri sono incaricati di trasportarlo al luogodella sepoltura; i parenti ed i vicini assislono a questa cerimonia, che terininasi alritorno con un mangiare, ove si vuota qualche bicchiere alla memoria del sepolto ealla salute di quelli che lianno fatto la terra (fait la terre). Durantc un anno la fami-glia del morto fa deporre sulla sua tomba ogni domenica un pane del peso di circah libbre, e qualche volta eziandio una pinta di vino. Nel distretto di Saint-Michel-en-Maurienne, segnatamente a Saint-Martin -la-Porle, la bara d un capo di famiglia e se-guita da una capra che la fame fa belare e che si abbandona al curato.

liingiiaggio.

Il lidguaggio degli abitanti della campagna e dolce e ricco d’immagini; sarebbedifficile di attibuirgli un genere, perche partecipa di differenti idiomi. Varia esso nellapronunzia, talvolta anche piü essenzialmente ancora, non solamente da una provinciaall’ altra, ma da distretto a dislretto, ed anche, sino a un dato punto, da comune a co-mune. Tuttavolta, benche sensibilissime all’orecchio queste, differenze non sono taliche non si possa intendere, da chi conosce l’idioma d’un luogo, quello d’un allro.